Penisola sorrentina - “In Penisola Sorrentina sono davvero impazziti”. Inizia con questo grido d’allarme, lucido e amaro, l’analisi di Rosario Lotito sulla crisi abitativa che sta devastando uno dei territori più belli d’Italia, trasformandolo però in un luogo proibitivo per chi ci è nato e cresciuto. Non è più solo una questione di economia, è una questione di sopravvivenza sociale. Vedere appartamenti proposti a 2.600 euro al mese in un territorio dove il reddito medio di un lavoratore onesto non copre nemmeno la metà di quella cifra è, per Lotito, la prova di un sistema che è andato fuori controllo. Secondo Lotito, non siamo di fronte alle normali dinamiche di domanda e offerta, ma a una vera e propria espulsione sociale. "Questo annuncio parla a nome di tutte quelle persone costrette ad abbandonare la propria terra, i propri affetti, i propri cari, per andare lontano. Non per scelta, ma per necessità", spiega con durezza. La Penisola sta perdendo il suo cuore pulsante: le persone. Il quesito posto da Rosario Lotito interroga direttamente la classe politica e dirigente: che futuro avranno i nostri figli? La trasformazione sistematica di ogni centimetro quadrato in struttura extralberghiera sta cancellando quello che dovrebbe essere un diritto fondamentale: il diritto di restare. "Stiamo trasformando i nostri paesi in vetrine per turisti, svuotandoli di vita vera", incalza Lotito.
Il rischio è quello di trovarsi tra pochi anni in comuni "museo", bellissimi da fotografare ma deserti, privi di comunità, di scuole vissute, di botteghe di quartiere e di giovani famiglie. La diagnosi di Lotito non lascia spazio a interpretazioni: la situazione è insostenibile e il tempo delle mediazioni è scaduto. "Bisogna intervenire oggi, non domani. Perché oggi è già tardi". L'articolo si conclude con un monito che suona come una chiamata alle armi per la cittadinanza e le istituzioni: se la politica non porrà un freno alla speculazione selvaggia e non tutelerà il diritto alla casa per i residenti, domani non resterà più nessuno da difendere. La Penisola Sorrentina rischia di diventare un paradiso per pochi, costruito sulle macerie sociali di un intero popolo mandato in esilio.

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