Vico Equense - Una scelta di cuore, dettata dal senso del dovere e da un legame indissolubile con il mondo dell’infanzia. Antonino Di Martino (foto), chiamato a ricoprire la carica di Consigliere Comunale a seguito degli ultimi sviluppi amministrativi, ha ufficializzato la sua rinuncia allo scranno cittadino. Una decisione sofferta, arrivata dopo giorni di riflessione, che Di Martino ha voluto spiegare con una nota carica di rispetto verso le istituzioni e verso i cittadini che gli avevano accordato la propria fiducia. Alla base del "gran rifiuto" non c’è il disinteresse per la cosa pubblica, bensì un’incompatibilità legata al suo attuale impegno professionale e sociale. Accettare la nomina di Consigliere avrebbe infatti costretto Di Martino a lasciare la guida della Fondazione "Rosalia Masturzi Ravel", di cui è Presidente e membro del Consiglio di Amministrazione. "Sento un forte senso di dovere e di responsabilità nei confronti dei cittadini di Vico Equense," ha dichiarato Di Martino, "ma accettare avrebbe comportato l’impossibilità di proseguire il mio lavoro nella Fondazione. Non è un tradimento verso gli elettori, ma un atto dovuto verso la popolazione che da anni ho più a cuore: i bambini." Di Martino ha scelto di restare in prima linea nella gestione della Scuola dell’Infanzia e dei Nidi d’Infanzia, definendo la Fondazione come una "grande famiglia" che opera quotidianamente per il benessere e la crescita dei piccoli vicani. Una missione educativa che, per Di Martino, rappresenta oggi la priorità assoluta rispetto al ruolo istituzionale in aula consiliare. Nel congedarsi, Di Martino ha espresso profonda gratitudine per le manifestazioni di stima ricevute in questi giorni di incertezza: "Ringrazio chi mi ha manifestato affetto e parole di fiducia. Sono sicuro che comprenderete la mia decisione." L'ormai ex candidato ha infine rivolto un augurio di buon lavoro a chi subentrerà al suo posto, oltre che all’intero Consiglio e alla Giunta comunale, confermando il suo sostegno esterno alla crescita della città, pur restando fedele alla sua vocazione educativa.

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