Vico Equense/Milano - Mentre i padiglioni di FieraMilano brulicano di operatori e buyer da ogni continente, c’è un angolo di Campania che parla una lingua universale: quella dell’accoglienza che non conosce stagioni. Vico Equense si presenta alla BIT 2026 non solo come una destinazione, ma come un modello di sviluppo turistico capace di armonizzare il fascino selvaggio dei Monti Lattari con l’eleganza azzurra della Penisola Sorrentina. Le parole del Sindaco tracciano un perimetro chiaro: Vico non è più la "sorella minore" delle mete costiere, ma una protagonista assoluta che punta sulla qualità estrema. In un mercato globale sempre più affollato, la città gioca la carta dell’autenticità. Non si tratta solo di mostrare panorami mozzafiato – che pure non mancano, dalla Chiesa della Santissima Annunziata a picco sul mare fino alle vette del Faito – ma di raccontare un’esperienza sensoriale completa. Il fulcro di questa narrazione resta la grande tradizione gastronomica. Vico Equense è, di fatto, una capitale del gusto dove l’eccellenza della cucina stellata convive con la semplicità dei prodotti della terra e dei caseifici locali. È questa "biodiversità culinaria" a fungere da calamita per un pubblico internazionale sempre più attento alla sostenibilità e alle radici dei luoghi che visita. La partecipazione alla 46esima edizione della Borsa Internazionale del Turismo segna un passo decisivo verso il futuro. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: consolidare i record di presenze degli ultimi anni e, contemporaneamente, esplorare i mercati emergenti.
La sfida è quella di destagionalizzare l’offerta, trasformando Vico in una meta da vivere "tutto l’anno", puntando su cultura, trekking naturalistico e su quel segmento wedding che vede la Penisola Sorrentina ai vertici delle preferenze mondiali. In un momento in cui il turismo globale cerca risposte alle incertezze geopolitiche, Vico Equense risponde con la forza della propria identità. Essere "protagonisti alla BIT" significa dire al mondo che qui, tra il profumo dei limoni e il silenzio dei sentieri collinari, esiste un’Italia che sa innovare senza tradire se stessa. La sfida per il 2026 è aperta: trasformare l’entusiasmo di questi giorni milanesi in nuovi arrivi, nuove storie e, soprattutto, in uno sviluppo che continui a generare valore per l’intera comunità.

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