Vico Equense - Il 18 gennaio scorso, Isernia ha dato una lezione di civiltà all'Italia intera: ottomila persone in strada, una luce per ogni cittadino, per gridare un unico "no" allo smantellamento della sanità pubblica. Un grido che oggi deve risuonare con forza anche tra le nostre strade. È tempo che Vico Equense si mobiliti con una propria fiaccolata per difendere il presidio "De Luca e Rossano". Da troppo tempo il nostro ospedale vive in un equilibrio precario, tra minacce di ridimensionamento, carenza di personale e la costante ombra di accorpamenti che allontanano il diritto alla cura dai cittadini. Se Isernia ha marciato per i propri reparti, Vico Equense deve marciare per garantire che il suo ospedale non diventi un semplice "poliambulatorio di passaggio", ma resti un punto di riferimento vitale per le emergenze e per l'assistenza di un territorio orograficamente complesso La forza della fiaccolata molisana è stata l'unità. Non c'erano bandiere di partito, ma solo cittadini. Proporre una manifestazione simile a Vico Equense significa chiedere alla comunità della Penisola Sorrentina di alzare la testa. La salute non ha colore politico: il diritto di un abitante di Moiano o di Massaquano di raggiungere un pronto soccorso in tempi rapidi è un diritto sacro che non può essere sacrificato sull'altare dei tagli al bilancio. Immaginiamo una scia di candele che parte dall'Ospedale e attraversa il centro cittadino. Un segnale luminoso rivolto alla Regione e all'ASL per dire che la popolazione è vigile e non accetterà ulteriori passi indietro. Vico Equense non può più aspettare in silenzio. È ora di accendere le fiaccole e proteggere il nostro presidio sanitario. Chi è pronto a scendere in piazza?

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