venerdì 9 febbraio 2018

Ville e resort sulla sabbia, 17mila abusi nel 2016: Campania maglia nera con il 17,6% dei reati

Case, ville e resort costruiti sulla spiaggia. Appartamenti piccoli che si allargano di stanze o piani. Garage o verande che spuntano dal nulla. Secondo le stime del Cresme Consulting, diffuse da Legambiente nel rapporto Ecomafie, nel 2016 tra nuove costruzioni e ampliamenti di edifici esistenti gli abusi edilizi commessi in Italia sarebbero stati circa 17.000. Eppure in questa campagna elettorale si torna a parlare di promesse di condono. Nel ciclo del cemento, sono state accertate 4.426 infrazioni, sono state denunciate 5.662 persone e compiuti 11 arresti, mentre i sequestri sono stati 1.166. Il cemento illegale riguarda soprattutto la Campania che si conferma la regione leader con il 17,3% dei reati, seguita dalla Puglia con il 10,1%, dalla Calabria con il 9,3% e dal Lazio con l’8,5%. Ma i numeri, sottolinea Legambiente, rappresentano solo l’emersione dell’illegalità. E sono numeri «che non possono essere letti senza considerare il contesto generale, con i ripetuti tentativi di condono, a livello nazionale e in regioni calde come la Sicilia e la Campania, con l’attività di demolizione intrapresa da alcune Procure e da alcuni comuni, con la vita sotto scorta di un sindaco, quello di Licata, che ha avuto l’ardire di abbattere le villette abusive sulla spiaggia».

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