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domenica 6 settembre 2009

La zita di De Mita…

«La zita che non si sposa non perché non abbia pretendenti, ma perché non ha la dote». Ciriaco De Mita, oggi autorevolissimo esponente dell’Udc, spiega perché non ha ancora scelto con chi allearsi alle prossime regionali. E ricorre, lui fine affabulatore e grande vecchio della politica italiana ma dal cervello e dal cuore giovane, a una metafora contadina perché intendano meglio i suoi corteggiatori del centrodestra e del centrosinistra che sono a Telese – terzo giorno della festa dell’Udeur – dove e con chi andrà l’Udc, che è determinante per la vittoria dell’uno o l’altro schieramento. La dote che la zita De Mita vuole perché si convinca a sposarsi con gli uni o con gli altri non è il nome del candidato presidente, ma le idee e il programma, la proposta politica insomma che deve essere alla base della futura alleanza.

martedì 1 settembre 2009

Voglio l'UDC...

L’Udc viene corteggiata da Pd e Pdl in egual misura. Silvio Berlu­sconi, da tempo, sta lavorando ad un patto con il partito di Casi­ni per vincere le regionali nel 2010. E le trattative, a leggere le cronache, sembrano in stato as­sai avanzato: per riequilibrare la situazione ai moderati andreb­bero Piemonte e un’altra regio­ne di peso al Sud. Senza contare che il test, al fianco del Pdl, è sta­to ampiamente superato pro­prio in Campania alle provincia­li, regista dell’operazione l’ex presidente del consiglio Ciriaco De Mita. Che, però, ieri in un’in­tervista rilasciata al Tg campa­no, ha detto: «Ritengo che sia­no difficili le condizioni per alle­arsi con qualcuno. L’estremo centro (così De Mita chiama il progetto dell’Unione di centro, ndr) potrebbe fare una scelta di solitudine. A testimoniare la di­stanza da questa politica». Per metà ottobre il Pdl campano avrà il suo candidato alla presi­denza della Regione. «Sia un campione o una campionessa, lo decideremo in accor­do con il vertice nazionale». Mario Lan­dolfi, ex ministro delle Comunicazioni, at­tuale coordinatore vicario del Pdl in Cam­pania, va oltre: «Attenzione», spiega, «oc­corre ancora definire le cosiddette quote, un criterio generale di distribuzione riferi­to ai vecchi partiti fondatori del Popolo della Libertà che credo concorrerà a com­pletare anche la proposta di candidatura alla presidenza della Campania».

venerdì 26 giugno 2009

De Mita dialoga con Bassolino «Ma via Iannuzzi e Valiante»

Le "teste" del segretario regionale del Partito democratico Tino Iannuzzi e del vicepresidente della Regione Antonio Valiante. Sono le "teste" che Ciriaco De Mita vorrebbe veder saltare, due suoi fedelissimi che un anno fa non lo hanno seguito nell´Udc. Condizione che per il leader di Nusco, tornato in europarlamento, diventa essenziale per stringere un nuovo patto con Antonio Bassolino a partire dalle elezioni regionali del prossimo anno. Un patto che, dopo il terremoto che ha portato tre Province al centrodestra alleato con De Mita, è tra gli obiettivi di Bassolino: «In Campania e in tutto il Mezzogiorno servono alleanze autonome rispetto alle scelte di Roma». Concetto ribadito ieri a Roma assieme ad Agazio Loiero (Calabria) e al siciliano Raffaele Lombardo: «Nell´interesse del Mezzogiorno potrebbero esserci al Sud nuove alleanze». Il ritorno di Ciriaco e un patto con l´Mpa di Lombardo. È questo il perno del "manifesto" politico del presidente della Regione che la scorsa settimana, parlando a Palazzo Serra di Cassano dell´imminente nascita della sua fondazione "Sudd", ha indicato i due possibili alleati di governo per il centrosinistra in Campania. Uno nuovo negli autonomisti di Raffaele Lombardo. L´altro in De Mita con il quale non ha troncato i rapporti. L´annuncio di Bassolino ha aperto una frattura nel Pd dove l´area a lui non fedele boccia il "manifesto". Le prove generali lunedì prossimo quando Iannuzzi ha convocato la direzione regionale del Pd. Qualcuno contesterà la sconfitta in tre Province, ma Iannuzzi entrerà in riunione forte della fiducia che Franceschini gli ha rinnovato. Prime schermaglie, lunedì comincia la conta. (o. l. da la Repubblica Napoli)

