Gli intellettuali, chiamati a raccolta, spremono memoria e libri ingialliti alla ricerca di simboli e parole magiche; fra queste, lui, che aleggia pesante nell’aria, lui che già tanti invocano, dato per immancabile, lui, il pantheon. Gennaro Sangiuliano ha delineato, almeno come prima proposta, il pantheon di personalità della cultura italiana al quale Alleanza Nazionale si è ispirata nella mozione congressuale dell'assise che si apre dopodomani a Roma e che sancirà la confluenza nel Pdl. Le polemiche non sono mancate, ma per la prima volta la destra italiana richiama personalità come Croce, Gobetti, Giovanni Amendola, Calamandrei, marcatamente antifasciste. La Pdl all'atto della nascita vuole configurarsi come partito degli italiani, cioè come luogo dell'identità più vicina alla storia e al sentire comune italiano. In questa prospettiva richiama a se personalità varie, che vanno da Dante a Leopardi e Manzoni, a Gentile, Prezzolini e Longanesi, fino ad Enrico Mattei». Piloti, calciatori e medaglie d'oro, invece, nell’olimpo della giovane destra. Ringhio Gattuso, «cuore di gladiatore ». Fabrizio Quattrocchi, «l’italiano che visse da normale e morì da eccezionale». Mohammad Yunus, «il banchiere dei poveri». Tra i dischi fa bella mostra tutto Lucio Battisti, ma non mancano «Ragazzo triste» di Patti Pravo. Nel Pantheon dei giovani siedono campioni dello sport come il pilota Alex Zanardi, più forte dell’incidente che gli ha fatto perdere le gambe; Emil Zatopek, la «locomotiva umana». Eroi cattolici come Madre Teresa di Calcutta e Marcello Candia, industriale e missionario laico. Medici «pro life» come Elena Porcu, direttore del centro di fecondazione assistita del policlinico Sant’Orsola di Bologna. E ancora Giorgio Perlasca, il fascista che rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e salvò migliaia di ebrei, e Almerigo Grilz, l’inviato di guerra morto in Mozambico e dimenticato dalla gran parte dei colleghi giornalisti.
venerdì 20 marzo 2009
Il Pantheon visto da destra
Gli intellettuali, chiamati a raccolta, spremono memoria e libri ingialliti alla ricerca di simboli e parole magiche; fra queste, lui, che aleggia pesante nell’aria, lui che già tanti invocano, dato per immancabile, lui, il pantheon. Gennaro Sangiuliano ha delineato, almeno come prima proposta, il pantheon di personalità della cultura italiana al quale Alleanza Nazionale si è ispirata nella mozione congressuale dell'assise che si apre dopodomani a Roma e che sancirà la confluenza nel Pdl. Le polemiche non sono mancate, ma per la prima volta la destra italiana richiama personalità come Croce, Gobetti, Giovanni Amendola, Calamandrei, marcatamente antifasciste. La Pdl all'atto della nascita vuole configurarsi come partito degli italiani, cioè come luogo dell'identità più vicina alla storia e al sentire comune italiano. In questa prospettiva richiama a se personalità varie, che vanno da Dante a Leopardi e Manzoni, a Gentile, Prezzolini e Longanesi, fino ad Enrico Mattei». Piloti, calciatori e medaglie d'oro, invece, nell’olimpo della giovane destra. Ringhio Gattuso, «cuore di gladiatore ». Fabrizio Quattrocchi, «l’italiano che visse da normale e morì da eccezionale». Mohammad Yunus, «il banchiere dei poveri». Tra i dischi fa bella mostra tutto Lucio Battisti, ma non mancano «Ragazzo triste» di Patti Pravo. Nel Pantheon dei giovani siedono campioni dello sport come il pilota Alex Zanardi, più forte dell’incidente che gli ha fatto perdere le gambe; Emil Zatopek, la «locomotiva umana». Eroi cattolici come Madre Teresa di Calcutta e Marcello Candia, industriale e missionario laico. Medici «pro life» come Elena Porcu, direttore del centro di fecondazione assistita del policlinico Sant’Orsola di Bologna. E ancora Giorgio Perlasca, il fascista che rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e salvò migliaia di ebrei, e Almerigo Grilz, l’inviato di guerra morto in Mozambico e dimenticato dalla gran parte dei colleghi giornalisti.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento