Il primo provvedimento varato dal nuovo governo regionale: dovrà essere approvato dal consiglio per diventare operativo "Contrasto al lavoro povero"
Napoli - Se una azienda che vuole vincere un appalto in Regione si impegna a pagare i lavoratori "non meno di 9 euro l'ora" avrà più punti nella gara. Ecco il disegno di legge sul salario minimo, approvato come prima atto dalla giunta di Roberto Fico. «Un momento importante di contrasto al lavoro povero», spiega il neo presidente. Per essere operativo il provvedimento ora dovrà ricevere l'ok del consiglio regionale. «Continueremo a invocare il salario minimo a livello nazionale», insiste Fico. Si introduce così un premio per le aziende che lavorano con la Regione e con le società di Palazzo Santa Lucia. Comprese le Asl. «È il massimo che potessimo fare alla luce delle nostre competenze - spiega l'assessora al Lavoro Angelica Saggese - nei lavori dell'edilizia il tariffario è già più alto, l'impatto maggiore sarà nei servizi: dalle pulizie alla guardiania, al facchinaggio». Fico entra nel dettaglio: «Tutte le stazioni appaltanti, a partire dalla Regione e da tutte quelle di riferimento regionale, che siano anche le Asl o le partecipate, quando faranno gli appalti potranno e dovranno mettere una premialità per le aziende che partono da un salario minimo di 9 euro anche a crescere».
Per il leader M5S Giuseppe Conte la misura «inorgoglisce il movimento». Plaudono anche il deputato Pd Marco Sarracino e il capogruppo M5S in Regione Gennaro Saiello. Ieri la giunta ha approvato anche la proposta al governo per il taglio delle scuole, il "dimensionamento". «Parliamo delle dirigenze, non dei plessi scolastici - spiega il neo presidente - E per evitare il commissariamento perché di fatto il dimensionamento lo faceva comunque il governo, abbiamo deciso di farlo noi con una grande concertazione con i sindaci, i consigli comunali, le tante categorie che ci sono sul territorio. Siamo arrivati a una buona soluzione: non perderemo così il personale Ata. E ci sarà un vicario nelle scuole che sono state dimensionate per meglio gestirle». Oggi Fico sarà alla riunione con il ministro Tommaso Foti sulle case di comunità, le strutture sanitarie da aprire entro giugno dove ricevere visite specialistiche, esami diagnostici. Sono previste 172 in regione, finiti i lavori finora per 15. E il rebus sono i medici da trovare: ne servono almeno 4 mila anche per gli ospedali di comunità. «L'avanzamento dei cantieri è buono - dice Fico - Sul personale abbiamo soluzioni, reperito già una parte. Stiamo lavorando al massimo, io credo che riusciremo a rendere operative le case di comunità per la data prevista. Sono in contatto con il ministro Schillaci per uscire dal piano di rientro, così da avere anche maggiore libertà per assunzioni». Ieri la giunta ha dato l'ok al bando per il nuovo direttore dell'ospedale Ruggi D'Aragona, poltrona lasciata vuota di recente da Ciro Verdoliva. (al.ge. - La Repubblica Napoli)

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