Bassolino pronto per la corsa al Comune

venerdì 12 giugno 2009

Provincia di Napoli, De Mita vuole Palumbo assessore con Cesaro

Il presidente della Provincia del Pdl, Luigi Cesaro, non ha alcuna intenzione di fare già dietrofront. Per lui la vicepresidenza all’Udc è risultato acquisito: uno dei principali patti da rispettare, così come l’intenzione di confermare per quell’incarico il rettore della Parthenope Gennaro Ferrara, il quale rinunciò alla candidatura contro di lui in forza dell’intesa siglata con il Pdl. Ma nell’Udc i venti di guerra, alla luce dei risultati elettorali delle europee, sono destinati a continuare, magari a minacciare anche gli attuali assetti di vertice partitico. La prima mossa — si racconta nell’Unione di centro — è stata quella del neo-eletto europarlamentare Ciriaco De Mita, il quale avrebbe già chiesto che la vicepresidenza della Provincia vada al suo fedelissimo Nello Palumbo, penalista di Giugliano e già sottosegretario agli esteri. Persino i quattro consiglieri provinciali eletti nell’Udc farebbero capo all’ex segretario nazionale della Dc e, in caso di mancato accoglimento della richiesta di nominare assessore e vicepresidente Palumbo, la minaccia della dissociazione politica si materializzerebbe immediatamente sul tavolo del presidente Cesaro. Il segretario provinciale di Napoli dell’Udc, Nunzio Testa, ironizza con diplomazia: «Credo sia superfluo ricordare che a condurre le trattative è il segretario del partito provinciale, legittimamente eletto, e non il commissario regionale dell’Unione di centro. Del resto, non mi sognerei mai, per stile e senso di responsabilità politica, di intervenire nelle trattative per la giunta provinciale di Avellino. Per quanto mi riguarda, poi, ascolterò i consiglieri provinciali napoletani e con essi concorderò una strategia da sostenere in fase di confronto con il presidente Cesaro». Infine, ieri, nel corso di un dibattito, la ministra Mara Carfagna ha ribadito la necessità che l’Udc scelga con chi stare: «Per Casini», ha detto, «è il momento delle scelte, quella dell’Udc è una posizione comoda. Faccia come in Campania, dove ha deciso prima del voto con chi allearsi e non dopo». (Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)

Oddati: la Regione? No grazie, Napoli per me conta di più

martedì 17 febbraio 2009

Che farà l’Udeur in Regione?

Regione Campania - L’accordo Mastella-Pdl? Per Ciriaco De Mita, presidente regionale della Costituente di Centro, «è una vicenda da leggere più dal punto di vista umano che politico». Secondo De Mita la decisione di Mastella è «la conseguenza di un sistema che non crea speranze e non aggrega. Ma noi non siamo come Mastella, alla ricerca di una collocazione. Nella logica di questo sistema si va da una parte o dall'altra, ma questo sistema non regge, prima o poi crollerà e l’Udc è destinato ad avere grandi opportunità per portare avanti il progetto politico. Siamo fortemente convinti che le alleanze, come ammucchiate per vincere, poi non servono per governare».Ma cosa succederà in Regione Campania? La tenuta della risicatissima maggioranza (31 consiglieri più il governatore Antonio Bassolino) dipende soprattutto dalle scelte e dal destino del presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo. Se i tre esponenti del Campanile passeranno all’opposizione (mettendo a rischio la tenuta del centrosinistra), allora il Pd ne chiederà certamente le dimissioni. Se, viceversa, l’Udeur garantirà comunque la sopravvivenza della maggioranza (votando, ad esempio, atto per atto o fornendo una sorta di appoggio esterno), allora il Partito democratico non avrà nulla da obiettare sulla permanenza di lady Mastella alla guida dell’assemblea. Sulla vicenda è intervenuto il Presidente Antonio Bassolino. Quella del presidente del Consiglio regionale è una ''figura istituzionale''. A margine di una conferenza stampa in sala giunta, il governatore quasi fotografa, con pacatezza, l'attuale situazione campana, considerandola '''in fieri'. '''E' in atto - ha detto Bassolino - una discussione nelle coalizioni. Si vedrà cosa significherà la scelta di Mastella anche in rapporto alle situazioni degli Enti locali''. Entrando nel merito, il Governatore Bassolino non considera proponibile il '''collegamento''' che alcuni hanno fatto tra i due vertici della regione campania: '''Il presidente del Consiglio e' una figura istituzionale. Semmai dovesse cadere il presidente della Giunta (il che sarebbe possibile con l'approvazione di una mozione di sfiducia) allora cadrebbe tutto il Consiglio. Comunque, sono situazioni differenti''. L'obiettivo primario per il governatore della Campania è di approvare in seconda lettura lo Statuto e la legge elettorale regionale, provvedimenti che dovrebbero arrivare in Aula venerdì prossimo. '''E' saggio e doveroso che ognuno faccia in modo che tutto si svolga nel migliore dei modi, con un'approvazione ampia di maggioranza ed opposizione''.

