Vico Equense - Ci sono storie che il tempo non può scalfire, vicende di eroismo silenzioso che riemergono dal passato per insegnarci il valore della libertà. È la storia di Franca Scaramellino, figlia di Vico Equense, e di suo marito Camillo Renzi, uniti in vita dalla passione civile e oggi, finalmente, riuniti nel ricordo e nel riconoscimento più alto dello Stato. Franca, classe 1909, era nata tra i profumi del borgo di Seiano. Figlia di un medico, la sua vita prese una svolta decisiva quando sposò Camillo Renzi, commissario di Polizia di origini irpine. Un uomo integerrimo, già responsabile della sicurezza dei Principi di Savoia. Dopo l'8 settembre 1943, davanti al bivio della storia, i coniugi Renzi fecero una scelta di campo: non fuggirono nella sicura Svizzera, ma restarono ad Aosta per sostenere la Resistenza contro l’occupazione nazifascista. Il tradimento, però, era in agguato tra le fila dei colleghi. Nel 1944 scattarono le manette: i due furono separati dai nazisti e deportati in Germania. Camillo finì nell’inferno di Dachau, Franca nel lager femminile di Ravensbrück. Quando i cancelli di Ravensbrück finalmente si aprirono nel 1945, Franca si ritrovò sola. Tornò in Italia con la Croce Rossa, portando nel cuore ferite che non si sarebbero mai rimarginate. Per decenni, nella sua Napoli, ha custodito il dolore in un silenzio dignitoso, senza mai risposarsi, aspettando un marito che non sarebbe mai tornato.
Franca è scomparsa nel 1991, ignorando fino all'ultimo l’esatto destino di Camillo, la cui fucilazione a Dachau è stata documentata solo nel 2000. Oggi, quella ferita della storia è stata parzialmente rimarginata dal gesto del Presidente Sergio Mattarella, che ha conferito la Medaglia al Merito Civile a entrambi i coniugi. Un atto che riconosce il sacrificio estremo di chi ha messo la patria e la libertà davanti alla propria vita. Il legame di Franca con la sua terra d’origine è rimasto intatto fino alla fine. Nonostante il lungo periodo vissuto a Napoli, ha scelto di tornare a casa: oggi riposa nel cimitero di San Francesco, a Vico Equense, a pochi passi da quella Seiano che tanto amava. A testimonianza della sua eredità morale, la sezione dell’ANPI della Penisola Sorrentina porta con orgoglio il suo nome. Franca Scaramellino non è più solo una testimone del dolore, ma un simbolo di resistenza e di amore eterno, una bussola etica per le nuove generazioni della Costiera.

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