martedì 9 febbraio 2016

Chiusura servizi oncologici, il Sindaco di Vico Equense scrive al Presidente della Regione e al Commissario Straordinario ASL Napoli 3

Benedetto Migliaccio
di Benedetto Migliaccio, Sindaco di Vico Equense 

Vico Equense - Si apprende da più voci che in data 4 febbraio u.s. presso la sede centrale ASL di Torre del Greco sarebbe stata decisa l’ unificazione dei servizi oncologici di Torre del Greco, Sorrento e Gragnano, con sede definitiva presso il P.O. di Castellammare di Stabia. La decisione, se reale, genera serie perplessità ed apprensione nella nostra comunità e nei malati che fruiscono dei servizi, in quanto abolisce un’ articolazione territoriale che garantisce i pazienti, e genera meccanismi di spesa che sembrano contrastare con le esigenze di razionalizzazione imposte dalla spending review. Infatti i costi certi ( non lievi) da affrontare per rendere operativa tale decisione, i tempi incerti (nel P.O. di Castellammare non sembra siano già disponibili gli spazi da riservare a tale servizio), e l’ ubicazione prescelta (è evidente l’ anomalia generata dalla concentrazione del servizio a pochi metri di distanza da altro servizio oncologico (privato) offerto da Villa Stabia) non fanno apparire comprensibile la scelta di attrarre in futuro il Servizio pubblico in un territorio già servito da altro servizio di Oncologia, lasciando da subito scoperte tutte le altre realtà oggi già servite. Infatti, in attesa degli ingentissimi investimenti e del reperimento degli spazi presso il P.O. di Castellammare, si avrà l’ immediata soppressione dei servizi di chemioterapia e somministrazione antiblastici attivi presso il Territorio, dislocandoli presso l’ ex P.O. di Gragnano, plesso completamente decentrato e non servito da trasporto pubblico soprattutto per i pazienti oncologici provenienti dall’ ambito sorrentino. Inoltre viene segnalato che Gragnano, a differenza dei locali di Sorrento, non è dotato dei requisiti indispensabili di sicurezza per i pazienti in corso di somministrazione di antiblastici (manca rianimazione ed Utic) e che le stanze e gli ambienti individuati di certo non sono a norma e che addirittura vi manca l’ areazione.


Infine con tale scelta viene chiuso il servizio di d.h. presso P.O. di Sorrento, che serve con soddisfacimento la collettività, dispone di ambienti certificati a norma, con fondi raccolti addirittura presso i pazienti oncologici ed arredi donati da case farmaceutiche, e che fruisce della affinata ed affidabile collaborazione con tutte le brache specialistiche del P.O. di Sorrento (rianimazione, utic, chirurgia, laboratorio analisi, radiologia). E gli effetti negativi non mancano da subito, essendo inoltre corso richieste di trasferimento di personale medico ed infermieristico di una specialista in oncologia, e di due addetti alla somministrazione di antiblastici. Si chiede, quindi, un cortese e sollecito cenno di riscontro alla presente istanza che intende tutelare i diritti e l’ accesso alle cure di pazienti particolarmente provati dalla difficile condizione in cui versano, che hanno peraltro collaborato attivamente per il raggiungimento degli attuali standard di assistenza posti in pericolo dalla scelta di cui sopra.

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