domenica 29 marzo 2026

Vico Equense: il centrodestra corre, il “campo largo” arranca. Una sfida (per ora) a senso unico

Mentre l’amministrazione di Giuseppe Aiello serra i ranghi puntando sulla continuità, le opposizioni restano impantanate in una ricerca d’identità che fatica a tradursi in nomi e progetti

Vico Equense - La politica vicana si avvicina al prossimo appuntamento elettorale con un copione che appare già scritto. Da una parte, un centrodestra che, pur tra rimpasti e scossoni, gravita solidamente attorno al sindaco uscente Giuseppe Aiello. Dall’altra, un’area progressista e di "campo largo" che somiglia a un cantiere a cielo aperto: senza guida, senza strategia e, soprattutto, senza un’alternativa unitaria. Il vantaggio di Aiello non è solo cronologico. Il sindaco può contare sulla forza d’inerzia del governo cittadino e su una coalizione che, nonostante le frizioni interne (si pensi ai posizionamenti critici di Fratelli d’Italia), tende a ricompattarsi strategicamente nella gestione del potere. Il recente rimpasto, con l'ingresso in maggioranza di ex esponenti dell'opposizione, conferma la natura "aggregante" del centrodestra vicano: una calamita capace di attrarre il consenso moderato e svuotare le alternative prima ancora che queste prendano forma. In questo scenario, il silenzio del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle è assordante. Il cosiddetto "campo largo", che a livello nazionale fatica a darsi una fisionomia, a Vico Equense sembra soffrire di un male cronico: l’assenza di un ricambio generazionale capace di imporsi. Senza un candidato ufficiale e un programma condiviso, l’opposizione rinuncia di fatto a presidiare il dibattito pubblico, lasciando ad Aiello il monopolio dell’iniziativa politica.

 

Il rischio è quello di presentarsi alle urne con una "soluzione dell'ultimo minuto": un nome civico di facciata che difficilmente riuscirà a scalfire un apparato di potere consolidato da anni di gestione capillare del territorio. La riflessione più amara riguarda però lo stato della dialettica democratica. Se il centrodestra è già in piena campagna e il centrosinistra "non perviene", il vero vincitore rischia di essere il trasformismo. Senza una sfida tra visioni di città contrapposte, il voto rischia di ridursi a una mera conta di preferenze personali legate alle singole liste, allontanando i cittadini da una partecipazione consapevole. Vico Equense ha urgente bisogno di un confronto serio su infrastrutture, turismo e vivibilità. Ma per giocare una partita servono due squadre in campo. Al momento, si gioca su una porta sola: riuscirà qualcuno a sparigliare le carte?

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