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martedì 1 settembre 2009

Voglio l'UDC...

L’Udc viene corteggiata da Pd e Pdl in egual misura. Silvio Berlu­sconi, da tempo, sta lavorando ad un patto con il partito di Casi­ni per vincere le regionali nel 2010. E le trattative, a leggere le cronache, sembrano in stato as­sai avanzato: per riequilibrare la situazione ai moderati andreb­bero Piemonte e un’altra regio­ne di peso al Sud. Senza contare che il test, al fianco del Pdl, è sta­to ampiamente superato pro­prio in Campania alle provincia­li, regista dell’operazione l’ex presidente del consiglio Ciriaco De Mita. Che, però, ieri in un’in­tervista rilasciata al Tg campa­no, ha detto: «Ritengo che sia­no difficili le condizioni per alle­arsi con qualcuno. L’estremo centro (così De Mita chiama il progetto dell’Unione di centro, ndr) potrebbe fare una scelta di solitudine. A testimoniare la di­stanza da questa politica». Per metà ottobre il Pdl campano avrà il suo candidato alla presi­denza della Regione. «Sia un campione o una campionessa, lo decideremo in accor­do con il vertice nazionale». Mario Lan­dolfi, ex ministro delle Comunicazioni, at­tuale coordinatore vicario del Pdl in Cam­pania, va oltre: «Attenzione», spiega, «oc­corre ancora definire le cosiddette quote, un criterio generale di distribuzione riferi­to ai vecchi partiti fondatori del Popolo della Libertà che credo concorrerà a com­pletare anche la proposta di candidatura alla presidenza della Campania».

giovedì 21 agosto 2008

Candidiamo D’ Alema

Regione Campania - Manca più di un anno alle elezioni per la guida della Regione Campania, ma si è già scatenato il totonomi dei possibili candidati alla presidenza. Il centrosinistra non si sbilancia. Un silenzio che in qualche misura preoccupa gli esponenti del Pdl. Attualmente, come si legge sulle pagine del Riformista, lo scontro nel centrosinistra è tra veltroniani (il cui nome è quello dell’ex ministro Luigi Nicolais) e bassoliniani-dalemiani ( che potrebbero puntare su Cascetta, Cozzolino e Velardi). Ma dalle pagine del Riformista, l’esponente di Alleanza nazionale Mario Landolfi lancia un’altra possibilità, davvero sorpredente: la candidatura a sorpresa del centrosinistra di Massimo D’Alema. «Il mio tarlo è questo – dice Landolfi – Vuoi vedere che alla fine per non perdere questa regione strategica il Pd candiderà uno dei suoi leader nazionali? Magari il lider Maximo, tanto per fare un nome? Di conseguenza - argomenta Landolfi - chi candidiamo contro D'Alema? Siamo pronti a un'eventualità del genere».

venerdì 6 giugno 2008

Barbato contro Landolfi bagarre alla Camera

«A Barbato consegno idealmente un macigno da lanciarmi addosso. Lui non ha mai ricevuto pressioni o richieste dai suoi elettori e concittadini? Io sì. E per questo mi sono sporcato le mani, ma tenendo puliti il cuore e la mente. Sventerò con la forza di quella pulizia quello che mi è stato contestato e quel giorno spero che Barbato sia in quest´aula a scusarsi. Se lo farà, dimostrerà di essere una persona perbene e non un provocatore». Si è difeso così a Montecitorio Mario Landolfi, su cui pesa una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione aggravata dall´aver favorito un´organizzazione mafiosa nell´ambito delle indagini sul consorzio Eco 4 dell´imprenditore Michele Orsi ucciso domenica scorsa a Casal di Principe. Si è difeso così dalle accuse lanciate dal deputato nolano Francesco Barbato dell´Italia dei valori: «In questo Parlamento c´è un deputato che la mattina sta a Montecitorio e la sera armeggia con i camorristi. Qui con il Pdl, probabilmente, vi è chi fa praticantato con la camorra. Chi fa praticantato con la camorra fa carriera con il Popolo della Libertà». A quel punto è scattata la reazione di Italo Bocchino: «Al poco onorevole Barbato ricordo che vengo dal Casertano e so che i camorristi quando devono accusare qualcuno non fanno mai nomi ma allusioni come ha fatto Barbato. Il segretario regionale di An della Campania si chiama Mario Landolfi e fino a prova contraria è persona onesta e gode della stima del Parlamento. Basta con queste allusioni inaccettabili. Si abbia il coraggio di andare dai magistrati, ma non venite a fare i giustizialisti in quest´aula dove si fanno le leggi. Barbato è un provocatore e va espulso». In serata Landolfi ha chiarito: «Ho solo citato Maritain quando ho detto che mi sono sporcato le mani ma tenendo puliti il cuore e la mente. Su di me esiste un impianto accusatorio che si potrebbe definire di responsabilità oggettiva, mi trovo in questa indagine perché ritenuto dalla magistratura come referente di rango superiore in quanto parlamentare e quindi non potevo non sapere, però questo è un principio estraneo al diritto penale». (Repubblica Napoli)

