lunedì 27 gennaio 2014

Salviamo i due grossi pini di Seiano: “Se verranno segati c’è rischio che crolli tutto”

Il Wwf commissiona una perizia geologica e chiede al comune di ritirare l’autorizzazione illegittima rilasciata all’abbattimento dei giganti arborei

Vico Equense - Nel comune di Vico Equense, a Seiano, è stata rilasciata un’autorizzazione, a firma del Responsabile del Sett. Ambiente ing. Guadagno, per l’abbattimento di due esemplari secolari di Pinus Pinea che vegetano nel fondo sito in via Casciaro 34, su richiesta della proprietà, motivata da timori giustificati da perizie di parte. Il WWF Penisola Sorrentina, sollecitato dai cittadini e abitanti del posto, ha immediatamente diffidato il comune dal fare eseguire il taglio senza il necessario ed obbligatorio nulla osta della Soprintendenza (come previsto dall’art.146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio - D.lgs. 22/01/04 n.42); successivamente ha conferito un incarico all’esperto del C.N.R. Dott. Geol. Francesco Paolo Buonocunto, per produrre consulenza professionale geologica in merito. Nella relazione tecnica, dopo aver constatato che le piante in oggetto si presentano con chiome folte e rigogliose, con una verticalità perfetta e non appaiono malate, né in uno stato di sofferenza biologica, non lasciando ipotizzare alcun timore e/o sospetto di pericolosità strutturale, il Dott. Geol. Buonocunto, attenendosi alle norme di attuazione del PSAI dell’Autorità di Bacino del Sarno, ha analizzato l’area in oggetto e le cartografie ufficiali inquadrando l’intervento nelle normative che regolano la gestione del territorio. Nella relazione geologica si sottolinea come “appare più che evidente che un taglio delle due essenze arboree deve essere configurato come una attività di modifica radicale degli equilibri già precari”. E si chiarisce che: “L’intervento di taglio delle due conifere secolari sicuramente determinerà un aumento di rischio da dissesto di frana da scivolamento, in quanto renderà vano il potere imbrigliante dell’ingente apparato radicale tuttora in essere su un versante in materiale parzialmente sciolto ed incoerente, con vegetazione di alto fusto già scarsa.”
 
A tale proposito il WWF Penisola Sorrentina fa notare, nella lettera di diffida, come analoghi interventi di eliminazione di grossi alberi per temuto pericolo hanno avuto come diretta e documentata conseguenza il verificarsi di crolli ed eventi franosi. E’ accaduto nel dicembre 2012 quando si è verificato il crollo della scarpata e del muro posto sotto il grosso Pino eliminato a Villa Irbicella a Piano di Sorrento. Analoghi crolli sono stati documentati a seguito dell’eliminazione dei pini sul ciglio del vallone S.Vito a S.Agnello o, ancora, nel Vallone dei Mulini a Sorrento dove, a seguito di tagli operati sui lecci, si verificò con l’arrivo delle piogge il distacco e crollo di un intero blocco tufaceo. Anche in località Madonna di Roselle, al confine tra Piano di Sorrento e Meta, anni fa si osservò uguale dinamica, quando al taglio a raso di alberi secolari seguì, con puntualità, il crollo di parte del costone tufaceo nell’area di insidenza delle radici. “In tali zone – dichiara il Presidente del WWF Penisola Sorrentina - l’equilibrio geologico è così delicato e precario che illudersi di risolvere il problema semplicemente eliminando in toto la vegetazione arborea, oltre che demenziale, rischia di essere assolutamente pericoloso e devastante!!!” Una volta eliminati gli alberi è infatti proprio il disseccamento dell’enorme massa radicale a costituire la causa di un probabile successivo evento franoso. Infatti le radici dei secolari alberi, da vive, costituiscono un importante e complesso reticolo vegetale che contribuisce a tenere “insieme” il terreno agendo come una sorta di pompa idraulica eliminando, per osmosi, migliaia di litri di acqua ed evitando, al contempo, pericolosi ruscellamenti e smottamenti sotterranei intercettando, oltre ai flussi superficiali, anche e soprattutto, negli strati più profondi e meno permeabili del suolo, la saturazione e l’accumulo delle acque meteoriche che sono spesso causa di forme erosionali che immancabilmente portano alla genesi di dissesti. Le radici degli alberi una volta morte, invece, sarebbero soggette ad un inevitabile processo di disgregazione e decomposizione organica che contribuirebbe, con la marcescenza dei fittoni radicali, a creare cavità nel terreno ed una pericolosa modifica della situazione di “equilibrio” che, da secoli, si è stabilita tra radici, sottosuolo ed opere antropiche. L’intervento necessario a mitigare il fenomeno evolutivo del versante in questione dovrebbe essere rivolto sostanzialmente alla realizzazione di opere canalizzanti e drenanti delle acque e non già all’inutile eliminazione degli esemplari arborei che da oltre un secolo contribuiscono ad “imbrigliare” la scarpata!!! Inoltre nella perizia geologica prodotta dal dott. Buonocunto si sottolinea come: “L’intervento deve rispondere alle Norme di Attuazione dell’Autorità di Bacino del Sarno ed in particolare va inquadrato per quanto previsto dall’art.26 comma 2 e art.20 comma 6, ovvero deve provare che “non costituisce in alcun caso un fattore di aumento del rischio da dissesti da versante” e, deve essere quindi supportato con un più ampio progetto di bonifica e risanamento del versante, e con uno studio di verifica di compatibilità da sottoporre a parere dell’Autorità di Bacino, art 47.” A tale riguardo, allo scopo di prevenire un ingiustificato e grave attentato al patrimonio arboreo storico e monumentale del Comune di Vico Equense, e per evitare di trasformare un rischio temuto in un più grave rischio accertato di innesto di evento franoso, che coinvolgerebbe l’intero versante a danno dell’incolumità pubblica e privata delle unità abitative non solo a valle ma anche a monte, vista la datazione storica dei fabbricati presenti, il WWF Penisola Sorrentina ha chiesto al Responsabile dell’Ufficio Ambiente del Comune di Vico Equense in via di autotutela di revocare o sospendere con immediatezza l’efficacia dell’autorizzazione rilasciata al taglio dei pini secolari e, in ottemperanza alla Delibera di Giunta n.178/2014, che recepisce gli obbiettivi della Legge 10/2014, di procedere al censimento dei secolari esemplari di Pinus pinea e all’apposizione del vincolo monumentale. In relazione alla recente Delibera di Giunta, con la quale il Comune ha definito gli obbiettivi per procedere alla “mappatura, inventario e censimento degli alberi di alto fusto monumentali e di importanza ambientale e paesaggistica rappresentativi dell’identità del territorio”, essa appare in contrasto con la volontà di eliminare proprio gli ultimi monumentali alberi ancora in vita della valle di Seiano, che fanno parte integrante del paesaggio e della geografia dei luoghi. “A meno che non si tratti di un censimento alla Erode - conclude il Presidente del WWF Penisola Sorrentina Claudio d’Esposito - siamo fiduciosi che il Sindaco di Vico Equense sappia dimostrare sensibilità all’argomento e, con i nuovi elementi prodotti dal WWF, si decida a salvare dalla condanna a morte i due grandi Pini di Seiano, evitando in tal modo, oltre ad una perdita irreversibile al paesaggio, anche gravi possibili conseguenze alla stabilità geologica dell’intero versante.”

