domenica 25 gennaio 2026

Scuole a Vico Equense: prima i tetti, poi i metal detector

Vico Equense - Negli ultimi tempi il dibattito pubblico si è spostato con forza sul tema della sicurezza interna agli istituti, arrivando a ipotizzare l'installazione di metal detector. Ma a Vico Equense, una città che da anni lotta con la precarietà degli spazi educativi, questa proposta suona come una provocazione amara per chi le scuole le vive ogni giorno. Mentre si discute di tecnologie di controllo degne di un aeroporto, la realtà dei fatti ci dice che la vera emergenza è strutturale. Molti plessi del territorio necessitano di interventi urgenti che nulla hanno a che fare con la prevenzione della microcriminalità, ma riguardano la sicurezza stessa dell’edificio: adeguamento sismico e manutenzione, carenza di aule, palestre e laboratori. Una scuola "idonea" non è solo un luogo dove non entrano armi, ma un luogo dove si può fare sport, dove esistono laboratori di scienze e aule informatiche moderne. Installare un metal detector in un edificio che ha bisogno di rifare le fondamenta o di impermeabilizzare il tetto è l’emblema di una politica che preferisce l’immagine alla sostanza. La sicurezza dei nostri figli si garantisce prima di tutto offrendo loro ambienti dignitosi, luminosi e tecnicamente a norma. Un ragazzo che entra in una scuola fatiscente riceve un messaggio di abbandono che nessuna telecamera o cancello blindato può cancellare. Ciò che i genitori e i cittadini di Vico Equense chiedono con forza non è la militarizzazione degli ingressi, ma un piano straordinario di edilizia scolastica. La messa in sicurezza dei solai e degli infissi. La creazione di nuovi spazi per l'aggregazione giovanile. La sicurezza non si misura con i segnali acustici di un sensore, ma con la solidità delle pareti entro cui crescono le future generazioni. Prima di blindare le porte, assicuriamoci che i soffitti non cadano e che le aule siano sufficienti per tutti.

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