Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query ecomostro alimuri. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query ecomostro alimuri. Ordina per data Mostra tutti i post

martedì 9 settembre 2014

Vico Equense - Demolizione ecomostro di Alimuri. Antonio Elefante, assessore ai lavori pubblici risponde ai Vas

Antonio Elefante
Egregio direttore, 

sono smanioso di far conoscere il mio pensiero rispetto ad alcune ed insistenti dichiarazioni che più volte incontro e ricorrono sugli organi di stampa da parte di un signore che si chiama Franco Cuomo e che la stampa dice di rappresentare una associazione ambientalista di nome VAS. La prima volta che ho incontrato tale nome è accaduto nel mese di febbraio 2014 quando mi sono intensamente dedicato allo studio degli atti del mostro di Alimuri. Infatti, tra i tanti atti esaminati ho letto la sentenza del Consiglio di Stato 7549/2009 con la quale si rigettava il ricorso presentato nel lontano 2007 dalla associazione ambientalista VAS contro l’accordo di programma stipulato dalla Amministrazione Comunale , soc. SAAN srl , Ministero BB.AA. Regione, Provincia ed altri, nel 2007 per demolire l’ecomostro e delocalizzarlo in altro sito. Rimasi stupito dal fatto che il C.S. rigettò il ricorso perchè ritenne stonata (ed incompetente per difetto di legittimazione) l’azione della associazione ambientalista la quale con il ricorso presentato si opponeva, di fatto, alla demolizione dell’ecomostro di Alimuri. Infatti, il C.S. ritenne che l’associazione ambientalista era legittimata a ricorrere solo se opera in ragione dell’obbiettivo dell’interesse collettivo da tutelare e che è la difesa dell’ambiente e che in questo caso non appariva perseguita; Tutte le altre azioni, condotte contro gli atti amministrativi del comune furono ritenute prive di pregio potendo riconoscere nella VAS solo eventuale azione condotta a favore dell’ambiente e, certamente, la opposizione alla demolizione del manufatto ecomostro non è apparso in linea con la difesa ambientale. E’ evidente che la restante parte dell’azione , non avendo il Cuomo legittimazione ad agire è senza dubbio da attribuire ad una azione di carattere politico e non certamente di politica ambientalista.
 

mercoledì 8 luglio 2009

L' ecomostro di Alimuri ha 47 anni

Tre inchieste bloccano la demolizione

L' ecomostro di Alimuri ha 47 anni. Appena diciassette la sua ultima vittima: nel reparto di neurochirurgia del Cardarelli lotta per la vita da due giorni, ha lesioni alla testa e alla schiena. Rischia la paralisi, dopo il tuffo proibito dallo scheletro di cemento della spiaggia di Alimuri. Povero ragazzo, ogni estate ce n' è almeno uno che finisce all' ospedale. E riappare puntuale in cronaca uno scandalo che resiste a sospetti di abusi edilizi, accuse, inchieste dal 1962, quando il Comune di Vico Equense concesse una licenza folle, bloccata solo nel 1975 dalla Regione. Un albergo di cento camere da costruire su un ritaglio di sabbia tra il mare e la costa calcarea di Scutolo, che guarda Mèta di Sorrento e ripara la baia dai venti freddi. Il microclima consente bagni da febbraio a novembre. Possibile che solo ad Alimuri l' ecomostro non sia demolito? L' assessore regionale verde Gabriella Cundari non ci spera più. «Fu firmata una convenzione due anni fa. Ministro dell' Ambiente era Pecoraro Scanio, mi promise 300 mila euro per la messa in sicurezza. Sono insorti gli ambientalisti, non ho più tracce neanche di quei soldi. Deve decidere il nuovo governo». Ma proprio quell' accordo di programma, per una convenzione apparsa troppo generosa, ha salvato l' ecomostro. Fu definita a Roma il 19 luglio 2007 con il ministro Rutelli. Il rudere di cinque piani, 18 mila metri cubi su un' area di 2 mila metri, alto 16 metri doveva essere abbattuto. Ministero e Regione avrebbero pagato 600 mila euro, la "Sa.An" 500 mila. In cambio, la società avrebbe potuto costruire a Vico Equense un albergo di pari volume, 18 mila metri cubi. «È un premio in cemento ai privati che fanno abusi edilizi», reagirono gli ambientalisti. Le polemiche coltivarono i dubbi di tre Procure. Tre inchieste: a Roma (dove fu firmata la convenzione), a Napoli, sede della Regione, e a Torre Annunziata. Il dirigente Vittorio Pisani ha firmato il rapporto della Mobile: una valanga di pagine, dati e passaggi societari, che dopo Roma e Napoli confluisce nella Procura diretta da Diego Marmo, che aveva aperto per primo un fascicolo. A Torre Annunziata, oltre al procuratore aggiunto Raffaele Marino, la conduce il pm Mariangela Magariello. Una indagine complessa, ipotesi di reato abuso d' ufficio e falso: faldoni alti quasi quanto l' ecomostro, ma con un destino segnato. L' archiviazione. L' inizio delle tre inchieste coincide infatti con la fine del progetto. Ed è il trionfo dell' ecomostro. Avrà lunga vita, perché? È rilevato il 12 giugno 1988 da "La Conca srl", notaio Antonino De Rosa, valore 240 milioni di lire. Capofila Irene Capuano. È la nonna materna di Anna Normale. Un particolare ininfluente. Ma Anna Normale è nella "Sa.An." che acquista il 9 dicembre 1993 la struttura. Per 2,7 miliardi di lire. È legata a tutta la famiglia Normale. Passa il tempo, aumenta il valore dell' albergo in costruzione, il 27 ottobre 2006 subentra "Sica srl", amministratore unico Margherita Masullo, soci Anna, Irene e Paolo Normale. Niente di strano. Ma i fari si accendono, forse per esposti anonimi o inimicizie di partiti, quando si apprende che Anna Normale è moglie di Andrea Cozzolino, assessore regionale alle Attività produttive, primatista alle ultime Europee. «Io non voglio sapere perché sono state aperte le inchieste e a che cosa mirano. So che tutto si è bloccato. Io voglio la demolizione di Alimuri e un albergo, Vico Equense ne ha urgente bisogno per accogliere i turisti in questo mio meraviglioso Comune», protesta Gennaro Cinque, sindaco del Pdl. Ma avverte: «Non faccio demolire il rudere finché non si apre il cantiere dell' albergo». Non si muove una pietra, invece. La demolizione prelude ad una costosa bonifica, prima che sia montato uno stabilimento balneare con struttura mobile. Niente bonifica, niente lido e niente demolizione di uno scheletro su una roccia infida: si sfalda. Quando i ragazzi vanno a tuffarsi, violando cartelli di divieti e bucando le tre recinzioni, si staccano massi. Manca la piattaforma di appoggio, e precipitano sugli scogli o violentemente in mare. Ieri l' ecomostro era deserto. «Purtroppo lo choc per l' ultimo incidente dura poco, i tuffi riprenderanno, non ci illudiamo», insorge Antonio Cafiero, sua "La Conca", lido e ristorante, un' oasi tutelata da Slow Food. È la sentinella di Alimuri. «L' ecomostro sembra invincibile. E fa vittime. È la natura che si ritorce contro l' uomo che la offende». Avrà letto Sepùlveda. (Antonio Corbo la Repubblica)