Veltroni: «Serve un patto per Caserta e l'hinterland»
Napolionline - la citta vista da dentro - venerdì 06 giugno 2008

venerdì 7 marzo 2008

An lascia Ronghi …

Regione Campania - L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa, tenuta, stamani, nella sede del Consiglio regionale. Il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Salvatore Ronghi, si è dimesso da Alleanza Nazionale. Ronghi, lascia per protestare “contro l´incapacità” del coordinatore regionale di An Mario Landolfi nel difendere le istanze del territorio, venendo meno al suo ruolo e favorendo, invece, le oscure manovre di Italo Bocchino che, dopo la sonora sconfitta alle ultime regionali e la fuga dalla Campania, pretende di voler rappresentare, esclusivamente attraverso i suoi amici capitalisti, l’intero Popolo della Libertà”. Alla base della decisione di Ronghi, la scelta del partito di non candidare alle prossime elezioni politiche i consiglieri regionali, una scelta che Ronghi ha giudicato “mortificante per il duro e incessante lavoro di opposizione svolto in Campania dai consiglieri regionali, i quali sono rappresentativi del territorio e delle sue problematiche, e sono stati sempre al di sopra di ogni sospetto”. “Quella delle dimissioni da An, la mia “casa” da sempre, è per me una scelta molto dolorosa - ha sottolineato Ronghi - ma non sono io che lascio An, è An che lascia me allontanandosi dalla gente e dai territori”.

martedì 25 dicembre 2007

Arrestato il segretario di Landolfi. "Lucrava anche con l'autoricarica del telefonino"

Giovedì 21 dicembre, mentre Mario Landolfi criticava il comportamento del Tg1 sulla diffusione delle intercettazioni di Silvio Berlusconi, i carabinieri arrestavano l'ex capo della sua segreteria personale al ministero. Cosimo Chianese, imprenditore di Mondragone, città natale e feudo elettorale di Landolfi, è da sempre uno dei più stretti collaboratori del parlamentare di An. Chianese è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa: assieme al fratello e ad altri familiari avrebbe ottenuto 250 mila euro di finanziamenti pubblici per realizzare dei corsi di formazione professionale mai eseguiti. Una vicenda con un corollario surreale. Scrive il giudice nell'ordine di cattura: «Chianese utilizzava il telefono cellulare intestato al ministero delle Comunicazioni, nella sua disponibilità quale segretario particolare del ministro (Mario Landolfi, appunto) per intrattenere lunghe telefonate con i congiunti al fine di consentire loro l'autoricarica''. Per il gip l'episodio testimonia ''la propensione di Chianese all' approfittamento delle pubbliche risorse''. Ed è singolare notare come i tabulati sui viaggi dei ministri a bordo di motovedette della Guardia di Finanza mostrino Chianese con il ministro in una missione sulla rotta Napoli-Capri... Da un mese Chianese e Landolfi sono sotto inchiesta anche con un'accusa molto più grave: corruzione con l'aggravante di avere agevolato un clan camorristico locale. Saranno i magistrati a stabilire la rilevanza delle ipotesi penali. Ma resta una questione etica e politica. La carica di presidente della commissione di vigilanza sulla Rai, con un ruolo istituzionale così importante in questa stagione, può essere affidata a un personaggio che, quanto meno, non ha saputo vigilare sui suoi più stretti collaboratori?

martedì 13 novembre 2007

Se il destino è contro di noi... Peggio per lui!

Tempi cupi per Gianfranco Fini. Tra saluti romani e ovazioni per Assunta Almirante, Daniela Santanchè ha lasciato AN, per approdare a La Destra di Storace. Secondo il capogruppo di Alleanza nazionale alla Camera Ignazio La Russa: «Il partito non perde nulla». Anni fa Storace arringava la destra sociale osservando: "Noi abbiamo una che si chiama Mussolini, volete mettere con la Santanchè?"».Oggi, con i suoi tacchi vertiginosi, i tailleur smilzi, le borse di Hermès e gioielli da capogiro, la Santachè diventa portavoce de La Destra. Per fortuna c’è l’amore, il leader di Alleanza Nazionale diventerà presto padre e pensa ad altro, la sua nuova relazione con la giovane "fiamma" Elisabetta Tulliani va a gonfie vele. A sciupare l’idillio romantico sì ci mette Landolfi. Un patto scellerato fra camorra e politica, è lo scenario inquietante descritto dalla Dda che ha chiesto l'arresto (rigettato dal gip) del sindaco di Mondragone Ugo Alfredo Conte, che rimane, però indagato insieme con altre 19 persone tra cui l'ex ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi, parlamentare di AN e coordinatore dello stesso partito in Campania, attuale presidente della commissione vigilanza della Rai, nativo e residente nello stesso comune del litorale casertano. Come dire: Se il destino è contro di noi... Peggio per lui!