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domenica 19 luglio 2009

Posizionamenti

Luigi Nicolais è stato, nell'ordine, docente universitario, esponente del bassolinismo, ministro della Funzione pubblica con Prodi, nemico del bassolinismo, longa manus del veltronismo in Campania e segretario del Pd della provincia partenopea. Oggi, dopo aver meditato sul sostegno a Ignazio Marino, si è posizionato su Franceschini. Di più, darà vita - «ne ho già parlato con Sergio Cofferati ed Ermete Realacci» - a una lista dell'Innovazione per «Dario segretario». Qui trovate l’intervista completa al Riformista. ''Buono e chiaro il discorso di Franceschini. Un passo avanti per il Partito democratico''. E' il giudizio di Walter Veltroni in un'ampia e articolata intervista al 'Corriere della Sera' nella quale sostiene nel Pd due visioni di partito ''nitidamente diverse'' rappresentate non a caso da Pierluigi Bersani e Dario Franceschini, i due principali concorrenti alla segreteria del Pd. Quella di Bersani, dice Veltroni e' ''dentro l'evoluzione Pci-Pds-Ds, punta ad un modello di partito come ce ne erano un tempo''. Quella di Franceschini ''disegna un partito con l'ambizione di cambiare radicalmente il Paese, diventando il perno dell'alleanza riformista per l'Italia. Per me -spiega Veltroni- dopo il fallimento dell'Unione, e' questa la vocazione maggioritaria del Pd''. Per l'alleanza, Veltroni indica in primo luogo la formazione di Vendola, i socialisti e i radicali. Per il suo prossimo futuro, Veltroni annuncia un impegno particolare in funzione antimafia.

D'Alema: 'C'è chi vuole abolire la sinistra'

sabato 20 giugno 2009

Veltroni: “Indietro non si torna”

Pimonte - Walter Veltroni ringrazia con una nota il coordinamento di Pimonte per la bella accoglienza ricevuta lo scorso 21 maggio a Sorrento. “Volevo manifestarvi – scrive Veltroni ad Antonio Cuomo coordinatore locale del PD – la mia gratitudine per il bellissimo dono che mi avete fatto, che so essere stato realizzato da un bravissimo artigiano peraltro anche nostro sostenitore. Il dono più bello però è stato rivedere nel tenore dell’iniziativa, nel vostro entusiasmo e soprattutto nei vostri occhi il Partito Democratico che ho sempre sognato e per il quale mi sono sempre battuto. Ho avuto conferma della mia ferma convinzione che il PD nella nostra base è vivo e vegeto e più solido di quanto si possa pensare. Come ci siamo detti a Sorrento indietro non si torna e soprattutto il nostro popolo, e questo mi rassicura fortemente, non ha nessuna intenzione di fare passi indietro. Il PD – conclude l’ex segretario – ha bisogno di tempo, pazienza e dell’impegno e della passione che tanti di voi quotidianamente gli dedicano. Il tempo ci darà ragione e quello per me sarà il momento più bello.” Due anni dopo il discorso del Lingotto, con cui si era candidato alla guida del Pd, e a cinque mesi dalle dimissioni da segretario, Walter Veltroni torna ufficialmente in campo. "Il progetto del Pd - afferma - è messo in discussione, “di tutto abbiamo bisogno, tranne che di ritorni ad un passato che ha poco da dire''. E giovedì 2 luglio (alle 16.30 nel centro congressi Capranica a Roma) l'ex segretario scenderà direttamente in campo. Per Franceschini.

