venerdì 16 maggio 2014

Il museo mineralogico presenta la nuova collezione di conchiglie nella «notte dei musei»

di Claudia Esposito

Vico Equense - Domani sera, sabato 17 maggio, in occasione della «Nuit européenne des Musées», la Notte dei musei, il Museo mineralogico campano – Fondazione Discepolo, in collaborazione con il Comune e l’Azienda di soggiorno di Vico Equense, aprirà le sue porte dalle ore 20 alle 24 per presentare la nuova collezione di conchiglie tropicali, donate al museo vicano da un collezionista di Sorrento, Antonino Casola. Un evento che avverrà in contemporanea all’apertura gratis notturna di migliaia di musei in trenta Paesi dell’Unione europea, una notte bianca della cultura nata nel 2005 per iniziativa del ministero della Cultura francese. I visitatori potranno ammirare circa 80 esemplari di conchiglie di svariate grandezze e colori sgargianti che arrivano dai mari tropicali fino alle più remote latitudini di Filippine e Giappone. Numerose anche le famiglie di appartenenza, tra cui Cypraeidae, Muricidae, Pettini e Nautilus. La raccolta malacologica potrà essere ammirata al primo piano del complesso monumentale della SS. Trinità, con ingresso da viale della Rimembranza, nella sala che già ospita fossili da tutto il mondo. «Dal 2007 il Museo mineralogico campano aderisce stabilmente a questa iniziativa di grande valore culturale registrando presenze che arrivano sia dal comprensorio che da località più lontane – spiega il direttore del Museo, Umberto Celentano – per noi è motivo di grande orgoglio far parte di questo appuntamento irrinunciabile con la cultura che riunisce in una stessa notte migliaia di musei in giro per l’Europa. Siamo inoltre fieri che l’inaugurazione della nostra collezione malacologica sia stata anche pubblicizzata sul sito internazionale dell’iniziativa, www.nuitdesmusees.culture.fr».
 
La collezione di conchiglie arricchisce il già vasto patrimonio del museo nato nel 1992: una collezione di 5.000 minerali di 1.400 specie diverse provenienti da ogni parte del mondo raccolti in 50 anni di appassionata ricerca da parte dell’ingegnere Pasquale Discepolo. Nel corso degli anni, anche grazie a donazioni private, sono state istituite ulteriori sezioni dedicate a paleontologia, gemme e antropologia. Del patrimonio museale fanno anche parte i pesci fossili risalenti al Cretaceo rinvenuti a Capo d’Orlando, località che ha dato il nome all’omonimo premio assegnato ogni anno a protagonisti del mondo scientifico di fama mondiale, tra cui diversi premi Nobel. L’ultimo in ordine di tempo, Erwin Neher, insignito due settimane fa del prestigioso riconoscimento.

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