Fonte: Ottavio Lucarelli da La Repubblica Napoli «Resto nel Pd come un soldato e porterò il partito rapidamente al congresso ma, se si faranno le primarie, certamente mi candiderò al parlamento. I cittadini devono avere la possibilità di scegliere i propri rappresentanti». Domani mattina Nicola Tremante torna a guidare il Pd napoletano ma solo per una ventina di giorni. Appena il tempo di organizzare e chiudere entro fine mese il congresso con l' elezione del suo successore. E avverte: «Aspetto le scuse di Pierluigi Bersani che non devono essere necessariamente per iscritto, perché basta una semplice telefonata». Domani l' avvocato Nicola Tremante torna nella stanza di via Toledo che ha lasciato una burrascosa sera del 27 gennaio 2011 quando uscì infuriato per far posto al commissario Andrea Orlando inviato da Bersani per riportare ordine dopo le caotiche primarie per il Comune di Napoli. Tremante, reintegrato dal giudice alla guida del Pd provinciale, dal 27 dello scorso anno fino ad oggi era stato nella sede del partito solo a Natale per i tradizionali auguri e ora torna dopo aver vinto due volte. Secondo un giudice romano era irregolare il commissariamento deciso dal Pd nazionale, secondo un giudice napoletano era irregolare in sua assenza, proprio perché reintegrato da un altro giudice, la convocazione del congresso per l' elezione del nuovo segretario. Tremante ha raggiunto l' intesa per un rientro lampo in un incontro con il segretario regionale Enzo Amendola e, dopo la doppia vittoria, si sfoga: «Una vicenda incresciosa. Sono contento perché il Pd riprende il suo cammino ordinario, ma dispiaciuto perché è stato un giudice a dover ristabilire un percorso corretto.
Complessivamente ho presentato sette esposti prima di ottenere giustizia». «Venerdì scorso - racconta - ho concordato con il segretario regionale Amendola un percorso che ad inizio settimana metteremo a punto assieme al presidente provinciale Massimiliano Manfredi. Il 12 luglio si riunirà l' assemblea provinciale del partito, composta da circa seicento iscritti, per ascoltare la mia relazione e avviare il dibattito politico. Durante l' assemblea saranno anche decisi tempi e modalità del congresso per chiudere tutto entro il 27». Il tesseramento messo a segno durante il commissariamento resta valido, ma bisognerà ripresentare le candidature per la segreteria, approvare il regolamento, eleggere la commissione di garanzia e stabilire le date delle votazioni, dalle assemblee di circolo fino al congresso di fine mese. «Sarò un soldato semplice - avverte Tremante - anche durante il congresso. Nulla da dire sul candidato Gino Cimmino. Non mi piace, piuttosto, la soluzione unitaria. In un partito è meglio la dialettica». Cimmino comunque ringrazia Tremante, ma anche Amendola e l' ex commissario Andrea Orlando. «L' importante - sostiene il segretario in pectore - è che d' ora in poi non si parli dei nostri problemi interni ma si torni a parlare dei problemi reali della gente». D' accordo il segretario regionale Amendola: «Ora si volta pagina. Tutti assieme per il congresso provinciale per rilanciare una forza come il Partito democratico di cui c' è bisogno in città e provincia. Ringrazio Nicola Tremante per la disponibilità a chiudere tutte le procedure entro fine luglio. Un congresso importante con un candidato unitario condiviso largamente come Luigi Cimmino. Tutti con lui, per il Pd e per la gente di Napoli e della grande area metropolitana».
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