lunedì 12 maggio 2014

6000 firme per riaprire la funivia del Faito

I firmatari chiedono alla Regione Campania di attivarsi per la riapertura della funivia del Faito. "La funivia - si legge sul manifesto - è un impianto fondamentale per il rilancio turistico di un'area montana di eccellenza della Campania"

Fonte: Roberto D'Auria da StabiaChannel.it 

Castellammare di Stabia - Prosegue a Castellammare di Stabia la raccolta firme per riaprire la funivia del Faito. Con un gazebo in villa comunale, questa mattina il Partito Democratico stabiese ha continuato a promuovere l'iniziativa avviata già da qualche settimana e cha ha portato a raccogliere oltre 4000 firme. A queste, poi, si devono aggiungere le 2000 adesioni alla petizione online. I firmatari chiedono alla Regione Campania di attivarsi per la riapertura della funivia del Faito. "La funivia - si legge sul manifesto - è un impianto fondamentale per il rilancio turistico di un'area montana di eccellenza della Campania". L'impianto, lo ricordiamo, è fermo perchè mancherebbero i fondi per l'adeguamento antisismico delle stazioni. Circa due milioni di euro che l'ente regionale, in qualche occasione, avrebbe anche dato la disponibilità ad investire. Altro problema emerso è quello dei costi di gestione a regime. Anche se mancano i documenti a supporto, sembra che la Regione abbia quantificato in 700 mila euro l'anno i costi di gestione dell'impianto, a fronte di soli 100mila euro di ricavi. Ecco perchè sarebbe stato chiesto l'intervento dei comuni interessati, quali Castellammare, Vico Equense e Pimonte. Proprio i sindaci di questi tre comuni sono intenzionati a proseguire il loro pressing nei confronti della Regione affinchè si stanziano i fondi necessari per l'ammodernamento dell'impianto, soprattutto in un'ottica di sviluppo turistico dei territori. Di certo suona come un paradosso il fatto che, in un'epoca in cui si sponsorizza l'utilizzo di mezzi di trasporto ecologici, si punta ad eliminare un impianto come la funivia, unico mezzo che permette di raggiungere la vetta del Faito in soli 8 minuti nel totale rispetto dell'ambiente. Considerando anche che i percorsi alternativi sono pochi e di difficoltosa percorrenza, come la strada dei boschi di Quisisana. E' anche vero che la zona del Faito andrebbe valorizzata dal punto di vista turistico rendendola appetibile e potenziando l'offerta ricettiva e ricreativa dell'intera zona. Ed è proprio questo che la Regione ha chiesto ai comuni come garanzia per l'investimento dell'ammodernamento dell’impianto.

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