martedì 16 giugno 2009

A volte ritornano …

Aperto il dibattito pre-congressuale nel Partito Democratico, riappare anche Walter Veltroni che lascia capire che si batterà per la riconferma di Dario franceschini. Per il 2 luglio, infatti, l’ex segretario si è sentito in dovere di dire la sua, convocando (via Facebook) una manifestazione a Roma. Alla quale parteciperanno fra gli altri Chiamparino, Gentiloni, Ichino, Sassoli, ma anche la nuova star Debora Serracchiani. Per rilanciare lo spirito del Lingotto. L'ex segretario vede un rischio. Che il progetto del Pd sia abbandonato. Per questo parla "di richiami antichi" di tensioni che "tornano e aumentano", di scenari che "arrivano a dire che forse sarebbe meglio lasciar perdere il Pd oppure ridurne le ambizioni trasformandolo in un frammento minoritario di uno schieramento senza un disegno riformista". E non si non può non leggere, in queste parole, la severa critica verso i passi indietro che si sono affacciati in casa democratica nel post elezioni. Quei boatos che chiedono un dissolvimento del Pd e la creazione di due forze politiche distinte: una di centro e una di sinistra. "Di tutto abbiamo bisogno, tranne che di ritorni ad un passato che ha poco da dire. Ci vuole più riformismo, più modernità, non il ritorno ad antiche e inesistenti certezze" taglia corto Veltroni. Dalle parti nostre, invece, si parla delle sostituzioni in Giunta "usato sicuro" fatte dal Governatore Bassolino. «Nappi e Marone in giunta? Sono come la pasta fatta in casa». Il costituzionalista Massimo Villone, esponente di Socialismo 2000, boccia senza indugi il minirimpasto deciso da Bassolino per sostituire Claudio Velardi e Andrea Cozzolino. «Il presidente Bassolino, decidendo da solo e nell’esercizio esclusivo della sua autonomia, ha nominato due nuovi assessori — dice lapidario Tino Iannuzzi —. Mi ha comunicato questa decisione qualche minuto prima della ufficializzazione, il Pd ne prende atto». «Del Pd parlo dopo i ballottaggi — chiude Bassolino — e dirò la mia, eccome se la dirò. A Roma hanno deciso che si parla dopo i ballottaggi».

venerdì 22 maggio 2009

Provinciali, Veltroni «riunisce» le anime Pd

Sorrento - Il ritorno in costiera di Walter Veltroni riannoda, almeno per un pomeriggio, le tante anime del Pd locale. L’attesa non è andata delusa, anzi. Tutti ascoltano con attenzione il suo intervento, c’è anche chi sottolinea la delusione personale per le sue dimissioni dai vertici del Pd. Walter Veltroni premette che in questo suo «viaggio in Italia», dopo aver lasciato la segreteria del Pd, ha sperimentato un modello del tutto inedito nella storia della sinistra e del centro sinistra: «dimissioni per amore e senza rancore». Una premessa per spiegare le motivazioni del suo ritorno a Sorrento, dopo quattordici anni, per rispondere all’invito attraverso un post lasciatogli su Facebook dall’avvocato Rosa Persico, per discutere un tema importante: «Perché continuare a credere nel progetto del Pd», un interrogativo pregnante, ma anche l’occasione per presentare il candidato del Pd alle elezioni provinciali nel collegio di Sorrento-Capri, Pietro Gnarra, intervenuto all’incontro con l’aspirante alla presidenza della Provincia, Luigi Nicolais, con il segretario regionale del Pd, Tino Iannuzzi, il segretario della sezione di Sorrento, Alessandro Schisano. «In questi giorni – ha spiegato Walter Veltroni – tutti i partiti sono impegnati a parlare di preferenze, strategie. Noi, invece, ci incontriamo così, come è giusto fare in campagna elettorale, per dirsi delle verità. Non si può far finta di rinviare o rimandare di affrontare inquietudini. Se ci sono, è giusto parlarne e trovare insieme delle spiegazioni e delle soluzioni». Poi, un flash per ribadire la stima in «Gino Nicolais, una delle persone del Partito democratico al quale pensavo. Un uomo che ha dentro di se quei cromosomi di disinteresse personale, di passione civile, di competenza, di non demonizzazione dell’avversario come ragione stessa della propria esistenza, una candidatura veramente in linea con gli ideali del Pd». Luigi Nicolais, quindi, si è soffermato sul progetto programmatico a sostegno della sua candidatura: «Non votiamo per una provincia che conosciamo – ha detto il candidato alla presidenza del centro-sinistra -. Votiamo per una provincia che cambierà sostanzialmente, votiamo per una provincia che si dovrà trasformare in tempi brevi in una città metropolitana, un cambiamento non solo di nomi, ma principalmente di deleghe, di responsabilità e di poteri». (Antonino Siniscalchi il Mattino)

