martedì 30 aprile 2013

Fuga dall’aula, scioglimento rimandato

Numero legale garantito da minoranza e dissidenti fino al bilancio, poi in tre si allontanano: seduta-bluff 

Fonte: Josè Astarita da Metropolis 

Vico Equense - Sono quasi le 21.30 quando in aula cala il silenzio. E’ il momento di votare il bilancio. Dentro o fuori. E’ l’attimo giusto per dare l’ultima mazzata a un’amministrazione comunale andata al comando con numeri bulgari e che invece si è spaccata dopo neppure due anni di governo. Ci sono comunque i numeri per spedire a casa Gennaro Cinque, il sindaco che per l’ennesima volta non si presenta in aula e fa schiumare rabbia all’opposizione per un atteggiamento che in molti non digeriscono più. All’improvviso, dopo una sospensione, c’è il colpo di scena. «Abbandoniamo la sala» fanno sapere i consiglieri Andrea Balestrieri e Vincenzo Cioffi, seguiti a ruota da Giuseppe Dilengite. Decidono di allontanarsi per non garantire più il numero legale, fino a quel momento assicurato dall’opposizione - presente al completo - più qualche «dissidente». A quel punto, il presidente dell’assise, Maurizio Cinque di «Colline Vicane», eletto fra le polemiche solo due settimane fa a dispetto degli ordini di scuderia del sindaco che l’aveva cacciato dalla maggioranza a dicembre, non può far altro che prenderne atto e, masticando amaro, dà appuntamento a stretto giro. Ci sono venti giorni di «vita» per il sindaco. Il prefetto di Napoli, Francesco Antonio Musolino, inviterà ufficialmente l’amministrazione comunale a votare il bilancio consuntivo.
 
In caso di bocciatura o ennesimo flop in aula, a quel punto non ci sarà più nulla da fare: commissariamento, campagna elettorale e Gennaro Cinque pronto a ricandidarsi per la terza volta consecutiva perché l’eventuale crac si consumerebbe entro la «dead-line» di novembre, ovvero la metà del mandato-bis. Ipotesi che l’opposizione e alcuni consiglieri di maggioranza non vogliono neppure prendere in considerazione perché sanno bene che il «peso» politico del sindaco si fa sentire anche quando sembra ormai pronto a defilarsi. E’ l’ennesima puntata di una telenovela politica lunga, ricca di veleni e colate di fango. Nell’aria, alla vigilia, si avvertiva la sensazione che potesse andare in onda una seduta farsa del consiglio comunale. Così è stato. Convocato alle 18, dopo un’ora sono iniziati i lavori. C’erano tutti i consiglieri di opposizione, solo quattro quelli di «maggioranza». O meglio, che sperano in un dietrofront di Cinque che ora sembra sempre più intenzionato a staccare la spina a un esecutivo dilaniato dalle liti interne, senza bussola e con una giunta andata a casa su espresso invito del primo cittadino. Fra il pubblico spuntano taccuini, giornalisti, fotografi. E anche ex assessori, curiosi di vedere l’effetto che fa la volontà di Cinque di portare il Comune dritto dritto al commissariamento. E’ caduto nel vuoto l’invito del presidente del consiglio comunale, un altro Cinque, Maurizio, che nel weekend aveva richiamato all’ordine i «colleghi» sapendo bene della volontà di non prendere parte ai lavori. Non è servito a niente. Margini di manovra per ricompattare la squadra, almeno per il momento, non ce ne sono. E l’opposizione - come è giusto - si è fatta sentire nel momento della difficoltà. Cioè quando ha capito che dall’altra parte si stava portando avanti un copione probabilmente già scritto. «Ci risiamo - hanno ammonito gli esponenti del gruppo “In Movimento per Vico” -. Con la sua assenza in aula, il sindaco Cinque conferma di disprezzare il valore del consiglio comunale. Così non si può assolutamente andare avanti». Perplessi anche gli altri fedelissimi del plotone anti-Cinque. Sul fronte opposto, regolarmente in aula, c’era Lora Cristallo, consigliere del Pdl epurata dal primo cittadino a dicembre che giorni fa aveva lanciato l’sos all’amministrazione. Nulla di fatto. Scioglimento rimandato e altri giorni di fuoco al varco.

1 commento:

stareis ha detto...

Gentilmente, solo una cortesia,
prima di scriverlo, la prossima volta potreste chiedere al sig. Maurizio Cinque se Lui è, o si sente parte di COLLINE VICANE.
Grazie raffaele starace