Mastella, rivolta sul sito di Forza Italia «Non vogliamo voltagabbana nel Pdl»

venerdì 13 febbraio 2009

Chi è il nuovo?

La candidatura di Gino Nicolais è il nuovo? Se lo chiede Ciriaco De Mita che a Palazzo Alabardieri, ieri, presentava la candidatura di Gennaro Ferrara alla Presidenza della Provincia e la costituente dell’Unione di centro. “Tutto si riduce in Nicolais che si dice più nuovo di Bassolino. In cosa si esplichi – afferma De Mita - questa novità non si sa, c'è solo una competizione funzionale ad ottenere il potere. Io, Nicolais, lo conosco bene, so quel che dice. La politica non è parlare male del proprio avversario, ma offrire una soluzione alternativa. Dentro questo inutile gioco sta crescendo la convinzione che la politica sia solo amministrazione di interessi”. De Mita così parla dell'Unione di centro: «Non è il riciclo di qualche democristiano, è la necessità di rappresentare la cultura popolare. Senza è in pericolo la democrazia stessa ». Prima di lui parlano Nello Palumbo, il professor Santini, Ferrara che parla dei giovani che «se ne vanno, di quelli che restano tra mille difficoltà e dei peggiori di tutti, senza laurea e competenza, che si buttano in politica».

Retata all'Asl Napoli 1: arrestati dirigenti e imprenditori per tangenti su appalti

domenica 4 gennaio 2009

De Mita: conosco Alfredo discutevamo di politica

«Conosco Romeo ma non vedo che male c’è. Una conoscenza nata per circostanze estranee alla politica. Trovo assurdo il volermi trascinare in queste vicende e in questo clima che c’è a Napoli». Ciriaco De Mita figura nei verbali degli interrogatori resi ai giudici dall’imprenditore Alfredo Romeo. «De Mita? Con lui il rapporto è eccellente. Mi sono visto spesso - dice Romeo - è persona che stimo e dal quale, forse, spesso ho accettato qualche consiglio utile». Interlocutore privilegiato? «Con lui - replica De Mita - ho parlato spesso ma sempre di politica. Ci conosciamo da anni, ed è una conoscenza che che deriva dal fatto che la moglie (Maria Vittoria Parisio Perrotti ndr) è una marchesa di Nusco. Non ho mai pensato a Romeo come imprenditore cui affidare incarichi politici, tantomeno quello di sindaco di Napoli, città alla quale ora purtroppo guardo con malinconia». E quanto al clima che si respira in città De Mita taglia corto: «In tempi non sospetti, anni fa, sono stato io a rompermi le corna per cercare di scardinare il sistema di potere napoletano». (Il Mattino)

Appalti Napoli, decadono domiciliari per Mautone e Gambale

domenica 21 dicembre 2008

De Mita: a Napoli il sistema dei compromessi

«Il sistema di potere campano-napoletano è stato sempre un compromesso tra le parti». A parlare così. da Avellino in occasione della presentazione della comunità virtuale www.dimidium.it, è Ciriaco De Mita. Nell’ambito dell’appuntamento ha fatto riferimento alle vicende giudiziarie di Napoli, al ruolo del Pd, all’amministrazione regionale e a quella del governo cittadino. «Il mio giudizio sul Comune di Napoli, anche prima delle elezioni, è noto. E non lo ripeto», ha dichiarato il leader di Nusco, che rispetto all’ipotesi di sostituire Bassolino a Palazzo Santa Lucia, per uscire dall’attuale situazione, ha evidenziato perplessità, riservando stoccate nei confronti del segretario provinciale del Pd. «Quando leggo - ha affermato De Mita, davanti ad una platea con tanti giovani - che il nuovo è Nicolais al posto di Bassolino, so di sicuro che Nicolais è il vecchio. E non fatemi spiegare il perché». Non solo. Nel mirino è finito, ancora una volta, Walter Veltroni che di fronte alla bufera in atto «sostiene che i democratici non esistono perché il partito è nato appena un anno fa. Fa piangere la stupidità di chi vuole prevedere solo il futuro, senza guardare al presente». Poi un riferimento personale: «Un po’ di fastidio me l’ha dato vedere sul giornale il mio nome che non c’entra nulla. La cronaca giudiziaria va trattata come tale».