giovedì 21 maggio 2009

Veltroni torna a Sorrento dopo 14 anni

Sorrento - Walter Veltroni, oggi pomeriggio alle ore 16, torna a Sorrento dopo quasi quattordici anni. Nel mese di novembre 1995, sempre al Circolo dei Forestieri, incontrò l’elettorato locale per sostenere la candidatura a sindaco di Ferdinando Pinto. La missione di allora andò a buon fine, perché l’intervento di Walter Veltroni, all’epoca esponente di punta del Pds, fu particolarmente coinvolgente per l’elettorato sorrentino che tributò la vittoria di Ferdinando Pinto nel ballottaggio con Giuseppe Cuomo. Non era più tornato a Sorrento, Walter Veltroni, avviandosi verso una intensa attività politica e istituzionale, attraverso l’Ulivo con Romano Prodi, la vice presidenza del consiglio e ministro dei Beni culturali nel Governo Prodi, il ritorno al partito che si era trasformato in Ds, la poltrona di sindaco di Roma, la fondazione del Pd, la sconfitta alle elezioni del 2008, l’addio alla segreteria del Pd. A riaprire l’orizzonte su Sorrento è stato un messaggio su Facebook lasciato da Rosa Persico, avvocato di Sorrento, che manifestava a Walter Veltroni l’amarezza per l’epilogo della sua permanenza al vertice del Pd. Tra Walter Veltroni e Rosa Persico si è consolidato un intenso confronto con un insistente invito a venire in costiera. Veltroni prima accetta, poi il suo arrivo sfuma nel tempo. Finalmente, promette e mantiene l’impegno: oggi pomeriggio onorerà l’invito di Rosa Persico. Sarà l’occasione per discutere e confrontarsi su un tema che guarda al futuro «Perché continuare a credere nel progetto del Pd». Un tema che alimenta l’attesa e la legittimità di una scelta: «È una provocazione – sottolinea Luigi Mauro, consigliere comunale da trent’anni -. Vogliamo capire perché Walter Veltroni si è dimesso dal segretario del Pd. Quali sono le motivazioni per continuare a credere in quel progetto varato con la sua nomina a segretario, perché si è arenato e quali sono le basi per continuare a credere nel progetto stesso e programmare solide basi per il futuro». Ovviamente, la presenza di Walter Veltroni a Sorrento si inserisce anche nell’ottica di sostenere la candidatura alla presidenza della Provincia di Napoli, Luigi Nicolais e dell’esponente del Pd in corso per il Consiglio provinciale nel collegio Sorrento-Capri (che comprende anche i Comuni di Anacapri, Massa Lubrense, Sant’Agnello, Piano e Meta), Pietro Gnarra. All’incontro, infatti, interverranno sia Nicolais che Gnarra. «Siamo particolarmente felici della presenza di Veltroni a Sorrento - spiega Luigi Ponticorvo, coordinatore della campagna elettorale del Pd in penisola sorrentina -. È un’occasione importante per confrontarsi su temi significativi per lo sviluppo del nostro territorio. Il Pd in penisola sorrentina è impegnato nel presentare un’azione forte coesa e coerente con le attività politiche da mettere in campo per un concreto coinvolgimento della nostra area nell’ambito delle prossime amministrative provinciali e alle elezioni europee». Per il Pd della costiera, inoltre, è in programma un altro appuntamento elettorale: lunedì a Villa Fondi a Piano di Sorrento, con la partecipazione di Rosaria Capacchione, Tino Iannuzzi, Teresa Armato e Francesco Casillo. (Antonino Siniscalchi il Mattino)

