giovedì 19 marzo 2026

Vico Equense, effetto domino in Consiglio: dopo il "no" di Di Martino, tocca a Patrizia Aiello

Patrizia Aiello e Antonino Di Martino
Vico Equense - Non accenna a chiudersi l'iter procedurale per il completamento dell'assise cittadina a Vico Equense. Quello che formalmente doveva configurarsi come un ordinario avvicendamento burocratico si è trasformato in un complesso quesito tecnico-amministrativo che sta impegnando gli uffici di Palazzo di Città. Il procedimento ha avuto origine con le dimissioni del consigliere Gennaro Cinque, rassegnate per assumere l’incarico di assessore nella giunta guidata dal sindaco Giuseppe Aiello. Se in una prima fase i dati post-elettorali sembravano indicare il profilo di Mariateresa “Titti” Buonocore quale prima dei non eletti, una successiva e analitica disamina dei verbali ufficiali dell’Ufficio Centrale ha ridefinito la graduatoria interna della lista UDC. I conteggi definitivi hanno infatti sancito il sorpasso di Antonino Di Martino sulla Buonocore, modificando l'ordine di subentro. Tuttavia, le procedure per l'integrazione del plenum consiliare hanno subito un nuovo arresto: nelle ultime ore è giunta la conferma ufficiale che Di Martino non accetterà la carica. Alla base della rinuncia potrebbe esserci un nodo di natura squisitamente burocratica: Antonino Di Martino ricopre attualmente la presidenza della Fondazione Masturzi Ravel, ente di primaria importanza per la gestione degli asili nido sul territorio comunale (Arola e Vico centro). Tale posizione è finita sotto la lente dei competenti uffici comunali per accertare eventuali profili di incompatibilità con lo status di consigliere, un potenziale conflitto che avrebbe potuto generare criticità amministrative. A seguito di questa ulteriore rinuncia, la procedura di surroga si sposta ora sulla figura di Patrizia Aiello. Stando alla graduatoria ufficiale dei consensi, spetta a lei la chiamata per occupare lo scranno vacante. Resta ora da attendere lo scioglimento della riserva da parte della candidata, passaggio necessario per ripristinare la piena composizione dell'organo di indirizzo politico e chiudere una fase di incertezza normativa che prosegue ormai da alcuni giorni. 

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