3 commenti:

stareis ha detto...

Guardatevi un poco cosa dice la perizia geologica...

[...] carichi bla bla bla [...]

...da brividi!

Siamo tutti ambientalisti MA A TUTTO C'È UN LIMITE.

PERCHÉ DOBBIAMO SEMPRE E SOLO PIANGERE DOPO LE TRAGEDIE??! E SE SI FACESSE QUALCOSA PER PREVENIRLE??! NAAAAAAAAAA, C'È ISSO..!

SALUTI A TUTTI, RAFFAELE STARACE

stareis ha detto...

Differenza fra un albero “MONUMENTALE” ed un albero “CIRO”

Ricordo a me stesso che la Legge buttata lì in questo articolo senza che minimamente c’entrasse (a parte che è la N. 10 del 14 gennaio 2013), è nata per salvaguardare particolari essenze arboree che, rispetto ad un patrimonio arboreo “acclarato” esistente, per un qualche motivo, od un altro se ne differenziasse.

Il legislatore ha pensato bene di chiamare questi alberi “MONUMENTALI” e non “CIRO” per meglio rendere l’idea del concetto di importanza che rivestono.


Per pronunciare MONUMENTALE “emme o enne u emme e enne ti a elle i” ci vuole una bella manciata di secondi che deve permettere al pronunciante di capire l’importanza della “cosa”.

Diversamente se il legislatore per sancire e ribadire l’importanza di questi alberi, li avesse chiamati “CIRO”, in un secondo subito si fa: “ciro” (anzi ci vuole meno di mezzo secondo per dire ciro), e non si potrebbe cogliere il senso dell’importanza.

Detto questo,
il Corpo Forestale dello Stato ha già fatto il censimento degli alberi monumentali per molte zone. In tutta Napoli (orto botanico compreso) ci sono solo 8 alberi monumentali CAPITO: SOLO OTTO ALBERI MONUMENTALI IN TUTTA NAPOLI..!

Questo per far capire a qualcuno che quelli della foto, e dell’articolo, sono “alberi CIRO” (sicuramente divini, belli, maestosi, paesaggistici, forse centenari anche se io penso abbiano non più di 90 anni) ma che mai, con l’attuale legge vigente potrebbero essere inseriti fra la divina lista degli alberi “monumentali”

Saluti a tutti raffaele starace

PS guardateVi il videosotto e capirete il senso della vita

http://www.youtube.com/watch?v=e3VQrgqk-7A

stareis ha detto...

Si badi bene che, appositamente ho detto che quelli sono "alberi CIRO" e non "alberi UGO"... ...per dire Ugo ci vuole una frazione di secondo!