giovedì 13 novembre 2014

Conferenza stampa di presentazione del progetto di demolizione dell'Alimuri. La satira dell'Ingegnere... L’ecomostro di Alimuri: il passato e il futuro

Antonio Elefante
di Antonio Elefante, assessore ai lavori pubblici 

Vico Equense - Era il 22 nov. 1963 e J.F. Kennedy veniva assassinato a Dallas ma, appena il giorno dopo, il Soprintendente ai BB.AA. di Napoli rilasciava la autorizzazione ambientale per realizzare una splendida e ridente costruzione sul mare, nella baia di Alimuri del Comune di Vico Equense. Era il marzo del 1964 e la canzone vincitrice della sesta edizione dello Zecchino d’Oro era Il pulcino ballerino, e contemporaneamente il Comune di Vico Equense rilasciava la licenza edilizia ad alcuni intraprendenti sorrentini. I lavori non iniziarono, ma nel frattempo a settembre del 64 nasceva Monica Bellucci e ad ottobre veniva inaugurata l’autostrada più grande d’Italia e a dicembre Martin Luter King riceveva il premio Nobel per la Pace. Nel luglio del 1964 il Comune di Vico Equense approvava un piano regolatore che rendeva assolutamente inedificabile l’area di Alimuri ; ma resterà solo un suggerimento! I lavori di costruzione iniziarono nel marzo del 1965 giusto in tempo (o forse no!) per non perdere la licenza, ma poco importa! Intanto i lavori non proseguirono o per qualche ripensamento o forse perché la fogna in costruzione intralciava i lavori, o viceversa. Nel frattempo a gennaio moriva Winston Churcill, a febbraio Stan Laurel e ad agosto Le Corbusier, il maestro del Movimento Moderno e il padre dell’urbanistica contemporanea. Ad agosto del 1967 e poi di nuovo ad agosto del 68 i proprietari, forse dispiaciuti di aver chiesto di realizzare un edificio troppo grande, chiedono di farne uno più piccolo e di rinnovare la licenza ( ma allora non erano iniziati i lavori o no? boh!). Fatto sta che adesso fanno sul serio e cominciano a costruire. Intanto il 12 giugno 1967 la Russia spediva la prima sonda su Venere, il 3 dicembre Barnard eseguirà il primo trapianto di cuore su un essere umano e ad aprile del 68 veniva assassinato Martin Luter King e il 6 giugno anche Bob Kennedy. Nel frattempo qualcosa si muoveva e la Soprintendenza scoprirà che la autorizzazione paesaggistica era scaduta, ma il Ministero della Pubblica Istruzione nel 1972 dirà che… va bene lo stesso... (sic!).
 

