mercoledì 2 marzo 2011

Ecco cosa ne penso del dibattito sulla vicenda delle primarie a Napoli del 23 gennaio

Di Guglielmo Allodi nota pubblicata su Facebook

"Francamente provo un misto di rabbia e di vergogna per quanto sta avvenendo a Napoli dal 23 gennaio, il fatidico giorno delle primarie indette dal centro-sinistra. Sia chiaro subito, ritengo che quel giorno 45mila napoletani hanno scelto di esprimere la propria opinione convinti che le primarie fossero uno strumento condivisibile per indicare il candidato sindaco per governare Napoli e sconfiggere il centro-destra. Hanno pensato, quei cittadini, di utilizzare uno strumento che li rendesse protagonisti, che consentisse loro di ritornare a pensare positivamente e attivamente alla partecipazione politica. Il 23 gennaio le primarie si sono svolte in modo normale e nel rispetto delle regole, ne sono certo. E il vincitore legittimo è stato ed è Andrea Cozzolino. La sua disponibilità ai due segretari, Bersani e Vendola, è l’unico atto di responsabilità di tutta questa vicenda. La mia certezza dell’andamento delle primarie nasce dal fatto che a quella giornata ho partecipato attivamente e anche da una profonda conoscenza dei territori napoletani, dell’organizzazione del partito, dei militanti e gruppi dirigenti locali. Così come conosco bene, molto bene, di che pasta sono fatti Ranieri e il gruppo dirigente che gli si è collocato attorno. Se costoro avessero, veramente e onestamente, ritenuto che quell’evento fosse stato macchiato da imbrogli e da commistioni con pezzi della criminalità organizzata avrebbero dovuto pretendere la rigorosa applicazione del regolamento delle primarie e contemporaneamente andare a denunciare fatti e persone alla Procura della Repubblica. Hanno, invece, detto e fatto quanto la più bieca e logora cultura politica gli offriva: cioè detto menzogne e compiuto volgari ricostruzioni capaci di avere un forte impatto mediatico. Nulla di nuovo; hanno messo insieme i più utilizzati strumenti della lotta politica dell’esperienza miglioril-comunista e democristiana. In entrambe le culture le menzogne, l’aggressione e la demonizzazione dell’avversario sono state le regole per risolvere il confronto interno. Ranieri, Geremicca, Impegno, Russo, Tremante, Piccolo, hanno praticamente riportato Napoli nel più infausto periodo della sua storia politica e civile. Non è vero ciò che è vero, è vero ciò che si costruisce nelle riunioni di “caminetto” e si decide di offrire come verità all’opinione pubblica. In vero si può dire che, da questo punto di vista, il metodo berlusconiano appare una sbiadita fotocopia. Per questo ho vergogna, perché in questa vicenda è riemersa con micidiale violenza una idea della politica che negli anni 80 e fino all’inizio degli anni 90 ha avvilito la città dentro un potente e protervo accordo che definiva due momenti: quello pubblico dove maggioranza e minoranza si combattevano con incredibile virulenza, e quello consociativo che spartiva in modo percentuale la vita politica ed economica della città. Ho rabbia perché contro quelle pratiche ho combattuto con ogni mia capacità fisica ed intellettuale, l’ho fatto da dirigente politico e da eletto nelle assemblee istituzionali, l’ho fatto da minoranza sapendo di essere minoranza, senza lagne e contentini. L’ho fatto sia contro i potenti del pentapartito dell’epoca sia contro i fautori di quella politica dentro il mio partito. Voglio ricordare che quella politica e la lotta interna per interpretarle hanno squassato il PCI napoletano riducendolo ai minimi storici di rappresentanza e rendendolo complice e subalterno della degenerazione e della corruzione. Della presenza di Bassolino, prima come commissario di partito poi come sindaco, quei gruppi dirigenti hanno goduto per evitare di essere giudicati per le scelte fatte e per la direzione politica esercitata. Quello si, fu un grave errore di Bassolino e del gruppo dirigente nazionale dell’allora PDS; da una parte si ritenne che il commissariamento bastasse in quanto tale e dall’altro canto si ritenne che il risultato elettorale del novembre del 1993 risolvesse la vicenda del gruppo dirigente napoletano. Oggi vediamo che così non fu. Nel momento più difficile per Napoli, nel momento più critico per il centro-sinistra e nel mentre il governo di centro-destra sta mostrando limiti e danni della propria azione, ebbene da Ranieri e Piccolo, da Impegno e Tremante si stravolgono le primarie perché il risultato ha fatto saltare il loro collante, il ritorno al comando, e azzerare, anche con la menzogna, l’avversario interno, così da dimostrare che la vendetta è un piatto che si offre freddo. Posso dire queste cose a voce alta perché ho sempre mantenuto la mia autonomia e ho espresso con chiarezza e lealtà le mie differenti posizioni in molti momenti dell’esperienza di Bassolino sia sulle scelte di governo sia sulla direzione del partito. Anche per questo, anzi soprattutto per questo provo vergogna e rabbia. Chiedo scusa ai cittadini ed alle cittadine di Napoli per la distanza dalle cose che ho scritto dal loro sentire, dai loro bisogni. Ma se non si decide di chiudere col passato è difficile far nascere il nuovo."

1 commento:

mark ha detto...

ha ragione allodi che è una persona seria ed intelligente