giovedì 29 gennaio 2026

Vico Equense, Francesca Esposito suona la carica: «Non è questa la città che sogniamo per i nostri figli»

Ieri mattina surroga del consigliere Giuseppe Alvino. Ingresso in Consiglio comunale di Francesca Esposito 

Vico Equense - Un messaggio di gratitudine che si trasforma rapidamente in un manifesto politico e sociale. Francesca Esposito rompe il silenzio e si rivolge direttamente ai cittadini di Vico Equense con parole cariche di determinazione e spirito critico, segnando l’inizio di quello che definisce "un nuovo cammino insieme". Il cuore dell’intervento di Esposito è un’analisi lucida e severa dello stato attuale del comune costiero. Pur ribadendo la bellezza naturale del territorio, il giudizio sulla gestione della cosa pubblica è netto: «Siamo troppo spesso sotto scacco di una cattiva gestione», afferma, sottolineando come la città attuale non sia l'eredità che vorrebbe lasciare alle future generazioni. Le critiche toccano i nervi scoperti della comunità. Sanità e servizi: una carenza che pesa sulla qualità della vita quotidiana. Diritto al mare: un tema sentitissimo dai residenti che chiedono maggiore accessibilità. Barriere architettoniche e sociali: una denuncia verso una città ancora poco inclusiva per le fasce vulnerabili, gli anziani e i giovani. Nonostante la fermezza della critica, Francesca Esposito tende la mano al dialogo. Il suo approccio non sarà fatto di preconcetti verso chi amministra, ma di una critica costruttiva che ha sempre contraddistinto il suo percorso. In un'era politica dominata dai personalismi, la proposta è quella di un ritorno al valore della cooperazione. «Farò di tutto per non mollare e non deludere la vostra fiducia», promette Esposito, ringraziando la cittadinanza per l'affetto ricevuto. Il messaggio si chiude con un invito all'unità: un percorso collettivo per trasformare Vico Equense da "brutta copia" a modello di efficienza e tutela del patrimonio storico e culturale. La sfida è lanciata: per Francesca Esposito è tempo di dare risposte funzionali a chi, da troppo tempo, attende un cambiamento reale.

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