Castellammare di Stabia - Non si placa la tempesta politica all’ombra del Vesuvio. Dopo l’annuncio del segretario regionale del Partito Democratico, Piero De Luca, di voler chiudere l’esperienza amministrativa al fianco del sindaco Luigi Vicinanza, arriva la durissima replica del gruppo consiliare dem stabiese. Una nota che trasforma il caso amministrativo in uno scontro fratricida interno al partito.
Il nocciolo della questione è il metodo. I consiglieri comunali esprimono "stupore" per le dichiarazioni di De Luca, sottolineando un paradosso: il segretario annuncia di voler continuare a dialogare con gli eletti, ma gli stessi sostengono di essere stati scientificamente ignorati per mesi.
“È dal 27 novembre dello scorso anno che chiediamo ripetutamente di essere ascoltati sulla vicenda”, si legge nella nota. Un silenzio, quello della segreteria regionale, che avrebbe già prodotto danni politici visibili, come le dimissioni del capogruppo Giovanni Tuberosa, rassegnate proprio in segno di protesta per l’assenza di confronto.
La decisione di Piero De Luca di "staccare la spina" è maturata in seguito all'invio della Commissione d'accesso al Comune di Castellammare da parte della Prefettura, per verificare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata. Mentre la segreteria regionale punta sulla linea della massima cautela politica, i consiglieri locali vedono nella mossa di De Luca un disconoscimento del lavoro svolto sul territorio e del consenso ottenuto alle scorse regionali.
L’attacco dei consiglieri si sposta poi sul piano della coerenza. Nella nota viene citato esplicitamente il caso di Torre Annunziata, dove, nonostante criticità analoghe, la segreteria regionale non avrebbe adottato lo stesso pugno di ferro.
Piero De Luca
“Se sussistono gravità maggiori a Castellammare, di cui il segretario è a conoscenza, perché non ne siamo stati informati?”, incalzano i dem stabiesi. Una domanda che proietta ombre inquietanti: il gruppo consiliare sospetta che dietro la scelta di abbandonare Vicinanza ci siano motivazioni o informazioni non condivise con la base. Con il gruppo consiliare in aperta rivolta contro il vertice regionale, il futuro della giunta Vicinanza è appeso a un filo. Se da un lato il PD regionale tenta di blindare il partito dal rischio di infiltrazioni, dall'altro rischia di perdere i propri rappresentanti sul campo, aprendo una voragine politica proprio nel momento in cui la città avrebbe bisogno di stabilità per affrontare l'ispezione prefettizia.
Nessun commento:
Posta un commento