giovedì 22 gennaio 2026

Vico Equense. SOS Amministrazione: cronaca di una rotta smarrita

Tra cantieri infiniti, frazioni dimenticate e una visione turistica che stenta a decollare, la "Porta della Penisola" sembra aver perso la bussola amministrativa 

Vico Equense non è mai stata una città semplice da governare. Con i suoi borghi sparsi dalle vette del Faito fino alle onde di Marina d’Equa, richiede una sintesi politica che vada oltre l’ordinaria amministrazione. Eppure, l’impressione che oggi serpeggia è quella di una nave che naviga a vista, con un equipaggio che sembra aver smarrito la carta nautica. Il primo segnale di questo smarrimento è visibile a occhio nudo: i lavori pubblici. Se da un lato l'amministrazione rivendica i milioni intercettati con il PNRR, dall'altro la cittadinanza sbatte contro la realtà di cronoprogrammi che somigliano sempre più a libri di fantascienza. Un altro elemento di forte tensione è il percepito scollamento tra il centro cittadino e le numerose frazioni collinari. Diverse segnalazioni evidenziano una gestione a "due velocità": mentre l'area centrale beneficia di investimenti e ospita grandi eventi gastronomici e turistici, le frazioni lamentano da tempo carenze strutturali croniche. I residenti denunciano problemi legati alla manutenzione stradale carente, all'illuminazione pubblica a singhiozzo e all'inefficienza del trasporto pubblico interno, che resta un "miraggio" per molti. Si rafforza così l'idea di una città che sacrifica le esigenze quotidiane dei residenti sull'altare di un turismo che "stenta a decollare" in modo organico. Il nodo cruciale del dibattito resta la visione strategica del futuro della città. Vico Equense ha sempre mantenuto un'identità distinta rispetto alla "monocultura" turistica della vicina Sorrento. Oggi, invece, sembra subire i flussi senza una reale governance. La gestione della mobilità e l'annosa carenza di parcheggi sono diventati ostacoli insormontabili che, secondo gli osservatori, soffocano lo sviluppo. Vico Equense vuole essere una città del gusto, un polo del trekking o un semplice dormitorio di passaggio? A pesare è anche una comunicazione istituzionale percepita come distante, più attenta al "selfie di rito" che all'ascolto delle istanze popolari.

 

Le decisioni calate dall'alto e la scarsa partecipazione dei cittadini ai processi decisionali hanno creato un vuoto che il malcontento sta colmando rapidamente. L'amministrazione ha ancora tempo per invertire la rotta, ma non è infinito. Per ritrovare la bussola serve coraggio: il coraggio di ammettere i ritardi, di rimettere al centro le esigenze quotidiane dei cittadini e di smettere di rincorrere l'emergenza per iniziare, finalmente, a pianificare. Senza un cambio di passo, Vico Equense rischia di restare una splendida cartolina, ma sbiadita e con troppe crepe sul retro.

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