Vico Equense - Il risultato delle ultime elezioni regionali in Campania ha consegnato la vittoria a Roberto Fico e alla coalizione di centrosinistra, ma a Vico Equense ha aperto un caso politico che non può essere liquidato con un’alzata di spalle. Un pezzo di centrodestra locale non solo ha votato per il centrosinistra, ma detiene pure più cariche degli alti: un corto circuito democratico senza precedenti per la nostra città.
Il trasformismo dell'urna
Il voto è libero e segreto, recita la Costituzione. Ma la politica, quella con la "P" maiuscola, si fonda su un pilastro altrettanto sacro: la lealtà verso gli elettori. Secondo diverse ricostruzioni, alcuni esponenti di spicco dell'attuale amministrazione comunale, eletti sotto le insegne del centrodestra e beneficiari di deleghe pesanti e incarichi multipli, avrebbero attivamente sostenuto consiglieri di centrosinistra e la candidatura di Fico. È l’immagine plastica del trasformismo: si incassano i voti dei moderati e dei conservatori per sedere nelle stanze del Palazzo municipale, ma si sposa la causa della sinistra non appena il vento regionale cambia direzione. Un piede in due scarpe che garantisce potere, ma distrugge la credibilità delle istituzioni.
L’immobilismo del Sindaco
In questo scenario, il silenzio del Sindaco è assordante. Un primo cittadino ha il dovere di garantire non solo l’efficienza amministrativa, ma anche l’integrità politica della sua squadra. Permettere che assessori o consiglieri con carica continuino a governare come se nulla fosse, dopo aver palesemente rinnegato l’appartenenza politica che li ha portati dove sono, significa avallare un sistema di "gestione del potere" privo di anima e di valori. Com’è possibile che chi oggi esulta per la vittoria di Fico possa ancora rappresentare con coerenza un programma di centrodestra all’interno della giunta comunale? La politica non è un buffet dove si sceglie il piatto più prelibato a seconda della stagione.
Il dovere di un rimpasto
La richiesta che arriva da più parti non è una persecuzione legale, ma un appello all'etica. Se c’è stata una migrazione di consensi così smaccata, il Sindaco ha una sola strada per salvare la faccia davanti alla cittadinanza: il rimpasto di giunta. Chi ha deciso di cambiare rotta politica deve avere il coraggio di lasciare i ruoli ottenuti sotto una diversa bandiera. E se non lo fanno gli interessati, deve essere il Sindaco a ritirare le deleghe. Mantenere lo status quo significa dire ai cittadini di Vico Equense che il loro voto non conta nulla, che le coalizioni sono finzioni e che l'unico obiettivo è la conservazione della poltrona, a prescindere dal colore politico. Vico Equense merita chiarezza. Merita amministratori che non si vergognino della propria identità e un Sindaco che sappia distinguere tra una coalizione di governo e un comitato d'affari elettorale. Senza un segnale forte, l'ombra del tradimento politico continuerà a pesare su ogni atto di questa amministrazione.

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