domenica 15 luglio 2012

Ragazzi, bisogna imparare a chiedere aiuto!

Il Sindaco di Piano di Sorrento, Giovanni Ruggiero, sul suo blog riflette sulle morti di questi giorni. “Ho letto – scrive il Primo cittadino - con attenzione in bacheca tutti i commenti in riferimento alla morte del giovane Marco e tutto ciò collegato: disagio giovanile…tossicodipendenze…proposte…proteste. Ho letto in silenzio, perchè un sindaco ascolta le critiche che gli vengono rivolte – tutte – facendo poi con scienza e coscienza un discernimento su ciò che è solo “demagogia” e su ciò che c’è di buono. Sono convinto che ogni critica, da qualsiasi parte venga, meriti di essere ascoltata, non necessariamente recepita e soprattutto consapevole che in ogni opinione c’è sempre un pò di verità. Cosa fai tu sindaco, per l’ennesimo caso di overdose in penisola sorrentina? Domanda non so perchè rivolta a me, visto che il giovane era di Meta. Ma in fondo lo so: molti mi chiedono conto dei miei 20 anni a lavorare fianco a fianco con giovani tossicodipendenti e la domanda che mi sembra maliziosa potrebbe nascondere un “ulteriore”: ma tu non sei l’esperto, che cosa fai visto che rappresenti l’istituzione?


Se avessero chiesto al sindaco di Meta, forse non li avrebbe manco guardati nè risposti. Ma non voglio sottrarmi a questo fuoco di fila anche se voglio ricordare a me stesso che fb per me è un “orecchio” sul mondo e non un forum dove si vuole decidere chi ha torto o ragione. Sopratutto in questo caso dove parliamo di vite umane, di storie “segnate”, di sogni spezzati e in tutto ciò chi ha torto o ragione? Io sicuramente no…anche perchè in tutti questi anni ne ho visti troppi morire e non mi ci sono ancora abituato…non tutti ne ricordate i nomi, io invece li porto dentro come grani di un “rosario” silenzioso e doloroso. Nel ’97 ero stato eletto per la prima volta e se andavano via dietro un “sogno” chimico Michele e Roberto (appena 17enne)…nel tempo Salvatore, Nicola, Donato.. il primo che fece scalpore si chiamava Nello Carbone…ma prima ancora Maurizio il gemello di mia moglie aveva 19 anni. Ed ancora Peppe, Tonino…non voglio più continuare questo bollettino di guerra perchè mentre per molti sono solo nomi per altri è dolore che continua a galleggiare nel mare della quotidianità. Ma voglio rispondere alla domanda di Rosario Fiorentino . Tu sindaco cosa fai? Se lui avesse voglia di costruire e non di demonizzare o demolire sarebbe utile confrontarsi perche da queste storie se ne esce insieme e non ci sono quelli con la ricetta magica…anche se so che lui lavora con la “sofferenza”: extracomunitari/e, ex tossicodipendenti, coop sociali e non so quant’altro. Ma ora rispondo per me con serietà e sincerità: mi sento “impotente”…. La penisola è una terra bella e mascherata e il problema disagio e devianza è come un iceberg, si vede solo la punta….da noi ho visto drogarsi più per sazietà che per fame…non ci sono più riferimenti chiari…Mi ritrovo a chiamare qualcuno quando fuori dalla mia porta mi chiedono un lavoro (msc…alberghi…aziende edili..), qualcun altro lo incontro nei ritagli di tempo perchè un genitore in ansia mi ha chiesto di incontrare il figlio (permettetemi di dire tutto gratis) e devo trovare la chiave giusta per parlare ad un adolescente. E quando scopro la mia impotenza per molti pomeriggi a settimana vado alla comunità di Pimonte per imparare da chi sulla pelle e nell’anima porta i segni di storie che sembrano senza spiragli. E quando il “dolore ti rimane dentro diventa una pietra insopportabile e puoi diventare se non ti aiutano un santo o un bastardo“. Non sono parole mie ma quelle autorevoli di Andreoli perchè dinnanzi alla paura di vivere o ci si ritira o si attacca molti scelgono di scappare…forse anche Giuseppeche ieri pomeriggio alle 14… Guardo questa gioventù dal mio pulpito e vedo che non sono il solo a far sermoni anche perchè è più facile parlare che essere e stare vicini e abbiamo dimenticato che loro hanno “bisogno di testimoni e non maestri“. Penso a te Benedettaincontrata ad un convegno con le tue speranze di un mondo migliore…penso a te Andreacon il tuo sogno, faticato, sudato, voluto ma realizzato delle Olimpiadi” per aspera ad astra…penso a te Giuseppe giovane senza ali…dov’è il senso di tutto ciò? Ma non voglio parlare di loro perchè li ascoltiamo così poco, voglio parlare di noi adulti che pensiamo di avere per loro le soluzioni ed io invece vorrei impoarare a stare accanto alle loro storie che potrebbero essere raccontate ma anche solo custodite…<< Mi sono davanti i ragazzi che ho incontrato durante questi mesi di viaggio: le loro facce dipinte da un dolore antico, i loro occhi teneri e disperati. Mi ritornano in mente le loro frasi semplici, il loro modo di raccontare vite terribili che sembrano essere progettate da bimbi senza cuore. Ma i bimbi cattivi un cuore ce l’hanno: è quello dei loro cattivi maestri.>>( Crepet ). Lo so, sono stato lungo e pochi sono arrivati fino alla fine, ma non ho scritto per voi ma per me…ne avevo bisogno quando mi sento servo inutile e quando cerco di dire ai miei ragazzi che devono imparare a chiedere aiuto…Qualcuno risponderà…Buona domenica"

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