lunedì 26 gennaio 2026

Vico Equense, l’appello. Un registro e una lapide per i nostri deportati: non restino ombre della storia

Vico Equense - Rompere il silenzio, dare un nome ai dimenticati e restituire dignità a chi, partendo dalle strade di Vico Equense, conobbe l’orrore dei lager. È questo il cuore di un appello necessario per colmare un vuoto nella memoria collettiva della nostra città: l'istituzione di un registro ufficiale dei cittadini vicani deportati durante la Seconda Guerra Mondiale. Mentre in molte realtà italiane la Giornata della Memoria è l'occasione per onorare i propri concittadini con targhe e pietre d'inciampo, a Vico Equense restano ancora troppe storie sommerse, frammenti di esistenze spezzate che rischiano di svanire per sempre. L’obiettivo è ambizioso: avviare una procedura di evidenza pubblica affinché le famiglie vicane possano segnalare i nomi di congiunti - nati o residenti a Vico al momento dell'arresto - che subirono la deportazione nei campi di sterminio o di prigionia nazisti. 

La ricerca: tra archivi internazionali e cassetti di casa 

L'idea si muove su due binari paralleli. Il primo è quello della ricerca documentale rigorosa: l’interrogazione dei database internazionali, come gli Arolsen Archives in Germania, che custodiscono milioni di documenti sui percorsi di prigionia e il destino dei deportati. Il secondo binario, forse il più prezioso, è quello della memoria orale e familiare. Molti vicani conservano ancora lettere ingiallite dal tempo, diari o racconti tramandati da nonni e padri che videro l'abisso dei lager. L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza: non lasciate che queste testimonianze preziose restino chiuse nei cassetti. Ogni frammento è un pezzo di storia della nostra comunità che merita di essere ricomposto. 

Un monumento contro l’oblio 

Questo registro non dovrà essere un semplice documento d'archivio, ma la pietra angolare per un gesto concreto di riconoscimento: l'installazione di una lapide commemorativa nel cuore della città. A Vico Equense non è mai stato fatto abbastanza per far emergere queste storie incredibili. Non si tratta solo di ricordare la Shoah in termini astratti, ma di capire come la furia della Storia abbia ferito profondamente la nostra piccola comunità. Incidere quei nomi sul marmo significa trasformarli in un monito perenne per le future generazioni. 

L’appello alle istituzioni 

L'appello è ora rivolto all'Amministrazione Comunale affinché recepisca questa istanza e promuova ufficialmente la raccolta dei nominativi. Restituire un nome e una storia a chi è stato ridotto a un numero è un dovere morale a cui Vico Equense non può più sottrarsi. Perché una città che dimentica i propri figli è una città che perde la propria identità.

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