Sorrento - Travalica i confini nazionali la dodicesima edizione della Mostra della Camelia, in cartellone da sabato a lunedì, a Villa Fiorentino, sede della Fondazione Sorrento. Per l’inaugurazione della kermesse, organizzata dal Garden Club penisola sorrentina in collaborazione con la Società italiana della camelia, fissata per le 10 e 30 di sabato, in arrivo una delegazione di 50 botanici della Società svizzera della camelia, guidati dal presidente Davide Martacci. La kermesse sorrentina, inserita nell’itinerario di un tour turistico-culturale in Campania, prevede, tra l’altro, anche una tappa ai giardini inglesi di Caserta. Al vernissage della mostra, con il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, interverranno Giuseppe Guadagno, responsabile della Società italiana della Camelia di Napoli. Accanto a camelie recise provenienti dai giardini della penisola sorrentina, anche esemplari in vaso prodotti a Velletri dal vivaio «Le Camelie del Generale» di Ettore Rolandi (a Villa Fiorentino d’obbligo anche una visita al boschetto di camelie realizzato nel 2009 dall’amministrazione comunale guidata da Marco Fiorentino, dove, in poco più di un anno, le piante hanno trovato il loro habitat naturale, caratterizzato da terreno acido, che ben si addice anche agli storici agrumeti sorrentini). Inoltre, l’allestimento della rassegna curato dal locale Garden Club penisola sorrentina, presieduto da Anna Russo Acampora, con la collaborazione del vivaista Claudio Ruoppo, prevede anche uno spazio espositivo per le decorazioni del Laboratorio floreale di Titti e Ilaria Aiello di Piano di Sorrento. Orari d’apertura diversificati per sabato (10,30-13,30 e 16,30-21), domenica (10-13,30 e 16,30-21) e lunedì (10,30-13). La manifestazione si colloca, con la sua puntuale cadenza biennale, nel solco di mostre programmate in tutta Italia. Dopo decenni di oblìo, le prime furono organizzate negli anni Cinquanta dall’ingegner Antonio Sevesi, presidente della Società italiana della camelia di Cannero Riviera, sul Lago Maggiore dove il clima mite e l’acqua priva di calcare è luogo perfetto per la coltivazione della cosiddetta «rosa giapponese» o «rosa d’inverno». In Campania, i tre Garden Club di Sorrento, Napoli e Caserta organizzano mostre di camelie provenienti, quasi esclusivamente, da giardini storici e parchi privati. Anna Russo Acampora lanciò l’idea di una kermesse dedicata alla camelia a Sorrento con la prima edizione del 1989, tuttora si dice «convinta che l’iniziativa s’inserisca bene nel panorama delle bellezze locali». Oggi il successo della mostra sorrentina ha varcato i confini della costiera e ospita visitatori provenienti da altre città italiane. La continuità biennale dell’iniziativa è assicurata dall’entusiasmo dei soci del locale Garden Club, impegnati nella ricerca dei fiori di camelie in parchi e giardini, ma anche su balconi e finestre delle case di tutta la penisola sorrentina. Il fascino della camelia, per loro, è passione quotidiana derivata anche dalla storia. Infatti, la tradizione racconta che la camelia, chiamata dai giapponesi “tsubaki”, pianta dalle foglie lucenti, aveva fino al Settecento un importante ruolo nella vita sociale e in ambito religioso. E il suo arrivo in Europa è avvolto nella leggenda. I primi esemplari di camelie sarebbero giunti a bordo delle navi, portati via dal Giappone in gran segreto mischiati alle piante da tè. (Fonte: Antonino Siniscalchi da il Mattino)
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