mercoledì 25 marzo 2015

Dall`ecomostro ai pini di Aleppo torna la bellezza

Fonte: Ciriaco M. Viggiano da Il Mattino 

Meta - Otto esemplari di pino d'Aleppo al posto di 18mila metri cubi di cemento: nella penisola sorrentina assassinata dall'abusivismo edilizio la rinaturalizzazione della cava di Alimuri celebra il trionfo del verde sul mattone selvaggio. Conclusa la fase di rimozione dei detriti dell'ecomostro, i tecnici del Comune di Vico Equense e gli esperti del Wwf penisola sorrentina hanno piantato otto pini d'Aleppo a breve distanza dal mare e dallo scoglio del Cavaliere. Proprio dove, fino alle 13.48 del 30 novembre scorso, si stagliava una delle costruzioni più brutte e fatiscenti d'Italia. Della rinaturalizzazione della zona di Alimuri si era discusso per la prima volta m sede di conferenza dei servizi. In quell'occasione Antonio Elefante, assessore ai Lavori pubblici di Vico Equense e principale artefice dell'abbattimento dell'ecomostro, aveva ipotizzato la piantumazione di essenze autoctone con due obiettivi: favorire la rinascita dell'area e lasciare un segno dopo la demolizione-show del 30 novembre. Successivamente gli esperti del Wwf avevano effettuato un sopralluogo e uno screening delle specie della macchia mediterranea presenti nella zona. A dispetto di siccità, esposizione al vento, salsedine, moto ondoso, scarso substrato in rocce, calcinacci e di tutte le altre condizioni avverse, gli ambientalisti aveva riscontrato la presenza di decine di arbusti ed erbe: non solo mirto, alaterno, lentisco, ginestra, euforbia, cineraria, rosmarino, alisso, ma anche alberi quali orniello, fico e robinia.
 

lunedì 10 marzo 2014

Ecomostro Alimuri, Comune di Vico allo scoperto: c'è il piano per la demolizione

Vico Equense - Ecomostro Alimuri, il Comune di Vico Equense esce allo scoperto per la demolizione. C’è un atto di indirizzo per giungere nel più breve tempo possibile all’abbattimento dello scheletro di cemento che deturpa il litorale. In tal senso, l’amministrazione comunale ha convocato una conferenza stampa. Appuntamento fissato per mercoledì, alle 10.30, in municipio. «E’ stato adottato un importantissimo atto politico e di indirizzo relativamente alla storica vicenda della demolizione dell’Ecomostro di Alimuri - si legge in una nota diffusa dall’ente -. In considerazione dell’altissimo interesse che riveste l’argomento e soprattutto la delineata possibilità di poter procedere rapidamente alla demolizione della costruzione che deturpa il paesaggio della penisola sorrentina da quasi 50 anni, si ritiene doveroso rendere pubblica questa iniziativa. L’iniziativa, rispetto ai molteplici fallimenti incassati per il passato, oggi pone il suo fondamento su dati del tutto innovativi e sorprendenti grazie ai quali è possibile dare avvio ad un percorso amministrativo che sortirà in brevissimo tempo, con la serietà e la concretezza necessaria, il tanto auspicato raggiungimento dell’obbiettivo della demolizione dell’Ecomostro di Alimuri». (Fonte: Salvatore Dare da Metropolis)

giovedì 27 novembre 2014

Ecomostro Alimuri: Legambiente, una maglietta per festeggiare l'abbattimento

Vico Equense - E cinque. Dopo le villette abusive di Eboli, il Fuenti, il Villaggio Coppola Pineta Mare e gli scheletri di Montecorice nel Cilento, finalmente va giù un altro storico ecomostro censito da Legambiente. Conto alla rovescia per abbattimento dell'ecomostro di Alimuri di Vico Equense, in penisola sorrentina previsto per domenica 30 novembre. L'abbattimento di Alimuri arriva dopo 14 anni dal primo blitz targato Goletta Verde di Legambiente e a distanza di oltre un anno dall' abbattimento dell'ultimo ecomostro gli scheletri di cemento armato di Montecorice nel cilento avvenuto nel luglio del 2013. "L'abbattimento di Alimuri - commenta Rossella Muroni, direttrice nazionale Legambiente- è una bella notizia dopo anni di battaglia, dopo decine di blitz estivi della nostra Goletta Verde. La demolizione di uno degli ecomostri più noti in Italia, in uno dei luoghi più belli della Campania, rappresenta una pagina importante per la tutela dell'ambiente e contro l'abusivismo edilizio. L'abbattimento dello scempio in penisola sorrentina deve essere d'esempio e stimolo per nuove demolizioni affinché amministratori e cittadini si ricordino che quella spiaggia libera e quello scoglio da cui ci si può di nuovo affacciare sono stati a lungo "rubati" e oggi riconquistati e riconsegnati al Paese". Per l'occasione Legambiente ha stampato una nuova maglietta firmata con la foto dello scheletro di Alimuri e con la parola Abbattuto che andrà ad arricchire la collezione dell'associazione ambientalista dedicata agli Ecomostri caduti giù. La maglietta sarà indossata domenica mattina dai volontari di Legambiente che saranno presenti alla demolizione e che così rivendicheranno la vittoria di una battaglia di tutta l'associazione, del circolo locale e regionale, dei numerosi blitz compiuti con Goletta Verde e di tutti coloro che hanno lottato anni perché lo scempio fosse abbattuto.