mercoledì 20 maggio 2009

Veltroni a Sorrento

Walter Veltroni a Sorrento, domani giovedì 21 maggio alle 16,00 al Circolo dei Forestieri. C’ è fermento e attesa in Penisola Sorrentina per l’importante incontro con l’ex segretario del Partito Democratico, invitato dalla sezione sorrentina, per discutere e confrontarsi sul tema: “Perché continuare a credere nel progetto del partito democratico”. All’incontro intervengono Luigi Nicolais, candidato Presidente alla Provincia di Napoli e introduce Pietro Gnarra, candidato al consiglio provinciale per il collegio Sorrento – Capri. “Siamo particolarmente felici della presenza di Veltroni a Sorrento- un’occasione importante per confrontarsi su temi significativi per lo sviluppo del nostro territorio – Il Pd Penisola Sorrentina dichiara Luigi Ponticorvo, coordinatore della campagna elettorale per il collegio di Sorrento – Capri, è impegnato nel presentare un’azione forte coesa e coerente per le attività politiche da mettere in campo per un concreto coinvolgimento della nostra area in riferimento alle prossime amministrative provinciali e alle elezioni europee. Previsto un altro incontro, il prossimo 25 maggio a Villa Fondi a Piano di Sorrento, con la partecipazione di Rosaria Capacchione, Tino Iannuzzi, Teresa Armato e Francesco Casillo

martedì 19 maggio 2009

Walter Veltroni a Sorrento

Walter Veltroni a Sorrento il 21 maggio, D'Alema sarà in Campania in tre tornate: il 24 e 28 maggio e 3 giugno. Il segretario del Pd, Franceschini infine sarà a Napoli il 29. Una passeggiata tra i vicoli del centro storico, tappa in un mercato tipico rionale, conferenza stampa alla luce del sole, nel vero senso della parola, all'aperto e infine l'immancabile pizza partenopea. Sono le prime indiscrezioni che filtrano al Velino, sulla visita a Napoli del segretario del Partito Democratico Dario Franceschini, il prossimo 29 maggio. Il leader del centrosinistra arriverà in mattinata nel capoluogo campano per poi proseguire intorno alle 16,00 alla volta di Avellino e Caserta. Ad accompagnare Franceschini, il candidato alla presidenza della Provincia per il Pd Luigi Nicolais e il segretario regionale del partito Tino Iannuzzi. Ancora in forse la presenza del capolista alle europee Paolo De Castro. Nel pomeriggio, il leader Pd si sposterà ad Avellino per una manifestazione con Giuseppe Galasso, in corsa per diventare primo cittadino e con Alberta De Simone, presidente uscente della Provincia in cerca di conferma. Dall'Irpinia a Terra di Lavoro, dove Franceschini parteciperà a una kermesse incentrata sulla legalità dove sarà certamente presente la candidata alle europee Rosaria Capacchione.

giovedì 14 maggio 2009

Veltroni a Sorrento, grazie a Facebook

Sorrento - Walter Veltroni il 21 maggio 2009 alle ore 16 sarà a Sorrento al Circolo dei Forestieri. La notizia era nell’aria già da qualche giorno, questa mattina la conferma arriva dal quotidiano Metropolis. Logorato dai contrasti interni, dalle spinte in avanti, dalle personalità forti, Veltroni qualche mese fa si è dimesso dalla segreteria del Partito democratico. Proprio dall’addio di Veltroni, nasce una mail di “sfogo” dell’avvocato Rosa Persico di Sorrento. Poche righe su facebook per esprimere amarezza nei confronti di chi sembrava la persona giusta. Veltroni ha risposto alla professionista sorrentina. “Mi dispiace, hai ragione come tanti altri, ma non ce l’ho fatta. E’ giusto che continuiate a crederci. Si può fare”. Tra il politico e l’avvocato inizia una corrispondenza sul social network più diffuso al mondo, che sfocia nell’invito a Sorrento. Veltroni accetta, ma poi tutto svanisce per i troppi impegni. Rosa non si arrende e davanti al “no” manifesta “senza peli sulla lingua” la sua delusione. Veltroni risponde, probabilmente ferito nell’orgoglio: “Caschi il mondo ma a Sorrento ci sarò”. L'ex segretario del PD sarà a Sorrento non per merito dei politici locali. Niente comizi, niente campagna elettorale, ma solo la voglia di incontrare gente “normale”.

venerdì 20 febbraio 2009

Siamo amici ...

