Vico Equense - C’è un filo verde, fatto di foglie lucide e memoria viva, che unisce le scuole d’Italia ai giganti della lotta contro le mafie. Se la “Gemma di Falcone” è ormai un simbolo riconosciuto di resilienza istituzionale, nella scuola di Moiano la cultura del riscatto raddoppia. Accanto alla pianta dedicata al giudice siciliano, infatti, cresce e comunica con gli studenti un altro simbolo fondamentale: il Ficus di Giancarlo Siani. Se la "Gemma", nata dall'albero di via Notarbartolo a Palermo, incarna il rigore e il sacrificio dei magistrati siciliani, il ficus dedicato a Siani porta con sé l'eredità del "giornalista-giornalista" ucciso dalla camorra nel 1985. Due piante, due storie, un unico messaggio: la lotta alle mafie richiede cura quotidiana, proprio come un giardino. L’origine di questo albero affonda in un ricordo personale e quasi cinematografico. È stato Umberto Celentano, giornalista e direttore del Museo Mineralogico Campano, a rivelare l'origine della pianta, che aveva ricevuto in dono per il suo matrimonio: un ficus che proprio Giancarlo Siani aiutò a trasportare verso le colline di Vico Equense a bordo della sua storica Citroën Mehari. «Sembravamo i protagonisti di un film di Tarzan», ricorda Celentano, descrivendo il tragitto tra le curve di via Raffaele Bosco con Siani al volante e lui impegnato a sorreggere la chioma asimmetrica della pianta. Quel momento di spensieratezza e amicizia è diventato, anni dopo, un seme di impegno civile grazie alla determinazione di Nora Rizzi, già preside della scuola "Filippo Caulino", che volle una talea di quel ficus proprio nel cortile dell’istituto.
La presenza dei due alberi affiancati trasforma l’istituto di Moiano in un avamposto etico. Mentre Falcone rappresenta la forza della Legge, Siani diventa per i ragazzi l'emblema della curiosità etica e del coraggio di informare. In un'epoca di comunicazioni rapide e digitali, la crescita lenta di questi alberi lancia un monito silenzioso ma potente: i cambiamenti sociali e la sconfitta delle mafie non avvengono con un click, ma richiedono radici profonde, tempo e una manutenzione costante. A Moiano, il sacrificio di ieri è ufficialmente diventato l'ossigeno per i cittadini di domani.

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