lunedì 2 novembre 2026

Vico Equense, la grande attesa: l'enigma Gennaro Cinque blocca i motori della politica

Vico Equense - La politica a Vico Equense possiede un codice tutto suo, un’alchimia complessa in cui le alleanze si fanno e si disfano all'ombra del Monte Faito. Ma oggi, a pochi mesi dal ritorno alle urne, la sensazione diffusa è quella di un motore completamente imballato. Tutto è fermo, sospeso, congelato in attesa di un’unica mossa. Il grande enigma che paralizza i palazzi e le piazze cittadine porta un nome e un cognome ben precisi: Gennaro Cinque. La parabola recente dell’ex sindaco e consigliere regionale è l’ennesimo capitolo di una narrazione spiazzante. Soltanto pochi mesi fa, nell'agosto del 2026, il sindaco uscente Giuseppe Aiello firmava il clamoroso rimpasto di giunta che estrometteva Cinque dal ruolo di assessore ai Lavori Pubblici. Un allontanamento radicale che lo ha privato, almeno formalmente, di qualunque incarico o scranno amministrativo a Vico. Eppure, la sua assenza pesa infinitamente più della presenza di molti altri. Chi pensa che l'epurazione ne abbia decretato la fine politica commette un errore di valutazione: Cinque resta l'ago della bilancia, il convitato di pietra che tutti aspettano prima di scoprire le proprie carte. Attorno a questa attesa, gli schieramenti tradizionali si muovono con evidente fatica. A sinistra, il quadro appare frammentato e privo di una spinta propulsiva unitaria. Il centrosinistra ufficiale sembra aver imboccato la via della mera testimonianza, appiattendosi sulle posizioni di un Movimento 5 Stelle che sul territorio fatica a trovare una reale consistenza organizzativa. Una scelta che genera forte malumore nell'associazionismo progressista: in molti, infatti, sperano che una realtà civica e identitaria come "Un'altra Vico è possibile" scelga di sganciarsi da quello che viene percepito come un binario morto, per ritrovare autonomia. A complicare ulteriormente i piani del "campo largo" ci pensa Europa Verde, vicini al deputato Francesco Borrelli, pronti a correre in solitaria con una propria lista e un proprio candidato sindaco, rigettando nettamente ogni ipotesi di coalizione allargata. Sul fronte opposto, il sindaco uscente Giuseppe Aiello tesse le sue tele per blindare la ricandidatura. Forte dei recenti posizionamenti istituzionali, il primo cittadino si trova però nella necessità di ricompattare un centrodestra logorato dai passati scossoni.

 

Il suo obiettivo primario resta il recupero di Fratelli d'Italia, la cui uscita dalla maggioranza mesi fa aveva aperto crepe profonde nell'esecutivo. Il condizionale è d'obbligo, ma la diplomazia è al lavoro per riportare i meloniani sotto lo stesso tetto elettorale. E poi c’è lui, Gennaro Cinque. Forte della sua storica radicazione e della recente militanza nella Lega, l'ex leader è l'incognita assoluta. Le ipotesi sul tavolo sono diverse e alimentano il dibattito cittadino: si tratterà di una clamorosa candidatura autonoma a sindaco per tentare il grande ritorno alla guida del comune? O sarà una guerra di logoramento combattuta sponsorizzando una figura alternativa per sbarrare la strada ad Aiello? Oppure, come sussurrano i più scettici nei bar della città, lo scontro estivo è stato solo un sofisticato "gioco delle parti" in vista di un accordo dell'ultimo minuto? Ciò che è certo è che il tempo stringe. Fino a quando l'enigma Cinque non sarà sciolto, la campagna elettorale di Vico Equense resterà in un limbo teatrale, dove tutti recitano a soggetto in attesa che il vero protagonista decida se, come e quando salire sul palcoscenico.

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