mercoledì 31 dicembre 2014

Meta. «Alimuri Amarcord», documentario sullo scempio

Fonte: Ciriaco M. Viggiano da Il Mattino

Meta - Foto d’epoca, interviste inedite e spezzoni di pellicole girate ad Alimuri. Poi la vicenda dell’ecomostro, raccontata non solo da politici e ambientalisti, ma soprattutto dai metesi che hanno visto quell’obbrobrio venire su e poi sbriciolarsi. C’è questo e molto di più in «Alimuri Amarcord», il film-documentario prodotto dall’Endas Associnema, da Metafilm e da Telestreet Arcobaleno. In 60 minuti, il cortometraggio ripercorre la storia della spiaggia di Alimuri e dell’ecomostro a partire dagli anni Sessanta. Da quando cioè il regista Vittorio Cottafavi volle ambientare il film «Ercole alla conquista di Atlantide» proprio dove, di lì a poco, sarebbe iniziata la costruzione dell’albergo-fantasma abbattuto il 30 novembre scorso. Alle riprese parteciparono decine di metesi nelle vesti di comparse e controfigure: gli stessi che hanno atteso 50 anni per vedere il litorale libero dall’ecomostro e che adesso vestono nuovamente i panni degli attori. «Si tratta del primo film partecipato mai girato in costiera – sottolinea il coordinatore del progetto Antonio Volpe – Abbiamo dato spazio a decine di registi, fotografi e gente comune che hanno seguito da vicino l’evoluzione della spiaggia di Meta». Davanti alle telecamere scorrono le immagini della demolizione dell’ecomostro, arricchite dai contributi della modella e attrice Raffaella Panico, del ristoratore Antonio Cafiero, del fotografo Luigi De Pasquale, dello storico locale Eugenio Lorenzano, dell’esperto di nautica Enzo De Pasquale e di tanti altri metesi.


venerdì 30 maggio 2014

Così sarà la baia di Alimuri senza l'ecomostro

Vicini alla demolizione del manufatto che sorge sul tratto di costiera sorrentina. L'operazione costerà 532.883 euro 

Fonte: Fabrizio Geremicca da Il Corriere del Mezzogiorno 

Vico Equense - Costerà 532.883 euro la demolizione dell’ecomostro di Alimuri. Il comune di Vico Equense ha approvato il progetto preliminare finalizzato ad eliminare lo scheletro di albergo, di proprietà degli imprenditori Normale, che insiste nella conca tra Vico e Meta. E’ il primo atto concreto dopo la sconfessione, da parte dell’amministrazione, dell’accordo del 2007. Quello sottoscritto dai Normale, dal ministro Rutelli, dalla Regione e dal Comune stesso, che consentiva ai privati, in cambio della mancata opposizione alla demolizione, di edificare le medesime cubature in altra zona di Vico.
SETTE ANNI FA - Intesa, quella di 7 anni fa, molto favorevole alla proprietà e che aveva provocato furibonde polemiche. Era stata giustificata sulla base del presupposto che le licenze ottenute alla fine degli anni sessanta dai proprietari fossero legittime. Recentemente, però, l’assessore Antonio Elefante, che nella giunta vicana ha una specifica delega all’ecomostro, ha annunciato di avere scoperto che la struttura edificata 40 anni fa e rimasta incompleta e’ in realtà diversa da quella autorizzata all’epoca: più piccola e difforme. Il Comune a marzo 2014 ha reso noto, dunque, che avrebbe proceduto alla demolizione del rudere senza alcuna contropartita per i privati, essendo l’Alimuri una opera abusiva e pertanto sussistendo le condizioni perché lo si acquisisse al patrimonio. Contro l’annullamento dell’intesa del 2007 i proprietari dell’ecomostro – uno dei soci è Anna Normale,la moglie dell’europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino - hanno presentato ricorso al tar. Il Comune, però, va avanti ed ora c’è il progetto preliminare di demolizione, realizzato dall’ingegnere Paola Di Maio.
 

domenica 30 novembre 2014

Demolizione ecomostro di Alimuri, il mondo ci guarda

Vico Equense - Poche ore di vita per l’ecomostro di Alimuri. Un evento che ha richiamato più di 80 tra testate giornalistiche e televisioni. Prevista la diretta Sky e della Rai, ci sono anche le telecamere straniere della BBC e CNN, che hanno chiesto di essere accreditate per seguire in diretta l’evento della demolizione. Con il termine ecomostro si vuole indicare un edificio o un complesso di edifici considerati gravemente incompatibili con l’ambiente naturale circostante, prevalentemente riguardo all’impatto visivo. Nel caso specifico si tratta della struttura scheletrica in cemento di quello che negli anni’60 doveva diventare un albergo di lusso inizialmente da 100 camere e poi, da 50 con piscina e campo da golf ed ora è solo un rudere cadente. I lavori vennero sospesi e ripresi più volte per poi, essere bloccati del tutto perché ritenuti non conformi alle autorizzazioni rilasciate. Alla fine in seguito ad una dura battaglia giudiziaria e ambientalista si è giunti finalmente a determinarne l’abbattimento. Dal 1986 la fatiscente struttura era stata lasciata a se stessa in uno stato di sospensione in attesa che venissero predisposte tutte le procedure amministrative per arrivare all’abbattimento. Il complesso turistico di proprietà della società SAAN srl doveva sorgere sulla spiaggia di Alimuri. La sua demolizione avverrà in maniera scientifica con il ricorso a 1.200 microcariche da 50 grammi collegate in maniera mirata alle fondamenta. In questo modo deflagrando faranno collassare la struttura su se stessa. Con l’abbattimento del mostro di Alimuri diventano cinque gli ecomostri abbattuti negli ultimi anni in Campania e censiti da Goletta Verde di Legambiente. Gli altri già abbattuti sono le villette abusive di Eboli, il Fuenti, le torri del Villaggio Coppola Pineta Mare e gli scheletri di Montecorice nel Cilento. Il costo dell’abbattimento dell’ecomostro di Alimuri è stato stimato sui 240 mila di euro tutti a carico della proprietà della struttura. Un operazione ritenuta importante per liberare un’area paesaggisticamente meravigliosa da una struttura inutile e fatiscente. All’abbattimento seguirà poi, una fase di messa in sicurezza del costone per permettere poi, la rimozione delle macerie e il ripristino dello stato dei luoghi. L’area anche a seguito della demolizione dell’ecomostro resterà di proprietà privata della società SAAN srl.