Tremila anime in cerca di leader. Da Repubblica le incertezze regolamentari della kermesse romana del PD. Infatti l'Assembleona non ha un presidente perché Prodi non è mai stato sostituito. Finora ha svolto questo compito - ha "coordinato", si dice nell'ambiguo gergo del potere - Anna Finocchiaro, e neanche troppo male: ma stavolta la faccenda è un po' più complicata, essendo proprio il presidente colui che stabilisce i tempi e i modi del percorso che dovrebbe portare alla scelta di un nuovo leader. Ipotesi su cui i costruttori del partito si sono concentrati per circa tre mesi, nella mega-iniziatica Commissione Statuto, ma come si vede senza risultati certi. Sempre da Repubblica D’Alema sgombra ogni dubbio e afferma. "Caro Walter, nessuno ha complottato la crisi nasce da una politica confusa". "A Veltroni riconosco una profonda autenticità di ispirazione. D'altro canto non è affatto vero che io e Veltroni litighiamo da 20 anni. Abbiamo avuto momenti di dissenso politico, e fasi di intensa collaborazione. Eppure, da anni non si parla di noi se non in termini di duello personale".

giovedì 19 febbraio 2009

Veltroni resta capo tribù di Balaka...

"La parabola di Veltroni non si è conclusa. Non è ancora un signor nessuno come si augura chi lo conosce bene: per esempio i cittadini romani che, durante il suo mandato al Campidoglio, hanno assistito alle più copiose colate di cemento dal dopoguerra a oggi, allo sgretolamento delle strade e alla polverizzazione del trasporto pubblico. All'inventore del 'ma anche', non più sindaco e non più leader del Pd, resta la carica di capo tribù di Balaka, assegnatagli nel corso del viaggio in Malawi datato maggio 2007. Supponiamo ancora per poco. Perchè, parafrasando Lincoln, si possono prendere in giro delle persone per un po' di tempo, ma non tutte le persone per tutto il tempo. Quando impareranno a conoscerlo, e' indubbio che a Veltroni l'africano toglieranno pure l'ultima poltrona rimastagli, lo scranno di capo tribù. Sara' un grande giorno, per gli abitanti di quel continente. Alla pari di quello vissuto dai romani al momento delle dimissioni da sindaco". Lo ha affermato Fabio Desideri, vicepresidente nazionale dei Cristiano popolari verso il Pdl. (Velino)

mercoledì 18 febbraio 2009

Veltroni getta la spugna

Walter Veltroni si è dimesso da segretario del Pd. Il portavoce Andrea Orlando ha annunciato che oggi il segretario spiegherà le motivazioni che lo hanno portato a questa scelta e che il vicesegretario del partito Dario Franceschini proporrà agli organismi dirigenti il percorso da seguire dopo le dimissioni di Veltroni, sulla base del regolamento statutario. Ma che cosa prevede al riguardo lo statuto del Pd? La risposta va cercata all’articolo 3, punto 2. In cui si afferma: “Se il Segretario cessa dalla carica prima del termine del suo mandato, l’Assemblea può eleggere un nuovo Segretario per la parte restante del mandato ovvero determinare lo scioglimento anticipato dell’Assemblea stessa. Se il Segretario si dimette per un dissenso motivato verso deliberazioni approvate dall’Assemblea o dalla Direzione nazionale, l’Assemblea può eleggere un nuovo Segretario per la parte restante del mandato con la maggioranza dei due terzi dei componenti. A questo fine, il Presidente convoca l’Assemblea per una data non successiva a trenta giorni dalla presentazione delle dimissioni. Nel caso in cui nessuna candidatura ottenga l’approvazione della predetta maggioranza, si procede a nuove elezioni per il Segretario e per l’Assemblea”. Veltroni annunciando la conferma delle sue dimissioni avrebbe parlato della necessità di «uno scossone salutare». La sua sarebbe, in sintesi, «una mossa per tutelare il Pd». Ora le ipotesi più credibili in campo sarebbero quella di un'assemblea costituente che incoroni Franceschini fino al prossimo congresso oppure andare subito alle primarie, una soluzione caldeggiata soprattutto dalla "corrente Bersani".