Facebook ha contagiato anche Ciriaco De Mita. L'ex presidente del Consiglio si è iscritto al famoso social forum con tanto di profilo, foto e pensieri.

martedì 16 dicembre 2008

De Mita, incontro sull’unione di centro

Castellammare di Stabia - Ciriaco De Mita a Castellammare per sostenere i moderati verso l’unione di centro. Si è svolto ieri pomeriggio, presso la sede territoriale dell’Udc, l’incontro tra l’ex capo del governo ai tempi della Dc e i centristi del comprensorio stabiese. Una sessione di lavori che ha visto De Mita, attuale leader campano dell’Udc, impegnato a sostenere l’avvio di un percorso unitario delle forze politiche locali, in attesa delle elezioni amministrative previste per il 2010. Un sostegno al terzo polo, dunque, nato dall’unione di sei diverse sigle politiche cittadine, si tratta di Udeur, Udc, Mpa, Dc, Uniti per Stabia, Liberi e Solidali. Sei differenti sigle politiche, di cui alcune presenti anche in consiglio comunale, divise tra gli scranni di maggioranza e opposizione, ma che nei giorni scorsi hanno avviato un serio processo di aggregazione sulla base di un programma comune. Intanto, dalla sinistra, a promuovere la nascita di un soggetto unico è il consigliere regionale Tonino Scala, in quota a Sinistra Democratica. «Dopo le recenti conclusioni a livello nazionale dei congressi dei partiti che orbitano nel centro sinistra – spiega il consigliere di palazzo Santa Lucia –, dopo il risultato delle ultime elezioni politiche, che ha bocciato le fusioni a freddo, è giunto il tempo di passare dalle teorie ai fatti dando vita concretamente ad un soggetto vero, ampio, grande, che organizzi una nuova partecipazione di popolo alla vita politica». (Ciro Saccardi il Mattino)

domenica 3 agosto 2008

De Mita, i veleni dell'ex alleato: «Iniziativa patetica e sconsolata»

Fuori c'è il sole che scotta. Quello di un primo agosto torrido a Salerno. Dentro, interno di segreteria della Costituente di Centro appena inaugurata, non basta un potente climatizzatore attivato a temperatura polare per raffreddare le parole di Ciriaco De Mita. Che parte placido dalla prima regola demitiana: «Si ricomincia sempre daccapo, io lo faccio da quando sono nato. Non mi sono mai fermato sull'accettazione dell'esistente ». Perchè, come recita la seconda regola demitiana, «le grandi sfide non sono legate all'età ma alla testa». E ancora: «Vogliamo recuperare la ragione delle identità delle culture storiche: popolari, Udeur e giovani del mondo cattolico per costruire un soggetto nuovo. Che coinvolga le comunità intorno ai problemi e alle soluzioni possibili. Che recuperi realmente la capacità di rappresentanza e non punti solo alla politica come gestione o conservazione del potere». Poi, evidentemente, l'effetto dell'aria condizionata svanisce. Perchè le parole del leader irpino diventano roventi. «Ho saputo che c'è in giro, in Campania, un pullman del Pd — incalza De Mita — questa cosa è tra il patetico e lo sconsolato, tant'è vero che il portavoce è Teresa Armato che non rappresenta il vigore del pensiero». È lapidaria poi l'analisi sulla situazione politica nel Partito democratico. «Il Pd non c'è, non esiste — rilancia l'ex presidente del consiglio — addirittura i posti sono organizzati per categoria: ci sono pure i Coraggiosi. E' un insieme di persone che non sanno neanche perché stanno insieme. E litigano sul fare un partito di centro o di sinistra. Non era meglio, allora, conservare un partito di centro e sinistra. Poi ho letto dalle cronache di questa associazione fatta a Napoli. Mi sembra si chiami Red. Dicono sia una fondazione culturale: balle. È una corrente, quasi un partito diverso. Ho anche letto di cosa è accaduto al congresso del Pd di Salerno: è stato un compromesso tra persone che sopravvivono e non un grande novità. Come non mi sembra un granchè quanto sostenuto dal sindaco De Luca. Lui dice di provare fastidio quando parla con i popolari del Pd che hanno atteggiamento da vecchi cardinali». Infine i suoi ex amici della Margherita. «Iannuzzi e Villani? Non li ricordo — è il commento sarcastico di De Mita — a freddo, se ci fossero ora le elezioni provinciali di Salerno, non voterei Villani. Ma io credo nella evoluzione delle persone, nel ravvedimento, nella redenzione. Poi bisognerebbe chiedere a Villani se mi voterebbe. Alcuni miei vecchi amici li ho persi. Non per diversa motivazione politica ma perchè, quando bisognava scegliere tra la conservazione del potere e l'opzione politica, hanno detto: tengo famiglia». Infine l'ultimo spunto è per il governatore: «Ho un rapporto personale di stima con Bassolino — conclude il politico irpino — abbiamo dissentito su molte questioni e su alcune ancora siamo in disaccordo. Se avesse ascoltato un po' di più, non ci saremo saremo trovati in queste condizioni». (Felice Naddeo da il Corriere del Mezzogiorno)

