Fonte: Francesco Vastarella da Il Mattino
A Napoli i nomi in campo per la corsa a sindaco sono ancora pochi. In provincia ce ne sono fin troppi per i 16 comuni piccoli e grandi che vanno al voto nella primavera del2016. Che fatica contenere gli aspiranti primi cittadini. Si litiga e quanto si litiga. Le grandi manovre sono cominciate fino a oscurare le discussioni sulle primarie nel centrosinistra e fino a costringere al silenzio gli esponenti più accorti del centrodestra. Il Movimento 5 stelle aspetta fiducioso per portare a segno qualche altro buon colpo dopo che la breccia è stata sfondata a Quarto piazzando il primo cittadino avvocato Rosa Capuozzo. Dunque, che gli altri continuino a litigare: il terzo o il quarto ne trarrà vantaggio. La partita nei piccoli e grandi comuni non è però da poco perché i risultati di primavera in provincia di Napoli avranno riflessi inevitabili sullo scacchiere regionale, anche in vista delle future politiche e degli equilibri nei partiti, in particolare nel centrosinistra. Si gioca il tutto per tutto nel Pd a Castellammare, che sin da ora si annuncia il risultato più atteso dopo la esperienza di Nicola Cuomo primo cittadino finita in commissariamento per effetto delle continue collisioni tra le anime Pd. Per questo manovrano e duellano due renziani ed esponenti di primo piano in Regione, come Lello Topo e Mario Casillo. E ci riprovano anche dal centrodestra alleati e amici di Armando Cesaro e Antonio Pentangelo, quest'ultimo potrebbe ritentare l'assalto all'ex fortino rosso. Nella Villaricca di cui è stato due volte sindaco. Topo gioca una difficile partita, si parla addirittura di alleanze traversali dei quarantenni per strappare la leadership e il controllo del Comune. Per non dire di Casoria dove il Pd celebra ora una difficile assemblea con nuovi e vecchi tesserati. E di Poggiomarino, San Sebastiano, Volla, Frattaminore, Vico Equense, Piano di Sorrento.
Un dato va ancora una volta segnalato. Sei dei Comuni che andranno al voto sono in gestione straordinaria, vale a dire commissariati (sindaci mandati a casa dai loro stessi consiglieri) o gestiti, come nel caso di Vico Equense, da vicesindaci per effetto delle dimissioni dei primi cittadini candidati alle regionali con lo stratagemma della incompatibilità per vertenze con i loro stessi comuni. E per incompatibilità potrebbe allungare l'elenco dei comuni al voto anche Gragnano: la Cassazione deciderà a gennaio sul ricorso del sindaco Cimmino mentre ora il comune è retto dal suo vice. Le correnti duellano. Anche tra i renziani di stretta osservanza si tirano colpi bassi. E la prospettiva è quella di una nuova raffica di commissariamenti, ovvero gestioni straordinarie dei circoli democrat. Ma c'è un segnale che arriva direttamente da Roma proprio in queste ore e che lascia immaginare che si tratti di un messaggio diretto alle parti in causa. Il premier e segretario Pd Matteo Renzi ha designato due giovani del Pd come testimonial alla convention della Leopolda. Sono Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano, e Ottavia Soncini. Nel 2014 sul palco salirono quattro deputati Silvia Fregolent, Luigi Famiglietti, Edoardo Fanucci e Lorenza Bonaccorsi. Proprio il nome di Buonajuto è il messaggio evidente, che richiama il cosiddetto metodo Ercolano. Un anno fa, dopo lo scandalo delle tessere e delle presunte iscrizioni di personaggi vicini ai clan ala vigilia delle primarie, il circolo Pd fu commissariato, Buonajuto fu il candidato sindaco voluto da Roma e da una grossa fetta della base. Il tutto grazie al lavorio sia interno al partito che con gli alleati della commissaria Teresa Armato, che è ancora in carica. Esperienza che i più attenti ritengono destinata a ripetersi nei circoli dove le fazioni non arrivano a più miti consigli.

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