sabato 29 agosto 2015

Alimuri, ricorso contro il Comune di Vico

La storia infinita dell`ecomostro abbattuto. I proprietari della struttura si ritengono danneggiati. L'ente locale pronto alla disputa legale

Fonte: Fabrizio Geremicca da Il Corriere del Mezzogiorno

Vico Equense - Alimuri, la storia infinita. Chi si illudeva che la vicenda dell'ecomostro, realizzato alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso lungo la costa tra Vico Equense e Meta di Sorrento, ma mai completato, fosse andata definitivamente in archivio con la demolizione del 30 novembre dello scorso anno, si sbagliava, n prossimo 22 ottobre, infatti, il Tar Campania dovrà pronunciarsi nel merito sul ricorso presentato da «Sica», la società proprietaria dell'immobile abbattuto, che fa capo a Paolo ed Anna Normale (moglie quest'ultima dell'euro parlamentare Pd Andrea Cozzolino) ed alla signora Margherita Masullo (suocera di Cozzolino) contro l'ordinanza di demolizione che fu emessa dal comune di Vico Equense a marzo ed è stata eseguita a fine novembre 2014. Quel provvedimento, che invano «Sica» aveva tentato di bloccare con una richiesta di sospensiva, per due volte respinta dal tribunale amministrativo regionale, si fondava sul presupposto che la struttura realizzata in base alla concessione degli anni Sessanta, circa vent'anni prima che l'ecomostro incompleto e già semidiroccato fosse acquistato dalla famiglia Normale, fosse illegittima perché diversa, per forma e dimensione, rispetto a quella autorizzata. Undici mesi dopo la demolizione dell'Alimuri,
 

martedì 11 marzo 2014

Mostro di Alimuri, varato il piano speciale per la demolizione

Fonte: Ilenia De Rosa da Il Mattino 

Vico Equense - L’ecomostro di Alimuri verrà abbattuto. Questa volta si fa sul serio. Ad affermarlo è stato il sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque che ha convocato una conferenza stampa per domani, alle 10,30 presso la nuova casa comunale. «Venerdì scorso è stato adottato un importantissimo atto politico e di indirizzo – ha spiegato il sindaco - relativamente alla storica vicenda. Adesso vi è la possibilità di poter procedere rapidamente alla demolizione della costruzione che deturpa il paesaggio della penisola sorrentina da quasi 50 anni». Si sta delineando, dunque, la fine per una telenovela a puntate che sembrava non giungesse mai a termine. «L’iniziativa, rispetto ai molteplici fallimenti incassati per il passato – ha aggiunto il sindaco Cinque - oggi pone il suo fondamento su dati del tutto innovativi e sorprendenti grazie ai quali è possibile dare avvio a un percorso amministrativo che sortirà in brevissimo tempo, con la serietà e la concretezza necessaria , il tanto auspicato raggiungimento dell’obbiettivo della demolizione dell’ecomostro di Alimuri». Dello scheletro in cemento che fa rabbia ad ambientalisti e amanti del territorio se ne parla armai da anni. Risale a pochi mesi fa la sentenza del Tar della Campania che aveva bocciato l’accordo Rutelli, secondo il quale l’ecomostro doveva essere demolito e al suo posto sarebbe stata costruita una nuova struttura alberghiera.
 

giovedì 13 novembre 2014

Ecomostro di Alimuri, cinquant’anni di storia

Presentato questa mattina 13 novembre il progetto di demolizione dell’Alimuri. Lo scheletro di cemento il 30 novembre 2014 sarà ridotto in frantumi con una tecnica che prevede l’utilizzo di micro-cariche. Il Sindaco Gennaro Cinque: “Oggi vince la tutela ambientale sulla cementificazione selvaggia” 

Vico Equense - La campagna per la difesa del paesaggio messa in campo dall’Amministrazione comunale del Sindaco Gennaro Cinque, segna una tappa decisiva: la presentazione del progetto che spazzerà via 18 mila metri cubi di cemento che deturpano una delle spiagge più belle della penisola sorrentina. L’abbattimento è atteso per il 30 novembre, come annunciano il Sindaco Gennaro Cinque, il Vice Sindaco Benedetto Migliaccio e l’Assessore ai lavori pubblici Antonio Elefante, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto di demolizione dell’immobile ritenuto illegittimo perché non conforme alle autorizzazioni rilasciate originariamente. A rilevare l’illegittimità è stato l’Assessore Elefante, che sin dall’inizio del suo insediamento nell’esecutivo del Sindaco Cinque si è occupato, con una delega specifica, del manufatto che da decenni deturpa il litorale vicano al confine con Meta. "Io credo – commenta Antonio Elefante - che la demolizione dell'Alimuri non debba avere alcun colore politico o di parte; non è la vittoria degli ambientalisti, né quella dei costruttori pentiti, ma è semplicemente il successo di tutti quelli che credono nei valori assoluti. La circostanza che questo sia stato possibile grazie all’intraprendenza e all’esperienza di un ingegnere definito “costruttore”, vuol rappresentare ancor più un messaggio e un insegnamento per le generazioni future che devono comprendere che la tutela del nostro ambiente e del nostro paesaggio deve camminare di pari passo con lo sviluppo sostenibile".  

