venerdì 15 marzo 2024

Costiera, svolta per Isca l'isolotto apre al pubblico

Siglato l'accordo con i nuovi proprietari previste visite guidate ai resti archeologici 

di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino 

L'INTESA

Massa Lubrense - L'isola che fu del grande Eduardo De Filippo si apre ai visitatori. Per la prima volta nella sua storia recente, l'Isca, piccolo angolo di paradiso di circa 30mila metri quadrati nel mare di Massa Lubrense, tra la penisola sorrentina e la costiera amalfitana, sarà fruibile per attività di interesse pubblico. È quanto prevede la convenzione sottoscritta ieri, in occasione della Giornata internazionale del paesaggio, al Palazzo Reale di Napoli dai titolari dell'Antica Sartoria srl di Positano, società che ha acquistato l'isolotto nel 2022, il ministero della Cultura, la Soprintendenza per l'area metropolitana di Napoli, l'area marina protetta Punta Campanella, il Comune di Massa Lubrense, il parco dei Monti Lattari e la Fondazione Monti Lattari, per valorizzare al meglio un sito di grande valore naturalistico e archeologico. Presenti figure istituzionali ed esperti tra i quali Mariano Nuzzo, soprintendente di Napoli, Sergio Fiorentino, assessore alla cultura di Massa Lubrense, Lucio Cacace presidente parco Punta Campanella, Luca Di Franco archeologo responsabile del sito, Riccardo Ruggiti titolare dell'Antica Sartoria srl, Silvia Capasso ornitologa e Adriano Stinca botanico. 

GLI OBIETTIVI 

L'accordo, nato dalla convergenza di interessi tra enti e privati, prevede una serie di attività finalizzate alla fruizione pubblica de l'Isca, tra cui visite guidate e azioni di sensibilizzazione. Tra gli obiettivi, ci sono interventi di conservazione del patrimonio culturale, la promozione della ricerca scientifica, progetti di educazione ambientale rivolti ai ragazzi. In particolare, la Antica Sartoria si impegna a collaborare per il recupero dell'area nord-ovest dell'isola dove si concentrano importanti resti archeologici. L'azienda si propone di sviluppare progetti per aprire al pubblico il sito che dalla prossima estate sarà visitabile due volte al mese, nel rispetto della sua natura selvaggia e della sua importanza storico-archeologica. «L'accordo rappresenta un passo significativo verso la salvaguardia e la valorizzazione di un patrimonio unico nel suo genere, testimoniando l'importanza della collaborazione tra istituzioni e soggetti privati», ha sottolineato il soprintendente Nuzzo. Intorno all'isolotto saranno anche previsti sistemi di ormeggio ecocompatibili per la nautica da diporto. Per l'assessore Fiorentino si tratta di «un'intesa storica con la quale si restituisce alla comunità uno scorcio, sia sotto il profilo paesaggistico-ambientale che per la valenza archeologica del sito». «Per la prima volta nella sua storia recente, l'Isca, che è sempre stato un bene privato, avrà una valenza anche per il pubblico» evidenzia Lucio Cacace, presidente del Parco di Punta Campanella. 

LA STORIA 

L'isola è stata la dimora estiva di Eduardo De Filippo dagli anni '50, quando l'acquistò dal banchiere Vittorio Astarita, e fino alla sua morte. Un sito che è sempre stato di proprietà privata e mai accessibile al pubblico. La presenza dell'uomo ha una storia antica: sono presenti importanti resti archeologici di una villa di epoca romana, con cisterna e due ninfei. Un paio di anni fa, gli eredi di Luca De Filippo, figlio del grande Eduardo, hanno messo in vendita l'Isca per circa 10 milioni di euro. L'area marina di Punta Campanella e il Comune di Massa Lubrense provarono a esercitare il diritto di prelazione, chiedendo finanziamenti ai ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali. Ma l'importo elevato non consentì di portare a termine l'operazione. E cosi i titolari dell'Antica Sartoria srl completarono l'acquisto. Tuttavia, l'attenzione dell'area marina sull'isolotto, che rientra in zona B del Parco, è rimasta alta, con l'obiettivo di trovare un'intesa che coniugasse l'interesse privato con quello pubblico. Un accordo raggiunto grazie alla disponibilità dei proprietari e al lavoro portato avanti dalla Soprintendenza che negli ultimi mesi ha approfondito le ricerche archeologiche sull'isola con il restauro conservativo dei resti di epoca romana. «Sin dall'inizio, nel momento in cui le nostre richieste di finanziamento per esercitare il diritto di prelazione non sono state accolte, abbiamo aperto un dialogo con i nuovi proprietari, per cercare una strada comune per la valorizzazione di questo straordinario patrimonio - puntualizza il presidente Cacace -. Un modo per rendere possibile una fruizione pubblica di un bene privato. Grazie alla volontà di tutti siamo riusciti ad ottenere un importante risultato».

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