giovedì 12 giugno 2008

De Mita: «Veltroni con me è stato razzista»

«Uso una parola forte: razzismo». Per i pogrom anti-rom? No,per descrivere l'atteggiamento di Veltroni. Ciriaco De Mita non le ha mai mandate a dire al leader del Pd e ora, in una lunga intervista al Riformista, rincara la dose. Alla domanda di Stefano Cappellini sulla nascita di una «nuova stagione» all'insegna del bipolarismo, l'ex premier Dc afferma: «A sinistra il rinnovamento è sempre concepito in una sorta di novità nella continuità...». Ma Veltroni non ha rotto col passato? No. Per De Mita, il capo dell'opposizione è «persona senza pensiero», cinico quanto basta per essere disinvolto, «che ha commesso il grande errore di immaginare che il rinnovamento fosse la rivoluzione dell'esistente quando invece la politica è «il governo dei problemi, non la citazione di qualche presidente americano». Astio per la cacciata dal Partito democratico? «È vero a metà» risponde il leader di Nusco, che ha fallito alle ultime politiche la corsa in Senato con l'Udc. «La verità - continua - è che dopo essere stato coinvolto, nonostante le mie perplessità, poi sono stato considerato dalla stessa persona un ferro vecchio. Sa cos'è questo? Razzismo». Razzista, precisa De Mita, è l'atteggiamento di chi giudica non sulla persona ma su un criterio. Ovvero, in questo caso, sul fatto che un 65enne «non può parlare per principio» anche se ha un pensiero giusto «e un 22enne sì, anche se non ha niente da dire». Sulla base di questo ragionamento, l'ottantenne Ciriaco confessa: «Ho avuto molti conflitti nella mia carriera. Ma è la prima volta che disprezzo una persona». (al. ch. Corriere del Mezzogiorno)

martedì 10 giugno 2008

Fioroni apre a De Mita: sì all'alleanza

A modo suo, cioè con un giro di parole che, in caso di bisogno, potrebbe garantirgli una via di fuga e di tenere a bada il proprio interlocutore con il classicissimo «questo lo dice lei», Giuseppe Fioroni, uno dei big del Partito democratico e, per antica vocazione, uomo forte dell'organizzazione, finisce per ammettere che il dialogo in Campania può avvenire anche col "grande esule" Ciriaco De Mita. «Perché — spiega, rispondendo a una domanda specifica sul leader di Nusco passato all'Udc — il problema non è ammettere o escludere qualcuno, ma comprendere qual è l'obiettivo del dialogo. E poiché l'obiettivo è realizzare il bene comune in un determinato territorio, in questo caso della Campania, è giusto dialogare con tutti quelli che condividono questo obiettivo. Fare politica contro qualcuno non ha senso». Bravo vero l'ex ministro dell'Istruzione? Che non si scompone nemmeno quando gli è stato ricordato il travagliato iter delle primarie in Campania, caratterizzato da scontri all'ultimo sangue più simili alla sfida dell'Ok corral che a quei felpati congressi democristiani, dove i colpi mortali venivano messi a segno col fioretto. «Ho riscontrato — assicura Fioroni — una forte volontà di voltare pagina. Nelle assemblee per l'elezione dei nuovi segretari provinciali, spero che la volontà di partecipare e di confrontarsi sia accompagnata dalla discontinuità rispetto ai litigi che ci hanno fatto finire troppe volte sui giornali». In altre parole, «si può competere, ma senza andare altre». E sulle allenaze per le regionali che, gli è stato ricordato, sono quasi una necessità considerato il sistema elettorale vigente, l'ex ministro dà un'altra risposta double face. «Una politica delle alleanze è necessaria, perché in democrazia queste sono le regole. Ma non deve diventare una scorciatoia. E, soprattutto, non si possono riproporre vecchi schemi». Al fianco di Fioroni il segretario regionale campano Tino Iannuzzi. «Entro luglio — ricorda — dovremo completare il radicamento organizzativo del partito. ogni comune dovrà avere il suo circolo, poi ci saranno le assemblee provinciali per l'elezione dei segretari e dei gruppi dirigenti». Le grandi manovre sono già partite. Voci ricorrenti, ma naturalmente non confermate, riferiscono dell'assessore regionale Andrea Cozzolino interessato alla poltrona di numero uno del Pd napoletano. Ma difficilmente la sua sarebbe una candidatura unitaria. Potrebbe pertanto rafforzarsi la posizione dell'attuale segretaria provinciale Emma Giammattei, eletta nello scorso autunno con i voti della minoranza interna regionale (area Salvatore Piccolo) e con l'apporto dei delegati (di maggioranza) vicini all'ex ministro Luigi Nicolais. A Caserta corre voce di un'intesa, benedetta anche dal presidente della Provincia e attuale segretario provinciale Sandro de Franciscis, per portare alla guida del Pd dell'ex diessino Enzo Iodice: un modo per bilanciare la preponderante presenza istituzionale (Consiglio regionale e Parlamento) di esponenti ex Margherita. Alcune chance in Terra di Lavoro potrebbe averla anche l'ex deputata Rosa Suppa. (Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno)

