giovedì 26 marzo 2026

Trasparenza a rischio a Vico Equense? Il Comitato “Tutela dei Diritti” diffida il Comune

Vico Equense - Scoppia il caso sulla regolarità delle sedute del Consiglio Comunale. Il Comitato “La Tutela dei Diritti dei Cittadini”, presieduto da Michele Cannavacciuolo, ha inoltrato una formale diffida e istanza di conformità agli uffici comunali, sollevando dubbi sulla legittimità delle ultime procedure di convocazione. Al centro della contestazione c’è la seduta consiliare dello scorso 24 marzo 2026. Secondo quanto riportato dal Comitato, l’avviso di convocazione pubblicato all’Albo Pretorio sarebbe risultato viziato da un’omissione fondamentale: mancava l’indicazione della sede in cui si sarebbe svolta la riunione. Il Comitato richiama con forza l’articolo 10 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), il Testo Unico degli Enti Locali, che pone la pubblicità delle sedute come principio cardine della democrazia locale. "L'omissione del luogo di svolgimento" – si legge nella nota del Comitato – "ha compresso il diritto di partecipazione della cittadinanza e rischia di viziare la legittimità delle future deliberazioni". Senza l'indicazione chiara di giorno, ora e, soprattutto, del luogo fisico, l'accesso dei cittadini alle decisioni pubbliche viene di fatto impedito, esponendo l’Ente al rischio di ricorsi amministrativi per violazione di legge e difetto di forma. L’istanza è rivolta in particolare a chi esercita le funzioni di assistenza giuridico-amministrativa e di garanzia della trasparenza all'interno del Comune. La richiesta è chiara: vigilare affinché le prossime convocazioni riportino in modo "chiaro, univoco e completo" la sede di svolgimento. La posizione del presidente Cannavacciuolo è netta: non saranno ammesse ulteriori sviste. In caso di reiterazione del vizio di forma, il Comitato è pronto ad adire le competenti sedi di controllo presso la Prefettura, per verificare la regolarità degli atti e tutelare il diritto all'informazione dei vicani. Si attende ora una replica o un segnale di adeguamento da parte dell’amministrazione comunale per garantire che la massima assise cittadina torni a essere pienamente accessibile a tutti.

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