giovedì 22 gennaio 2026

Tragedia a Sorrento: uomo si toglie la vita. L’atto d’accusa di Rosario Lotito: «Sistema fallimentare, cittadini espulsi e soli»

Sorrento - La Penisola Sorrentina si è svegliata stamane sotto lo shock di una notizia drammatica. Un uomo ha deciso di togliersi la vita, consumando l’estremo gesto in un contesto di profonda disperazione personale. Secondo le prime ricostruzioni, alla base della tragedia ci sarebbe stata l’impossibilità di trovare una sistemazione abitativa dignitosa a seguito di una separazione, una ricerca vana che avrebbe spinto l’uomo nel baratro della rassegnazione. Sull’accaduto è intervenuto con durezza Rosario Lotito (foto), che ha trasformato il dolore per la perdita in un feroce atto d’accusa contro le istituzioni e il modello di sviluppo del territorio. «Davanti a una notizia così, non possiamo limitarci al silenzio o alla rassegnazione», ha esordito Lotito. Per l'esponente politico, questo dramma non è un episodio isolato, ma il sintomo di una «gravissima crisi sociale» che sta logorando la Penisola Sorrentina. «Questo dolore deve diventare responsabilità collettiva. Questa tragedia non parla solo di un uomo lasciato solo, ma di un sistema che ha smesso di proteggere i più fragili». Il punto focale della denuncia di Lotito riguarda l'inarrestabile trasformazione del tessuto urbano in funzione del turismo di massa. «Assistiamo a un vero e proprio depredamento del territorio: case trasformate in strutture ricettive, affitti impossibili e cittadini costretti ad andarsene», spiega Lotito. Il mercato immobiliare locale, ormai saturo di B&B e case vacanza, renderebbe di fatto impossibile per un residente medio, o per chi attraversa una crisi familiare, trovare un tetto a prezzi accessibili. Il risultato è una diaspora silenziosa e, nei casi più estremi, la disperazione. Oltre alla questione casa, Lotito punta il dito contro la carenza di assistenza sanitaria sul territorio: «Parliamo dell’inesistenza di una reale assistenza psicologica. Non abbiamo più un Centro di Salute Mentale che possa concretamente aiutare chi vive un disagio profondo».

 

La mancanza di presidi di ascolto e cura per le fragilità psichiche lascerebbe i cittadini soli davanti ai propri fantasmi, privandoli di quell'ultima rete di salvataggio necessaria nei momenti di crisi. Rosario Lotito conclude il suo intervento chiedendo un cambio di rotta immediato e concreto, affinché questa morte non venga archiviata come un semplice fatto di cronaca. Tre le priorità indicate: un piano serio per l’emergenza abitativa, che regoli il flusso turistico e tuteli il diritto alla casa per i residenti. Il ripristino immediato dei servizi di salute mentale sul territorio peninsulare. Politiche sociali vere, capaci di intervenire prima che il disagio diventi irreversibile. «Dietro ogni notizia di cronaca c’è una persona», conclude Lotito. «E oggi, quella persona è morta anche per colpa di un sistema che ha smesso di proteggere». Mentre la comunità si stringe nel cordoglio, resta aperta una ferita profonda su un territorio che, dietro la facciata delle cartoline turistiche, nasconde fragilità sociali sempre più allarmanti.

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