sabato 19 aprile 2008

De Mita: meglio Bassolino che Nicolais

«Se non con voi, starò contro di voi!». Le ultime parole famose, di un paio di mesi fa, non gli hanno portato fortuna. Ciriaco De Mita è out. Fuori dal Parlamento dopo 45 anni trascorsi quasi ininterrottamente ma è contento. Torna a parlare di politica, dopo le elezioni, per un vertice con i fedelissimi dello scudo crociato. Così come riportato da Repubblica Napoli, l´ex presidente del Consiglio nella sua analisi si fa severo proprio con gli esponenti del Pd: «Non hanno capito che hanno perso le elezioni. E se metteranno il ministro Nicolais candidato, perderanno anche la Regione Campania. Che vi devo dire? Se mi chiedete chi votare tra Bassolino e Nicolais non ho dubbi: scelgo Bassolino». Non a caso De Mita afferma che non sono previsti riflessi del voto sugli enti locali: nessuna crisi alla Provincia e al comune di Avellino, dove il sindaco Giuseppe Galasso, ex fedelissimo del leader, è rimasto nel Pd. «Ma il progetto del partito di centro va avanti - chiarisce De Mita - anche perché non siamo stati sconfitti dal voto».

martedì 8 aprile 2008

De Mita: «Io vecchio? Se sarò eletto Nicolais si dimetta»

«Nicolais? Sono pronto a lanciargli una scommessa». Ciriaco De Mita non si smentisce: a Torre del Greco, in un teatro gremito, usa l’arma dell’ironia per attaccare ancora una volta il candidato del Pd, già ripetutamente oggetto dei suoi strali. Il ministro dell’Innovazione peraltro vive pochi chilometri più in là, ad Ercolano, dove il leader irpino candidato al Senato per l’Udc si è recato poco più tardi, riscuotendo altrettanto consenso. La scommessa, dunque: «Nicolais - dice De Mita - non perde occasione per dire che lui è il nuovo, mentre io sono il vecchio. E allora, gli propongo di dimettersi se io, il vecchio, verrò eletto». Applausi fragorosi, commenti divertiti. La scommessa, adesso, è vedere quale sarà la risposta di Nicolais. De Mita ha appreso durante il suo tour elettorale nel Vesuviano dell’annuncio di Bassolino di voler lasciare tra un anno la Regione: una decisione che che non ha voluto commentare. (Il Mattino)

giovedì 20 marzo 2008

Stanno ritornando?

