domenica 22 marzo 2026

Vico Equense, Giuseppe Ferraro rompe il silenzio: "Inclusione a sinistra? Solo facciata. Scelgo la città, non i veti di partito"

Giuseppe Ferraro
Vico Equense - Il panorama politico locale trema dopo il passaggio ufficiale del consigliere Giuseppe Ferraro tra le fila della maggioranza. Una decisione che Ferraro non definisce un semplice "cambio di casacca", ma la conseguenza naturale di un isolamento politico durato anni. Il consigliere ripercorre con amarezza il percorso iniziato quattro anni fa, quando fu chiamato dall'opposizione per tentare la scalata al ballottaggio. "Mi sono prestato con lealtà, ho fatto campagna elettorale, ma si è perso perché molti non hanno rispettato la parola data", attacca Ferraro. Da allora, il suo impegno sui temi caldi — in primis la difesa dell'ospedale al fianco di Antonio Breglia — è stato costante, mentre la sinistra "storica" restava, a suo dire, in letargo. Il vero punto di rottura è avvenuto però nelle stanze segrete delle segreterie: "Si tenevano riunioni politiche di rilievo, anche con il sindaco Manfredi, escludendomi sistematicamente nonostante facessi parte della minoranza. Mi è stato risposto che le decisioni spettavano solo agli iscritti. In pratica: porti i voti, ma poi decise la 'classe dirigente' altrove. Alla faccia della tanto sbandierata inclusione". Ferraro descrive un clima di ostilità interna: "Sulla mia figura c'era un veto. Mi hanno usato per dare loro contenuti su cui fingere impegno, spacciandoli per propri. Non sono il tipo che resta a fare l'imbucato a una festa dove non è gradito". Davanti a una visione politica frammentata e a strategie definite "occulte", il consigliere ha scelto di cambiare rotta: "Lascio campo libero a PD e 5 Stelle, forze di cui non ho mai capito la reale direzione. Cambio maglia, ma non la testa. Come nel calcio: un giocatore può cambiare squadra, ma gioca sempre per vincere. E la mia squadra è solo Vico Equense". A chi solleva polemiche sul suo passaggio in maggioranza, Ferraro risponde senza giri di parole: "Perché preoccuparsi di me oggi, se finora ero considerato solo un numero e non un elemento decisionale? Non vivo di politica, non ho mai chiesto poltrone e sono una persona realizzata. Mi chiedo piuttosto perché certi soggetti amino sputare nel piatto dove hanno appena finito di mangiare". Il monito finale è rivolto al futuro: "Spero che l'obiettivo dell'opposizione non sia solo occupare il posto di chi comanda oggi, ma realizzare azioni tangibili. Io, da oggi, baderò solo ai fatti concreti per la città".

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