martedì 27 gennaio 2026

Vico Equense: il mare tra diritto e concessione. Analisi critica del nuovo PAD 2026

Vico Equense - Il dato di partenza è impietoso: solo il 17% della costa di Vico Equense è attualmente destinato alla libera fruizione. In un territorio dove la morfologia scoscesa già limita l'accesso fisico al litorale, questa percentuale rappresenta una vera e propria "privatizzazione di fatto" del paesaggio. La delibera 8/2026 (mentre scriviamo non è ancora stata pubblicata all’Albo Pretorio) promette di invertire la rotta, ma il percorso appare denso di ostacoli normativi e strutturali. L’impegno di portare la quota di costa libera al 30% nel breve periodo e al 50% nel lungo termine è una scelta politica forte. Tuttavia, la trasformazione avverrà attraverso il modello delle "spiagge libere attrezzate". La sottile linea tra "spiaggia libera attrezzata" e "stabilimento privato mascherato" è spesso il punto debole di queste politiche. Se la gestione dei servizi (ombrelloni, lettini, chioschi) viene affidata a privati senza controlli rigorosi, il rischio è che il cittadino si senta comunque un "ospite pagante" in uno spazio che dovrebbe essere suo di diritto. La convenzione che prevede una scontistica del 50% per i residenti e le fasce deboli è certamente un passo avanti sul fronte dell'attenzione sociale. Tuttavia, una riflessione critica impone di chiedere: il diritto al mare si garantisce con un prezzo dimezzato o con la garanzia di spazi liberi, puliti e sicuri dove non sia necessario sborsare un euro? Lo sconto rischia di essere un "palliativo" che legittima la permanenza di un sistema basato sulla concessione, piuttosto che una vera spinta verso la demanializzazione totale. Vico Equense non è Rimini.

 

Gran parte della costa è costituita da falesie e zone a rischio idrogeologico. Aumentare la quota di costa utile significa investire massicciamente in sicurezza e manutenzione. Il Comune sarà in grado di gestire i costi di pulizia, salvataggio e messa in sicurezza dei costoni senza dover ricorrere nuovamente ai privati, ricreando il circolo vizioso che si vuole spezzare? La delibera 8/2026 è un atto di coraggio politico che mette a nudo un'anomalia storica. È l’ammissione che, per troppi anni, il mare di Vico è stato considerato un privilegio per pochi. Il successo di questa "visione pubblica" non si misurerà però sui testi delle delibere, ma sulla capacità dell’amministrazione di resistere alle pressioni dei concessionari uscenti e di garantire che quel 30% di costa diventi immediatamente fruibile, senza barriere architettoniche o economiche.

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