domenica 25 gennaio 2026

Forza Italia, il “paradosso Vico Equense”: se il boom nazionale si ferma alle porte della Penisola

Vico Equense - C’è un’aria di rinascita e orgoglio tra le fila di Forza Italia. L’immagine plastica di questo nuovo corso è stata restituita venerdì scorso dalla platea dell’Hotel Continental sul lungomare di Napoli. Sotto lo sguardo dei vertici nazionali, dei governatori e del leader Antonio Tajani, il partito ha celebrato la memoria del fondatore Silvio Berlusconi non con la nostalgia, ma con i numeri della crescita. I dati snocciolati durante il summit sono inequivocabili: il "partito azzurro" ha chiuso il 2025 con 250 mila iscritti, segnando un balzo impressionante rispetto alle 150 mila tessere del 2024. Centomila nuovi volti, molti dei quali giovanissimi, che sembrano aver premiato la linea della "serietà e dell'affidabilità" impressa da Tajani, capace di traghettare la forza politica oltre l’era post-berlusconiana con una compattezza che pochi avrebbero scommesso di vedere solo qualche anno fa. Tuttavia, mentre a livello nazionale e regionale si brinda al raddoppio delle adesioni, scendendo nel dettaglio territoriale della Penisola Sorrentina emerge un dato in controtendenza che fa riflettere. A Vico Equense, alle recenti elezioni regionali, la macchina azzurra sembra aver viaggiato a marce ridotte. Nonostante il vento favorevole che soffia da Roma e da Napoli, nel comune costiero Forza Italia ha faticato a sfondare, fermandosi a un modesto 5% delle preferenze. I numeri, in questo caso, raccontano una storia diversa: appena 427 voti raccolti in una piazza che storicamente è sempre stata sensibile alle istanze moderate e di centrodestra.

 

Com’è possibile che nel comune che fa da porta alla Penisola Sorrentina non si sia riverberato l'entusiasmo che sta gonfiando le vele del partito altrove? Le ragioni possono essere molteplici. Da un lato, il peso delle dinamiche locali e civiche, che spesso a Vico Equense tendono a cannibalizzare il voto di appartenenza ai partiti nazionali; dall’altro, una possibile distanza tra le strutture territoriali del partito e un elettorato che, pur restando nell'alveo del centrodestra, ha preferito altre sponde o si è rifugiato nell'astensionismo. Il contrasto è stridente: se da una parte Tajani riceve il mandato di guida autorevole da una base in forte espansione, dall'altra il dato di Vico Equense agisce come un campanello d'allarme. Indica che la "cura Tajani" e il richiamo dei valori azzurri hanno ancora zone d'ombra dove il messaggio non riesce a tradursi in consenso elettorale concreto. Per Forza Italia, la sfida del 2026 sarà proprio questa: riuscire a uniformare la crescita, trasformando i 100 mila nuovi iscritti in una forza capillare capace di riconquistare anche quei territori dove, come a Vico Equense, il simbolo azzurro oggi appare sbiadito rispetto ai fasti del passato. Se il partito vuole davvero consolidarsi come il perno moderato della politica italiana, non potrà prescindere dal recuperare terreno in quei comuni dove il 5% non può essere considerato un punto d'arrivo, ma una ferita da rimarginare.

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