mercoledì 27 agosto 2014

Flora Beneduce: “Sanità, è l’ora delle soluzioni. Potenziamo il day surgery”

L’onorevole FI interviene sul caso del cardiopatico trasferito d’urgenza a Potenza con proposte concrete

Regione Campania - “La vicenda del cardiopatico dirottato dal 118 a Potenza per un’operazione d’urgenza ha qualcosa di assurdo e tragico insieme”. Sconcerto e costernazione sono le reazioni di Flora Beneduce, consigliere regionale della Campania e componente della V commissione permanente per la Sanità e la sicurezza sociale. “E’ stata giustamente avviata l’indagine perché è impensabile che i poli di eccellenza per la cardiochirurgia, contemporaneamente, non siano operativi. Ed è ancora più grave in un periodo dell’anno in cui le presenze in Campania crescono esponenzialmente grazie all’arrivo di crocieristi e turisti – continua l’onorevole Beneduce - . Interventi come quello della dissecazione aortica del tratto discendente (necessario al paziente di cui sopra, ndr) possono essere necessari ad agosto quanto a dicembre. L’urgenza può determinarsi sempre, e non va in ferie. Mi domando come sia possibile che il Monaldi, il Policlinico e la clinica Mediterranea siano contemporaneamente non operative, per lavori in corso o quant’altro. Perché non c’è stato coordinamento tra gli ospedali? Perché non inizia una seria programmazione? Perché non si tiene conto delle esigenze di turisti e cittadini? Intanto, la Regione paga”.
 
Se Flora Beneduce stigmatizza la mancanza di una rete efficace in cui si garantisca l’attività di almeno un punto di eccellenza per le specialistiche, propone anche soluzioni concrete per decongestionare i Pronto soccorso, attraverso il potenziamento del day surgery, una sorta di chirurgia ambulatoriale, in grado di offrire prestazioni di qualità ai pazienti per i quali la degenza in clinica o in ospedale non è indispensabile né necessaria. “Si tratta di interventi chirurgici o procedure diagnostiche e terapeutiche invasive e semi invasive che avvengono in regime di ricovero limitato a poche ore – spiega la dottoressa Flora Beneduce -. Ovviamente, ciò richiede una programmazione clinica, organizzativa e amministrativa. Chissà che in questo modo, l’urgenza non possa essere risolta in modo più efficiente, senza rischi per i pazienti e senza ulteriori spese dell’ente. La sanità, costretta a tagli così drastici, non può permettersi l’approssimazione e la mancanza di coordinamento. E non può non pensare a soluzioni alternative”.

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