I Gal, enti sconosciuti dove un consulente può guadagnare anche 400 euro al giorno, finanziati dalla Regione con fondi Ue, dovrebbero garantire lo sviluppo rurale. Stipendi da 3.000 euro al mese per controllare i siti internet. Nelle zone montane aprono gli Ecosportelli informativi: costano 250mila euro all'anno. I «Gruppi di Azione Locale» destinatari di finanziamenti milionari dell'Ue transitati attraverso Palazzo Santa Lucia, sponda assessorato alle Attività produttive, con il coinvolgimento di Comuni e Comunità Montane che ne hanno la gestione diretta e il dominio incontrastato. Non sono i soli enti, però, a regnare nel campo dell'agricoltura, dell'impresa e dello sviluppo rurale, gli fanno compagnia altre sigle poco note ai più come Pir, Prust e Psl: tutte o quasi analoghe negli obiettivi, ma di certo i Gal sono i meno discussi nel panorama istituzionale pur avendo ottenuto complessivamente per progetti territoriali oltre 32 milioni di euro negli ultimi anni. Ma tra i fondi in parte spesi per incentivi alle aziende, riqualificazione di borghi antichi, promozione del territorio si insinuano elargizioni per iniziative discutibili o consulenze. In Campania sono sette i Gruppi di Azione Locale, partecipati da enti, da associazioni rurali e di promozione turistica e da privati, spalmati sul territorio regionale ad eccezione della sola provincia di Napoli che nel 2000 non attivò le procedure per partecipare ai finanziamenti. Nell'elenco figurano l'Alto Casertano, che raggruppa l'area del Matese; il Titerno, che raccoglie la zona del Tammaro nel beneventano;
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mercoledì 19 dicembre 2007
Gal, soldi e tanti faccendieri …
I Gal, enti sconosciuti dove un consulente può guadagnare anche 400 euro al giorno, finanziati dalla Regione con fondi Ue, dovrebbero garantire lo sviluppo rurale. Stipendi da 3.000 euro al mese per controllare i siti internet. Nelle zone montane aprono gli Ecosportelli informativi: costano 250mila euro all'anno. I «Gruppi di Azione Locale» destinatari di finanziamenti milionari dell'Ue transitati attraverso Palazzo Santa Lucia, sponda assessorato alle Attività produttive, con il coinvolgimento di Comuni e Comunità Montane che ne hanno la gestione diretta e il dominio incontrastato. Non sono i soli enti, però, a regnare nel campo dell'agricoltura, dell'impresa e dello sviluppo rurale, gli fanno compagnia altre sigle poco note ai più come Pir, Prust e Psl: tutte o quasi analoghe negli obiettivi, ma di certo i Gal sono i meno discussi nel panorama istituzionale pur avendo ottenuto complessivamente per progetti territoriali oltre 32 milioni di euro negli ultimi anni. Ma tra i fondi in parte spesi per incentivi alle aziende, riqualificazione di borghi antichi, promozione del territorio si insinuano elargizioni per iniziative discutibili o consulenze. In Campania sono sette i Gruppi di Azione Locale, partecipati da enti, da associazioni rurali e di promozione turistica e da privati, spalmati sul territorio regionale ad eccezione della sola provincia di Napoli che nel 2000 non attivò le procedure per partecipare ai finanziamenti. Nell'elenco figurano l'Alto Casertano, che raggruppa l'area del Matese; il Titerno, che raccoglie la zona del Tammaro nel beneventano; martedì 13 novembre 2007
Gruppi di azione locale ... e castagne
Sui Gal, i Gruppi di Azione Locale destinatari di fondi europei per lo sviluppo rurale attraverso la Regione Campania, cala la scure dell'advisor internazionale selezionato per valutare la ricaduta dei progetti finanziati dall'Ue. Nell'ultimo «Rapporto Intermedio» elaborato dalla «Deloitte Financial», società internazionale di controllo qualità al quale è stato affidato il compito di monitorare «la vitalità socio-economica e la qualità della vita nelle zone rurali» dal 2001 al 2005, è emersa una scarsa ricaduta degli investimenti realizzati dagli enti territoriali. «Il programma ha contribuito a mettere in atto iniziative tese a creare nuove fonti di reddito — è evidenziato nel documento elaborato dall'advisor — ma sono ancora scarse le nuove attività economiche della zona. E' scarso il risultato in termini di nuovi servizi creati specificatamente per le fasce di popolazione più deboli. Sono stati effettuati interventi tesi alla valorizzazione del patrimonio locale e nuovi poli di attrazione ma l'attrattività dell'area, anche in termini di maggiori presenze turistiche, non è ancora valutabile ». Dal punto di vista contabile, però, la Regione assicura la correttezza dei bilanci. Numeri a posto, in sostanza, anche se qualche problema è dettato dall'utilizzo dei fondi. Ma anche su questo l'assessorato alle Attività produttive preannuncia una stretta ed una verifica. Ed una commissione di controllo, costituita da tre funzionari regionali verifica, ogni anno, fattura per fattura, la correttezza delle spese. E già il 2% di risorse non sono state assegnate. Segnaliamo il Gal «Verde Irpinia» in provincia di Avellino ha commissionato uno studio «della filiera castanicola». Sono serviti 70.000 euro per elaborare un'analisi degli «elementi della memoria storica» della castagna di Montella, i «caratteri del prodotto, la localizzazione della produzione e le politiche di valorizzazione e promozione».
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