A volte ritornano. Anche i simboli. Nella sede storica della Dc a Napoli si mescolano passato, presente e futuro e con la decisione di Ciriaco De Mita di lasciare il Partito democratico per lanciarsi nel progetto della costituente di centro sono scomparse le insegne della Margherita ed ha fatto il suo ritorno lo scudo crociato, come ai vecchi tempi della Democrazia cristiana. Ora, al primo piano dell'appartamento di sei stanze in via Santa Brigida numero 16, nel cuore di Napoli, giganteggiano i poster dell'Udc. Il poster dell'ex presidente del Consiglio e segretario della Dc sono gli stessi della campagna elettorale di due anni fa. Con un piccolo, ma non certo insignificante, ritocco: in basso a sinistra al posto del logo floreale della Margherita c'e' uno scudo crociato. Nel 2000 Marco Follini dedicò un libro alla Dc, sulla copertina lo Scudo fa da sfondo a un operaio che tira su “la diga della libertà”, mentre un altro che indossa una camicia rossa con falce e martello fa leva per scalzare i mattoni, nello stesso tempo che all'asta della leva fa forza un terzo, vestito alla foggia delle vecchie camicie nere, con su scritto MSI. Oggi, Follini, è capolista al Senato del Pd, e De Mita dell’ UDC. Qual è la differenza? Cosa hanno di diverso l’anziano politico di Nusco e l’ex segretario nazionale del partito “L’Italia di mezzo”?

giovedì 6 marzo 2008

Liberi e Forti, “code” sulla strada per Nusco…

Se a Salerno è ancora piena bagarre in casa diessina per la mancata candidatura di Alfredo D’Attorre con grande fermento tra i deluca-boys (o ex deluca-boys?), l’attenzione si concentra sulla discesa in campo di Ciriaco De Mita che – riferiscono autorevoli fedelissimi – è convinto di poter cogliere un risultato importante con la lista dei “Liberi e Forti” per il Senato. La novità, però, è che il leader di Nusco si sta mobilitando anche pera attrezzare candidature forti alla Camera in Campania 1 e Campania 2. “Sarà – spiega a New Press uno studioso di cose demitiane di salde origini irpine – una bella sorpresa per gli amici del Pd che soprattutto in Campania 2 non si riconoscono affatto nelle candidature. Troppa superficialità e troppa distanza dai territori. Si sta consumando il tentativo di mandare in frantumi o, meglio ancora, di archiviare una tradizione culturale prima che politica”. Insomma, è il “grande centro” democristiano che si sente attaccato in casa propria e che prova a rispondere con “la forza della ragione – continua la fonte di New Press – di fronte a un partito che non riusciamo a capire”. Ma, al di là della linea politica, è già pronta la macchina organizzativa. “Sarà una campagna elettorale – spiega a New Press un ex margheritino passato armi e bagagli con De Mita – alla vecchia maniera: un porta a porta dal vivo. Molti chilometri da macinare e molti comizi”. Intanto circola già la battuta: “Onda Verde ha segnalato traffico intenso sull’Ofantina con code e rallentamenti all’uscita di Nusco”.

sabato 1 marzo 2008

De Mita in Campania riparte da Casini

Da quando Ciriaco De Mita ha sbattuto la porta del loft di piazza Sant'Anastasia ai più è sembrato impossibile che andasse in pensione. Lo aveva, in un certo senso, fatto capire la figlia Antonia, in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno di qualche giorno fa, «papà lavora per unire non per dividere». Aveva ragione ovviamente. Il leader di Nusco torna (ma quando mai è andato via?) sulla scena politica dopo aver fatto da pontiere e aver ricongiunto due facce della stessa medaglia: Udc e Rosa bianca. Sarà candidato di questo ensemble moderato. Capolista al Senato, pare essere questa la decisione. L'ufficialità è arrivata ieri quando il candidato sindaco di Roma per il partito di Casini, Luciano Ciocchetti, ad una manifestazione politica si è lasciato sfuggire: «Ciriaco De Mita correrà come capolista in Campania per l'Udc». Se l'ex presidente del Consiglio dovesse correre per il Senato, a conti fatti e a meno di cambi in corsa, si troverebbe come avversario del Pd, il ministro Luigi Nicolais. Ma che sia Camera o Senato, la discesa in campo di De Mita è indubbio che in Campania crei difficoltà al Partito democratico, come anche al Popolo delle Libertà. Per De Mita l'accordo tra l'Udc e la Rosa bianca è la precondizione per la formazione della costituente di centro, un progetto cui non ha intenzione di rinunciare e che vede di nuovo uniti gli ex democristiani e gli ex popolari, decimati dal Pd di Veltroni. Per De Mita la sua scelta di lasciare il Pd non deve essere interpretata come trasformismo. Tutt'altro. È un ritorno a casa. Sotto il simbolo «liberi e forti» di sturziana memoria. Quanto alla Camera, nella circoscrizione Campania 1, secondo voci insistenti a guidare la rinnovata coalizione di centro potrebbe esserci Gerardo Bianco, anche lui non ricandidato dal Pd. Ai suoi stretti collaboratori De Mita avrebbe confidato: desidero una campagna elettorale vecchio stampo, poca filosofia e molti chilometri. (Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno)