martedì 20 gennaio 2015

Alimuri, cancellate le ultime tracce dell'ecomostro

Fonte: Ilenia De Rosa da Il Mattino

Vico Equense - Un cumulo di macerie, macchine al lavoro e il litorale finalmente libero da scheletri di cemento. E’ lo scenario che si può osservare in questi giorni presso la baia di Alimuri. Da pochi giorni è cominciata la terza fase prevista dal programma di demolizione dell’ecomostro: la frantumazione dei resti. «Concluse le operazioni di disgaggio massi dal costone – spiega Antonio Elefante, assessore all’urbanistica del Comune di Vico Equense –adesso si è passati alla polverizzazione del materiale. Tutto sta procedendo secondo i piani. Tra 10 giorni le attività saranno terminate». L’ecomostro non c’è più e tra meno di due settimane non ce ne sarà nemmeno la traccia. Il simbolo della cementificazione selvaggia, senza regole e senza rispetto per l’ambiente, è stato cancellato per sempre. L’Alimuri era una struttura di 18mila metri cubi realizzata in un'area di alto valore paesaggistico, destinata a diventare un albergo di lusso con 150 camere. Risale al novembre del ’63 l’autorizzazione ambientale rilasciata ai proprietari del suolo dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici. La licenza edilizia è arrivata l’anno successivo. Poi l’inizio dei lavori, a cui hanno fatto seguito sospensioni, ritardi fino ad arrivare allo stop definitivo. Lo scheletro di cemento è rimasto in uno dei più suggestivi angoli della penisola sorrentina per mezzo secolo, figurando anche nella Top five 2014 degli ecomostri nazionali stilata da Legambiente. Molte sono state le strade intraprese negli anni per mettere fine alla storia Alimuri. Un tentativo di risoluzione della vicenda risale al 2007. In quell’anno è stato firmato un accordo tra Saan srl, società proprietaria dell’immobile, ministero dei Beni culturali, Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Vico Equense, secondo il quale alla demolizione avrebbe dovuto far seguito la costruzione di una struttura dello stesso volume su un sito da individuare: 18mila metri cubi di cemento su un’altra area, sempre a Vico Equense. Poi non si è fatto più nulla.
 

martedì 10 giugno 2014

Ecomostro Alimuri, il Comune accelera

Il sindaco affida l’incarico a un geologo per la procedura di abbattimento 

Fonte: Josè Astarita da Metropolis 

Vico Equense - Il conto alla rovescia per demolire finalmente l’ecomostro di Alimuri continua. E arriva a un punto cruciale. Il Comune di Vico Equense ha incaricato un geologo di studiare la procedura che costerà all’ente circa 300mila euro. Dopo anni di battaglie, carte bollate, avvocati e sentenze, l’amministrazione fa un nuovo passo verso la strada maestra che porterà all’abbattimento come annunciato pochi mesi fa dal neo assessore ai lavori pubblici Antonio Elefante. In tal senso, la giunta dell’ente guidato dal sindaco Gennaro Cinque è pronto a individuare un geologo che dovrà predisporre un’apposita perizia necessaria per indire l’appalto per le opere di demolizione della struttura di proprietà della società Sica srl. La ricerca del tecnico qualificato si è resa necessaria perché nella pianta organica dell’amministrazione non è presente nessuna figura con le caratteristiche ricercate dal Comune di Vico Equense. Tutto fatto in tempi rapidi. Sì, perché alla proposta fatta ha risposto presente il geologo Ugo Ugati. Una scelta che è stata possibile anche grazie alla quota che verserà l’ente al professionista. Circa 2mila euro. L’esiguità della somma ha consentito all’ente di provvedere a una chiamata diretta, perché la spesa risulta inferiore ai 20mila euro stabiliti come parametro dalla legge che prevede un bando.
 

mercoledì 26 novembre 2014

Ecomostro Alimuri, conto alla rovescia

Dopo anni di battaglie il 30 novembre lo scempio di Alimuri verrà abbattuto. Una pagina importante per la tutela dell'ambiente e contro l’abusivismo edilizio

Vico Equense - “Dopo le villette abusive di Eboli, – si legge sul sito di Legambiente - il Fuenti, il Villaggio Coppola Pineta Mare e gli scheletri di Montecorice nel Cilento, finalmente va giù un altro storico ecomostro censito da Legambiente in Campania. Conto alla rovescia per abbattimento dell'ecomostro di Alimuri di Vico Equense, in penisola sorrentina previsto per domenica 30 novembre. L'abbattimento di Alimuri arriva dopo 14 anni dal primo blitz targato Goletta Verde di Legambiente e a distanza di oltre un anno dall'abbattimento dell'ultimo ecomostro: gli scheletri di cemento armato di Montecorice, nel cilento, avvenuto nel luglio del 2013. E' una bella notizia – continua Legambiente - dopo anni di battaglie, dopo decine di blitz della Goletta Verde.La demolizione di uno degli ecomostri più noti in Italia, in un tratto di costa tra più belli della Campania, rappresenta una pagina importante per la tutela dell'ambiente e contro l’abusivismo edilizio. Un luogo a lungo sfregiato, rubato, verrà restituito al Paese.”

