di Dario Del Porto - La Repubblica Napoli
Castellammare di Stabia - La notizia della nomina della commissione d'accesso in Comune raggiunge il sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza mentre è a Napoli, nella chiesa di Santa Maria a Piedigrotta, per presenziare ai funerali di Sabatino Santangelo. «Era una persona a me molto cara che per 17 anni è stata ingiustamente sotto inchiesta. Questa coincidenza mi è sembrata quasi uno strano segno del destino», dice il giornalista prestato alla politica che conferma di non avere alcuna intenzione di fare un passo indietro: «Finché ci sarà una maggioranza vado avanti. Il Pd fugge, io resto». E lancia un invito alla segretaria dem Elly Schlein: «Se vuole governare il Paese, venga a Castellammare per rendersi conto di persona della fatica che comporta amministrare una città. Venga a vedere la solitudine nella quale operano i sindaci, le difficoltà, anche le minacce che si subiscono ogni giorno su questi territori». La commissione d'accesso a poco più di tre anni dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose è una sconfitta? «Assolutamente no. Anzi, ben venga. Ci aiuterà a fare chiarezza. Facciano tutte le verifiche. Questa amministrazione ha lavorato per il bene della città. Ritengo che non ci sia alcun atto collegabile agli interessi della camorra». Non è stato forse un errore, in campagna elettorale, allargare la coalizione così da far entrare anche persone come l'ex consigliere comunale Gennaro Oscurato, ora indagato per concorso esterno in associazione camorristica? «No. E mi spiego: quella coalizione così ampia era sul tavolo prima che io venissi designato come candidato del centrosinistra. Molti di quei rappresentanti, anche della lista dove è stato eletto Oscurato, si riunivano per incontri nella sede del Pd. Il futuro segretario provinciale del partito, Francesco Dinacci, quando fu nominato commissario a Castellammare, mi invitò a mantenere una larga coalizione».
Perché allora un esponente di spicco del Pd come Sandro Ruotolo contesta alla sua amministrazione di non aver fatto da argine alla camorra? «È la complessa dialettica interna al Pd». Dunque lei non parla di "fuoco amico"? «La metterei così: Ruotolo fa la diagnosi: a Castellammare esiste la camorra. Ed è un dato oggettivo da quasi 50 anni. Il problema è la terapia». E qual è? «Premesso che la lotta ai clan non è compito solo del Comune, si fa insieme a forze dell'ordine, magistratura, prefettura, corpi sani della società. Ma anche inaugurare una scuola e un parco giochi a Scanzano, un'altra scuola ecosostenibile nel quartiere Postiglione, a consumo energetico zero, utilizzare un bene confiscato ai clan nel centro della città come punto informativo per le fasce più deboli serve a contrastare la camorra. Ne apriremo altri due. Continueremo su questa strada. E posso fare un altro esempio?». Lo faccia. «La spiaggia gratis. Il mare bonificato non è merito mio, ma della giunta regionale e in particolare dell'attuale vicepresidente Mario Casillo. Ma permettere che l'arenile possa essere fruibile gratuitamente per tutti è un modo per combattere la povertà e il degrado. E quindi per contrastare la criminalità organizzata». Si è sentito lasciato solo? «I sindaci vengono sempre lasciati soli, anche dal governo. Per questo vorrei che la segretaria Schlein venisse a toccare con mano quanto dico. Mi sono ritrovato al fianco il prefetto Michele di Bari e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi». Il Pd ha 4 consiglieri. Il segretario regionale Piero De Luca sostiene che siano «venute meno le condizioni per proseguire». Anche i Cinque Stelle, che hanno un consigliere, sono sulla stessa linea. Ancora convinto di non dimettersi? «Ho appena riunito i consiglieri di maggioranza e mi hanno confermato il sostegno. Finché ci saranno i numeri, non mi dimetto. La posizione del Pd mi ferisce umanamente e la considero un errore politico. È facile chiamarsi fuori e sottrarsi alle responsabilità». Pentito di essere tornato a Castellammare per fare il sindaco? «No, perché la solidarietà di tanti cittadini mi ripaga di queste amarezze. Il 15 gennaio ho organizzato una manifestazione al Supercinema che era letteralmente stracolmo di gente. L'altro giorno mi ha fermato un signore che mi ha detto: "Sindaco, sono di destra ma voglio che lei vada avanti". È quello che ho intenzione di fare».

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