martedì 26 febbraio 2008

Maximo …

Il leader del Partito Democratico parla del suo programma elettorale ai microfoni di Radio Anch'io. Molti i temi toccati, dall'efficienza del governo Prodi, la pedofilia e le candidature. Perché Massimo D'Alema in lista e Ciriaco De Mita no? Walter Veltroni, non ha alcun dubbio: «Ci sono figure per le quali, come è sempre stato e come è giusto che sia, in forza della loro esperienza e competenza si è deciso di fare deroghe: una cosa è avere 44 anni di esperienza parlamentare e un'altra cosa è avere una esperienza di governo, peraltro in corso, come quella di D'Alema che sul piano della politica estera ha dato risultati positivi». Insomma, quella di De Mita resta «tesi inaccettabile», e comunque, assicura Veltroni - «stiamo portando in Parlamento molte persone nuove». Nel Pd, insomma, il ricambio nelle candidature- sostiene il candidato premier- è evidente, «alle parole corrispondono i fatti».

Giuseppe De Mita si è dimesso dalla segreteria provinciale del Partito Democratico di Avellino (dopo la mancata candidatura dello zio Ciriaco) uno strappo destinato a ridisegnare la mappa della politica. «Ho fatto cambiare la serratura della sede del partito e ho consegnato le chiavi alla presidente dell’assemblea, Vanda Grassi. Mi sembra una lezione di stile». Considerato che nella sede di via Tagliamento è stata scritta la storia prima della Dc irpina e poi del Partito Popolare e della Margherita, il gesto di Giuseppe assume una grande valenza simbolica. Durante il suo discorso, De Mita fa i nomi dei sei esponenti dell’esecutivo provinciale (composto da 23 membri) che si sono dimessi insieme a lui. Provengono dalla ex Margherita e sono: il sindaco di Mirabella, Vincenzo Sirignano; il presidente dell'Asi, Pietro Foglia; il presidente della Comunità montana Alta Irpinia, Nicola Di Iorio; la responsabile provinciale del Movimento femminile del Pd, Rosetta Casciano; la ex capogruppo al Comune di Avellino, Enza Ambrosone, e il sindaco di Lioni, Rodolfo Salzarulo. La conta tra chi lascerà il Pd e chi resterà viene aggiornata di ora in ora. La maggioranza dei «quadri» di partito però, al momento, sembra orientata a non muoversi. De Mita jr, in serata, incontra una ventina di sindaci, per sondarne le intenzioni. Oggi ci sarà un summit informale dei dirigenti del Pd, domani o mercoledì un’altra riunione della direzione e dell’assemblea con il segretario regionale, Iannuzzi.

venerdì 22 febbraio 2008

De Mita sfratta il Pd

Il trasloco da via Santa Brigida a via Nazario Sauro è già cominciato. Sarà sul lungomare la nuova sede elettorale del Partito democratico che, dopo il divorzio da Ciriaco De Mita, ha cercato rapidamente una nuova casa per lasciare spazio al "Centro studi" del leader di Nusco. È in via Santa Brigida, infatti, che nascerà il laboratorio del "grande centro" in Campania. Sarà lì l´ufficio, il luogo in cui De Mita continuerà a fare politica a livello napoletano. Il Partito democratico, invece, si sposterà per ora in via Nazario Sauro per trovare poi una nuova e definitiva sede nel centro storico. Da via Nazario Sauro il Pd lancia una campagna elettorale che sarà coordinata dal segretario Tino Iannuzzi, deputato demitiano, affiancato dal consigliere regionale Pasquale Sommese (foto), responsabile della campagna del partito. E proprio Sommese, il più votato alle ultime regionali, avvisa: «Le regole stabilite a livello nazionale dal coordinamento del partito mirano alla fermezza e al cambiamento. Il Pd regionale deve accettare la sfida di Veltroni e non può trasformarlo in un risorgimento di comodi opportunismi. Ci sono personaggi pronti a occupare spazi senza avere una rappresentanza o una presenza territoriale. Occorre perciò subito una proposta per definire liste forti in Campania». (Tratto da Repubblica Napoli)

De Mita corteggiato da Udc e Udeur
Napolionline - la citta vista da dentro - venerdì 22 febbraio 2008