domenica 30 novembre 2014

La fine di un ecomostro dopo oltre cinquant’anni di attesa

Gennaro Cinque: “Oggi ha vinto la tutela dell’ambiente” 

Vico Equense - La campagna per la difesa del paesaggio messa in campo dall’Amministrazione comunale di Vico Equense, segna una tappa determinante: la demolizione dell’imponente struttura nella baia di Alimuri. Alle 13.30, di oggi, sono stati spazzati via 18 mila metri cubi di cemento dell’albergo mai ultimato. “Oggi ha vinto la tutela dell’ambiente. Una bella lezione per tutti i nemici del paesaggio, i cementificatori delle coste e gli speculatori senza scrupoli. La demolizione di uno degli ecomostri più noti in Italia, rappresenta il ripristino della legalità in uno degli angoli più belli della penisola sorrentina”, così ha commentato il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque, l’abbattimento di un simbolo della lotta all’abusivismo edilizio. Lo scheletro dell'ecomostro di Alimuri dal 1964 ferisce una delle baie più belle del golfo di Napoli, nel pieno della penisola sorrentina. Si trova sulla costa di Vico Equense, e nelle intenzioni di chi lo costruì, aveva la pretesa di essere un grande albergo quasi sul pelo dell’acqua. Cento camere, piscina olimpionica, minigolf. La tormentata storia dell’ecomostro di Alimuri, cominciata mezzo secolo fa, si conclude oggi con la demolizione dell’immobile ritenuto illegittimo perché più piccolo rispetto a quello progettato. La scoperta che il rudere non rispetta la licenza edilizia originaria è stata fatta dall’Assessore Antonio Elefante, che sin dall’inizio del suo insediamento nell’esecutivo del Sindaco Cinque si è occupato, con una delega specifica, del manufatto che da decenni deturpa il litorale vicano al confine con Meta. In tutti questi anni sono stati fatti numerosi tentativi da parte di vari enti per giungere al traguardo della demolizione, tutti andati a vuoto. In realtà è stata seguita una strada sbagliata poiché basata su un presupposto falso. Si è sempre cercato l’accordo con i proprietari, dando per scontata la legittimità dell’opera.
 

domenica 9 novembre 2014

Ecomostro Alimuri: demolizione il 30 novembre, eppure c'è chi dice no…

Antonio Elefante
Vico Equense - È fissata per giovedì 13 novembre 2014, alle ore 10.30, nella Sala Polifunzionale del Complesso Monumentale della Santissima Trinità e Paradiso la conferenza stampa di presentazione del progetto di demolizione del rudere di Alimuri. Nessun intoppo sulla tabella di marcia. Nessun ritardo rispetto agli annunci. Nessun posticipo dell’avvio degli interventi tanto attesi dalla comunità. Il D-day è ufficialmente confermato: il 30 novembre inizierà l’abbattimento dell’Ecomostro di Alimuri, lo scheletro di cemento che da oltre cinquant’anni “domina” la baia divisa tra Meta e Vico Equense. Saranno piazzate delle microcariche per avviare la demolizione del rudere. Un obiettivo importante, quello dell’addio all’Ecomostro, vicinissimo e su cui si è sempre battuto in prima linea l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Vico Equense, l’ingegnere Antonio Elefante. Eppure c’è un fronte ambientalista che sta cercando di ostacolare l’operazione, addirittura raccogliendo firme con una petizione e stamattina su facebook l’Assessore ha affidato queste brevi considerazioni agli amici del social: “Miei cari sono orgoglioso di aver lavorato in questi mesi per raggiungere un nobile obbiettivo...il 30 novembre ci sarà una festa grande per celebrare il riscatto da 50 anni bui che hanno contraddistinto la storia dell' ecomostro di alimuri...il 30 novembre è un giorno di festa per assistere alla sua demolizione…ma un mio amico mi dice di fare attenzione agli stupidi…e già!" A Vico Equense, continua Antonio Elefante, un gruppo di persone raccoglie firme e vorrebbe fare una manifestazione per poter evitare che ciò accada, ivi compreso il presidente di un'associazione ambientalista locale...

martedì 26 novembre 2024

Vico Equense. Paesaggi restituiti: L’esempio dell’ecomostro di Alimuri a dieci anni dalla sua demolizione

Il Soprintendente Mariano Nuzzo “Un impegno per la tutela del paesaggio” 

Vico Equense - La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli organizza il convegno “Paesaggi restituiti: L’esempio dell’ecomostro di Alimuri a dieci anni dalla sua demolizione”, che si terrà sabato 30 novembre 2024 presso la Sala delle Colonne dell’Istituto SS. Trinità e Paradiso di Vico Equense. L’evento celebra il decennale della demolizione dell’ex albergo sul mare nella baia di Alimuri, un caso emblematico di abuso edilizio e degrado ambientale. “Celebrare la demolizione dell’ecomostro di Alimuri non significa solo guardare al passato, ma porre l’accento sull’importanza della tutela del paesaggio, che è una delle nostre priorità assolute. Vogliamo sensibilizzare le comunità locali e professionisti del settore a considerare il paesaggio non solo come un bene da proteggere, ma come una risorsa da valorizzare, per consegnarlo integro e rigenerato alle generazioni future” il commento del Soprintendente Mariano Nuzzo. La demolizione controllata con micro cariche detonanti, realizzata nel 2014, rappresenta uno dei più importanti interventi nella salvaguardia del territorio nazionale. L’edificio, costruito negli anni ’60 in violazione alle normative urbanistiche e paesaggistiche, è stato abbattuto con tecniche demolitive non tradizionali, ponendo particolare attenzione alla sicurezza e all’impatto ambientale. L’incontro sarà un’occasione per riflettere sulle buone pratiche di tutela e valorizzazione del paesaggio, traendo insegnamenti utili per affrontare sfide simili in futuro.

