Scadono a giugno i fondi Pnrr per 172 strutture in Campania: avviati l'83% dei cantieri. Il nodo è trovare personale. Domani Fico a Roma per la cabina di regia con il ministro Foti
di Alessio Gemma - La Repubblica Napoli
Napoli - Si chiamano case di comunità, sono la cura per guarire i mali della sanità italiana. Sono strutture finanziate dal Pnrr e pensate per ospitare ambulatori, laboratori, esami diagnostici. La Campania ha programmato 172 case di comunità, con un investimento di oltre 500 milioni di euro. La scadenza del piano economico post pandemia è fissata a giugno. A che punto siamo? Sono stati aperti cantieri per 143 interventi: l'83 per cento del totale. Conclusi finora in 15, il 9 per cento. Domani il ministro degli Affari europei Tommaso Foti ha convocato le Regioni per fare un punto proprio sulla missione sanità del Pnrr. E il neo presidente Roberto Fico dovrebbe partecipare alla riunione. Non fosse altro perché il dossier è in cima ai suoi pensieri. Fico ha la delega alla sanità, ma soprattutto ha ripetuto fino alla sfinimento in campagna elettorale che per migliorare le cure sanitarie bisogna «investire nella medicina territoriale e in telemedicina». È la chiave per alleggerire gli ospedali, «che devono curare gli acuti, essere centri di specializzazione», copyright del neo governatore. E smaltire le liste di attesa.
Perché finalmente sul territorio i cittadini sapranno a chi rivolgersi per una visita da uno specialista o per eseguire una radiografia. «Dobbiamo completare le case di comunità e capire come farle funzionare», ha spiegato Fico di recente in un incontro all'ospedale Cardarelli. Il nodo è il personale: medici, infermieri, operatori socio sanitari. Servono per le 172 strutture, a cui si aggiungono in Campania 48 ospedali di comunità, 4-5 mila camici bianchi. Al momento la Regione potrebbe garantirne circa 1300, un terzo. Ma il problema è nazionale. Dove pescare il personale visto che già si fa fatica a trovare medici per ospedali e Asl? Uno degli obiettivi è coinvolgere i medici di base, anche se la partita si gioca a Roma su aspetti sindacali e contrattuali. E non mancano le resistenze. Una recente modifica del ministero della Salute ha aperto un varco: concedendo la possibilità di utilizzare personale già impegnato nei distretti sanitari. Un'organizzazione per la quale, in una prima fase di rodaggio delle case di comunità, infermieri e medici farebbero la spola tra distretti e nuove strutture. Cosa che potrebbe riuscire nelle città, ma diverrebbe complicato nelle aree interne dove le distanze da percorrere aumentano. Delle 15 case di comunità già realizzate, 5 si trovano nell'Asl Napoli 1, altrettante nella Napoli 2 e il resto tra Caserta e Benevento. Tra gennaio e giugno saranno attivate, che significa far partire i servizi sanitari. È corsa contro il tempo. Per gli altri 128 cantieri gli uffici della Regione contano di completare le opere entro giugno. Perché si tratta nella quasi totalità di strutture già esistenti che vengono riadattate. Solo una trentina sono quelle di nuova costruzione nel totale di 173 interventi e potrebbero slittare. L'obiettivo è avere 150 case di comunità a giugno. Nelle ultime settimane Fico si è confrontato con i dirigenti responsabili: Roberta Santaniello per il Pnrr, Ugo Trama e Pietro Buono del settore sanità, Massimo Bisogno per la parte digitale. Domani si tireranno le fila con le altre Regioni. Dalla piattaforma Regis nazionale viene fuori che la media di realizzazione delle case di comunità di tutte le Regioni è intorno al 20 per cento, rispetto al 9 della Campania. Difficile paragonare le performance perché il numero di strutture varia da Regione a Regione. La Lombardia ne ha 192 programmate, concluse 66: cioè il 34 per cento. La Sicilia 152 ed è al 20 per cento. La Puglia più indietro: al 7 per cento su 121 case di comunità. La Calabria a 0. Nel Pnrr per la sanità ci sono anche i fondi per le apparecchiature: tipo Tac, Pet e altri macchinari sanitari. La Campania ha il numero più alto di acquisti programmati tra le Regioni. Sono 417 e ne ha già completati 378, il 91 per cento.

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