Vico Equense – Il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco Gennaro Cinque e l’ufficializzazione delle deleghe ai cinque assessori del nuovo esecutivo non placano le polemiche politiche, nell’attesa del prossimo consiglio comunale. A chiedere che delle ultime vicende si discuta in un consiglio comunale ad hoc il PD e gli esponenti dell’ex UDC. La richiesta è stata inoltrata al presidente del consiglio comunale Antonio Cioffi, che la scorsa settimana ha rifiutato l’incarico di vicesindaco, restando al suo posto e allo stesso tempo non ha seguito i consiglieri Agnello Davino e Francesco Cuomo dell’Udc che sono passati nel Pdl, scelta fatta anche dall’ex vicesindaco Giuseppe Dilengite. Il Primo cittadino ha fatto sapere che non ci sarà nessun consiglio comunale specifico, il giorno dell’approvazione del bilancio, fissato per il 31 marzo, sarà letto in aula un documento politico. Al centro della scena, anche i problemi interni all’opposizione. Da circa un anno e mezzo, il PD evita di nominare un capogruppo, le tensioni ultimamente si sono acuite, poco chiare le motivazioni che impediscono l’unità su un nome.
mercoledì 18 marzo 2009
Nessun consiglio comunale sulla crisi
Vico Equense – Il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco Gennaro Cinque e l’ufficializzazione delle deleghe ai cinque assessori del nuovo esecutivo non placano le polemiche politiche, nell’attesa del prossimo consiglio comunale. A chiedere che delle ultime vicende si discuta in un consiglio comunale ad hoc il PD e gli esponenti dell’ex UDC. La richiesta è stata inoltrata al presidente del consiglio comunale Antonio Cioffi, che la scorsa settimana ha rifiutato l’incarico di vicesindaco, restando al suo posto e allo stesso tempo non ha seguito i consiglieri Agnello Davino e Francesco Cuomo dell’Udc che sono passati nel Pdl, scelta fatta anche dall’ex vicesindaco Giuseppe Dilengite. Il Primo cittadino ha fatto sapere che non ci sarà nessun consiglio comunale specifico, il giorno dell’approvazione del bilancio, fissato per il 31 marzo, sarà letto in aula un documento politico. Al centro della scena, anche i problemi interni all’opposizione. Da circa un anno e mezzo, il PD evita di nominare un capogruppo, le tensioni ultimamente si sono acuite, poco chiare le motivazioni che impediscono l’unità su un nome.
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