LA MOBILITAZIONE
di Antonino Siniscalchi - Il Mattino
Penisola sorrentina - La sanità in Penisola sorrentina nella palude di uno scontro permanente, dove alle rassicurazioni istituzionali fanno da contraltare criticità strutturali che da anni attendono risposte concrete. Un quadro fragile, fatto di emergenze quotidiane, carenze di personale e progetti annunciati ma mai decollati, mentre i cittadini continuano a chiedere certezze su un diritto fondamentale come la salute. Al centro del dibattito torna con forza la battaglia per il ripristino del Pronto soccorso dell'ospedale "De Luca & Rossano" di Vico Equense, una ferita mai rimarginata per un territorio che conta decine di migliaia di residenti e che, nei mesi estivi, vede la popolazione moltiplicarsi con i turisti. La chiusura del presidio vicano, maturata nell'ambito delle riorganizzazioni postpandemia, continua a produrre effetti pesanti sulla rete dell'emergenza-urgenza dell'intera Penisola, riversando un carico crescente sugli ospedali di Sorrento e Castellammare. Proprio su questo fronte, la mobilitazione dei cittadini è approdata in Regione.
L'INCONTRO
L'altra mattina una delegazione del comitato "La Tutela dei Diritti dei Cittadini", con Pasquale Cardone e Franco Cuomo, da anni in prima linea contro il depotenziamento dell'ospedale di Vico Equense, con presidi domenicali davanti alla struttura depotenziata, è stata ricevuta in Consiglio regionale dal consigliere Luca Trapanese, che ha scelto di farsi portavoce delle istanze del territorio. Un incontro dal forte valore simbolico, ma anche politico, che ha riportato la questione della sanità peninsulare all'attenzione dell'assemblea campana.
«Dietro queste battaglie ci sono persone, famiglie e intere comunità che chiedono di non essere lasciate sole nel momento della cura», ha dichiarato Luca Trapanese, ribadendo come la sanità pubblica non possa essere ridotta a mera voce di bilancio, ma rappresenti un pilastro della dignità umana e della coesione sociale. Il consigliere ha infatti discusso la situazione con il presidente dell'assemblea, Massimiliano Manfredi, riscontrando ha riferito «piena disponibilità e sensibilità» rispetto alle criticità che affliggono Vico Equense e, più in generale, l'intero comprensorio sorrentino. Nel confronto è stata richiamata anche la visione politica indicata da Roberto Fico, con l'auspicio di una nuova fase capace di rimettere al centro la medicina di prossimità, l'innovazione e una rete sanitaria realmente capillare, in grado di rispondere alle emergenze senza costringere i cittadini a spostamenti estenuanti in altri presìdi della provincia. In questo scenario complesso si inserisce la smentita ufficiale dell'ipotesi di un ridimensionamento del Pronto soccorso dell'ospedale di Sorrento, voce che nelle ultime settimane aveva alimentato allarme e preoccupazione. Dall'Asl arrivano rassicurazioni nette: il presidio sorrentino resta un punto fermo. A rendere il quadro ancora più intricato è la storia infinita dell'ospedale unico della Penisola sorrentina, progetto evocato da decenni come soluzione strutturale ai problemi di frammentazione, ma mai realmente tradotto in atti concreti. All'emergenza ospedaliera si affianca poi un'altra criticità meno visibile, ma altrettanto grave: il vuoto di organico tra i medici di famiglia. Solo un medico su quindici posti disponibili ha aderito in Penisola sorrentina.

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