lunedì 26 gennaio 2026

Vico Equense. «Pronto soccorso chiuso, non si può più aspettare»

La salute senza certezze in Costiera: disagi e ritardi durano da troppi anni 

di Antonino Siniscalchi - Il Mattino 

Vico Equense - Il diritto alla salute torna a farsi sentire nelle piazze della Penisola Sorrentina. È accaduto anche ieri a Vico Equense, dove cittadini, associazioni e comitati si sono ritrovati davanti ai cancelli dell’ospedale “De Luca e Rossano” per chiedere la riapertura del Pronto Soccorso. Una mobilitazione composta che si rinnova ogni domenica, ma carica di preoccupazione, che fotografa in modo plastico la condizione di precarietà in cui versa oggi la sanità peninsulare, sospesa tra servizi ridotti e promesse di riforma ancora lontane dal diventare realtà. A promuovere l’iniziativa domenicale è il Comitato “La Tutela dei Diritti dei Cittadini”, che ha ribadito la volontà di proseguire una battaglia civile ormai pluriennale, con la prossima organizzazione di una fiaccolata. Al centro della protesta, la chiusura del Pronto Soccorso del presidio vicano, avvenuta nell’ambito delle riorganizzazioni dei piani ospedalieri regionali e mai più superata. Una decisione che ha prodotto disagi pesanti, soprattutto nei momenti di emergenza, costringendo i residenti di Vico Equense e delle sue numerose frazioni a rivolgersi agli ospedali di Sorrento o Castellammare di Stabia.

 

La mobilitazione di Vico Equense si inserisce in un quadro più ampio, segnato dal silenzio che continua ad avvolgere l’iter dell’Ospedale Unico della Penisola Sorrentina a Sant’Agnello nell'area dell'attuale distretto sanitario. Un silenzio definito “assordante” dai cittadini, mentre la conferenza di servizi resta formalmente aperta senza che siano arrivati chiarimenti risolutivi sulle numerose criticità progettuali emerse negli ultimi mesi. Questioni tutt’altro che marginali, che riguardano le condizioni statiche dell’area individuata, la gestione della mobilità e la compatibilità dell’intervento in un contesto già fortemente urbanizzato. In questo quadro si inserisce un nodo mai sciolto e sempre più controverso: quello dei parcheggi. L’autorimessa prevista nel progetto originario è stata ufficialmente stralciata, come è stato detto, ripetuto e ribadito in più sedi, dalla Città Metropolitana fino ai riferimenti alla fase di progettazione esecutiva. Anche questo aspetto, tutt’altro che secondario in un’area segnata da croniche difficoltà di accessibilità, resta una questione aperta. Il tutto si intreccia con un cronoprogramma estremamente rigido. Entro il 30 giugno 2026 dovrebbe essere pubblicato e aggiudicato il bando di gara per i lavori. Oltre quella data si rischia la revoca di circa 100 milioni di euro di finanziamenti, in gran parte fondi per l’edilizia sanitaria. Secondo il programma ufficiale, una volta aggiudicati i lavori, entro il 31 dicembre 2026 dovrebbe aprirsi il cantiere, con l’avvio degli scavi per i parcheggi interrati e la realizzazione delle fondazioni dotate di isolatori sismici. Le criticità, evidenziate dal Comune di Sant’Agnello e non solo, sono note. Nell’ultima conferenza di servizi, luglio 2025, sono arrivati i pareri negativi dei vigili del fuoco sul progetto antincendio; l’Arpac ha respinto il piano di caratterizzazione ambientale e l’analisi di rischio; l’Autorità di Bacino ha evidenziato incongruenze tra gli elaborati geologici e geotecnici, sollecitando approfondimenti sulle cavità sotterranee e studi idraulici sui valloni tombati. La vicenda dell'Ospedale unico della Penisola sorrentina, avviata nel 2014, dunque, continua ad alimentare silenzio e accumulare ritardi. E il Comune di Sant’Agnello aspetta di fare chiarezza.

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