 

mercoledì 20 febbraio 2008

Dubbi sull’accordo

Vico Equense - Un dossier in Procura per avanzare dubbi sull’accordo per l’abbattimento dell’ecomostro di Alimuri. Lunedì Tommaso Sodano, presidente della Commissione ambiente del Senato, sottoporrà al procuratore capo di Torre Annunziata, Diego Marmo, una nutrita documentazione sulla vicenda dello scheletro di Marina di Alimuri, l’albergo di cinque piani di proprietà della società «Sa.An». Sul tavolo della magistratura finirà anche la lettera di Pietro Giuliano Cannata, segretario generale dell’Autorità del bacino del Sarno, che ricorda che «il costone roccioso in località di Alimuri ricade in area P4, in zona, cioè, a pericolosità molto elevata». In pratica, il suo è un parere negativo all’accordo siglato lo scorso luglio al ministero delle Attività culturali, che prevede la possibilità per la «Sa.An.» di realizzare uno stabilimento balneare dopo la demolizione dello scheletro. «Per l'ecomostro di Alimuri si sta tentando il colpo di mano – spiega Sodano - Nell’ottobre scorso, è stata presentata un'interpellanza di 33 parlamentari, a cui aveva risposto il governo in aula sottolineando la necessità di un ulteriore approfondimento per verificare se vi fossero le condizioni per un accordo più vantaggioso per lo Stato. Non si capisce, invece, la fretta che oggi il ministro delle Attività culturali sta imprimendo all'operazione, facendo passare in conferenza di servizi un accordo che è tutto nell'interesse dei proprietari della struttura abusiva». Il riferimento è alla conferenza di servizi che doveva tenersi lunedì al Comune di Vico Equense (convocata in origine per dare via libera al consolidamento del costone di Alimuri) e poi rimandata perché non erano state invitate tutte le autorità competenti. «Su pressione del ministero delle Attività Culturali e della Sa.An. – dice il senatore - all'ordine del giorno della conferenza dei servizi era stato inserito, in tutta fretta, anche il progetto della Saan stessa, un progetto molto discutibile, in cui vengono favoriti i proprietari, tra l'altro legati a un assessore regionale». E ancora: «È inconcepibile – tuona il parlamentare - che in cambio dell'abbattimento alla società sia concessa anche la possibilità di costruire un nuovo ecomostro da 18mila metri cubi in un altro punto di Vico Equense. La cosa è più assurda se si considera che la demolizione dell'ecomostro sarà in gran parte a carico dello Stato e della Regione». Sul contestato procedimento di convocazione della conferenza dei servizi, il Comune di Vico Equense replica con il vicesindaco Giuseppe Dilengite: «Inutile fare il processo alle intenzioni. L’amministrazione ha solo raccolto l’invito del ministero. Non è detto che in conferenza passi l’accordo sulla realizzazione del progetto della Sa.An: è nostra intenzione rispettare la destinazione urbanistica del sito». (il Mattino)

martedì 24 febbraio 2015

Alimuri Amarcord

La demolizione dell' ecomostro di Alimuri e la storia della spiaggia nel ricordo dei suoi abitanti 

Vico Equense - “Alimuri Amarcord”, il primo film “partecipato” della penisola sorrentina, una produzione del Circolo Endas-Metafilm-Telestreet-Sorrento News, con il patrocinio dell’Amministrazione di Meta, sarà presentato domani, mercoledì 25 febbraio, alle 17,30, nella sala polifunzionale della SS. Trinità e Paradiso. In 60 minuti, il cortometraggio ripercorre la storia della spiaggia di Alimuri e dell’ecomostro a partire dagli anni Sessanta. Da quando cioè il regista Vittorio Cottafavi volle ambientare il film «Ercole alla conquista di Atlantide» proprio dove, di lì a poco, sarebbe iniziata la costruzione dell’albergo-fantasma abbattuto il 30 novembre scorso. Alle riprese parteciparono decine di metesi nelle vesti di comparse e controfigure: gli stessi che hanno atteso 50 anni per vedere il litorale libero dall’ecomostro e che adesso vestono nuovamente i panni degli attori. Seguirà una tavola rotonda sull'importanza del cinema e della televisione nella conservazione della memoria storica dei nostri luoghi, con la partecipazione di Vincenzo Perone giornalista Rai, che curò la diretta dell'abbattimento dell’ecomostro, Giuseppe Alessio Nuzzo direttore del "Social World Film Festival", Raffaele Lauro ex senatore e Antonio Volpe docente di Storia e filosofia presso il Liceo "Virgilio" di Meta. Per l'occasione sarà presentato anche il libro della scrittrice Rosanna Ferraiuolo "Come l'onda", ambientato in parte sulla spiaggia di Alimuri. Madrina della serata, la modella Raffaella Panico.