Vico Equense - L’anno scolastico è ai nastri di partenza, zaini e quaderni sono ormai pronti, ma a mancare, almeno nelle prime due settimane di lezioni, sarà il servizio di trasporto scolastico. I pulmini, infatti, saranno disponibili soltanto dal 1 ottobre al 31 maggio 2014, terminando una settimana prima della fine ufficiale delle lezioni, prevista per il 7 giugno. Il servizio da ottobre a maggio resterà inalterato nei prossimi tre anni, così come specificato nel capitolato d’appalto stipulato dal Comune con la ditta Curreri, aggiudicataria della gara per un costo pari a 570 mila euro + iva. Un importo per la cui copertura concorrono anche le famiglie fino a 33 euro al mese, a seconda della tratta. «Il servizio – spiegano dall’ufficio Scuola – ad oggi comprende dieci pulmini su quattro linee dirette alle scuole primarie e dell’infanzia del Comune per un totale di oltre 500 bambini. Abbiamo deciso di far partire il servizio più tardi per risparmiare ed evitare ai genitori l’aumento delle tariffe, visto che le famiglie contribuiscono al costo del trasporto solo in minima parte. Nelle prime e nelle ultime due settimane di scuola gli utenti sono già di meno. In ogni caso, coi soldi risparmiati, oltre 23 mila euro, potremo integrare le linee esistenti, potenziando i collegamenti con la zona di Cirignano». Anche se all’inizio e alla fine della scuola i piccoli passeggeri sono meno numerosi, certamente si registreranno dei disagi. Le più penalizzate sono naturalmente le famiglie che vivono molto lontano dagli edifici scolastici, che stanno correndo ai ripari per trovare un’alternativa. A Montechiaro i genitori hanno avuto un incontro con l’Amministrazione comunale che si è mostrata disponibile a trovare una soluzione; questa però, non è stata accolta positivamente da tutti. «Alcuni consiglieri ci hanno proposto di prendere accordi direttamente con la ditta trasporti Curreri – ha spiegato Adelaide Esposito – che per questi quindici giorni avrebbe fatto un prezzo di favore pari a 80 euro al giorno. Abbiamo fatto un calcolo in base al numero di bambini e verrebbe 3 euro ciascuno ma già numerose persone hanno rifiutato.
Chi ha più di un figlio, ad esempio, sarebbe costretto a pagare una cifra giornaliera non irrisoria ed è normale che cerchi altre soluzioni. Anche io non sono d’accordo, anche perché stiamo parlando di scuola pubblica e di un servizio che dovrebbe essere garantito per tutto il periodo scolastico». Chi può farà da sé, altrimenti ci si affiderà ai nonni o ai genitori dei compagni di classe. Quel che è certo è che aumenteranno a dismisura i veicoli che intaseranno le strade cittadine fin dalle prime ore del mattino, con notevoli ritardi anche nell’arrivo in classe. Ingorghi destinati a complicarsi ancor di più in caso di pioggia. Per evitare questo problema, altri genitori che non vivono troppo lontano dalla scuola faranno invece di necessità virtù: «Mio figlio ormai ha dieci anni – spiega una mamma – perciò è giusto che acquisisca più autonomia. Così approfitteremo della mancanza del pulmino per mandarlo a scuola a piedi da solo». Una soluzione, quest’ultima, che coinvolge direttamente anche la viabilità secondaria del Comune, via Bonea in primis, il cui tracciato versa da tempo in pessime condizioni.

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