martedì 17 febbraio 2009

Salutm a’ Soru …

Veltroni resta leader del PD

Il segretario del Pd Walter Veltroni ha messo il suo mandato a disposizione al coordinamento del partito dopo la sconfitta in Sardegna. Il vertice del partito avrebbe però respinto le dimissioni spiegando che non è in discussione la leadership. Francesco Rutelli in una nota su Facebook rinnova la fiducia a Veltroni per fare un partito nuovo. “Non si torna indietro. L'esperienza di Margherita e DS è conclusa. Ora Veltroni faccia quello che non è riuscito a fare finora”. Per Massimo Cacciari: la colpa della sconfitta non è né di Soru né di Veltroni, argomenta il filosofo sindaco di Venezia: “È il Pd nel suo insieme che non va. Tutta la leadership del partito in questi mesi si sta dimostrando non all’altezza della situazione. Non si affrontano i problemi organizzativi (che ho sottolineato tante volte), non si sviluppa un dibattito politico-strategico all’interno del partito, la dialettica è ancora bloccata sulle vecchie leadership e non si promuovono forze giovani. In questa situazione quanta strada si vuole fare? È evidente che finisca così”. Non ci gira intorno nemmeno il senatore del Pd Felice Casson: «È una sconfitta netta, molto chiara, al di là delle aspettative - dice - Le elezioni regionali sarde hanno una valenza non solo regionale ma nazionale, di carattere politico. Anche perchè - aggiunge - Berlusconi ha investito molto ed è per noi ancora più preoccupante perchè significa che il modello Berlusconi passa nel Paese. Se questo è vero - conclude Casson - anche noi dobbiamo ragionare in modo diverso».

Veltroni ko

Ugo Cappellacci da perfetto sconosciuto diventa il nuovo governatore della Sardegna, scalzando Renato Soru che nel 2004 vinse con il 50,13%. Decisiva per la vittoria del candidato del Pdl il massiccio impegno di Silvio Berlusconi in campagna elettorale. «Ero certo della vittoria, - ha detto il Premier - quando ci metto la faccia io, non si perde mai». Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera parla del custode della «sardità» sconfitto da Silvio-Ercole. Ma chi ha realmente perso in Sardegna è Walter Veltroni. Se da un lato il vincitore è Berlusconi, dall'altro lo sconfitto è senz'altro il leader democratico. La bilancia si è spostata bruscamente a favore del centro-destra e l'opposizione rimane come frastornata, colpita sul piano mediatico come non avveniva dal giorno delle elezioni politiche. Il Pdl diventa il primo partito nell'isola superando il 30%, il Pd al contrario affonda e non arriva al 25% (un anno fa alle Politiche si attestò al 33% e nelle Regionali del 2004 la somma dei tre partiti confluiti nel Pd, Ds-Dl-Progetto Sardegna, portò una dote attorno al 32%). Nelle fila del centrodestra crescono i Riformatori (dal 6 al 7% circa), si conferma la potenza dell'Udc che viaggia sempre sul 9-10%, mentre il contestato debutto del Psd'Az nello schieramento guidato dal Pdl premia la scelta dei suoi dirigenti (dal 3,83% del 2004 al 4,35 di oggi). Balzo in avanti dell'Idv che passa dallo 0,99% del 2004 all'attuale 5%. Al contrario, scende di un punto il Prc che si attesta al 3%. I dissidenti del Psd'Az raggruppati con i Verdi nella lista dei Rosso Mori si fermano al 2%. I Socialisti superano di poco il 2% contro il 3,76 del 2004. L'Irs dell'indipendentista Gavino Sale conquista il 2% come dato di lista, ma la sorpresa è il successo personale del leader che ha superato il 3% nella lista regionale.

Veltroni chiama i suoi a raccolta

venerdì 13 febbraio 2009

Costituzione; Scalfaro: Si puo' toccare ma non stravolgerla

Il Pd manifesta per difendere la Costituzione: è "un testo straordinario" che può essere certamente modificato ma non per trasferire "il potere legislativo nelle mani di uno solo". Il segretario del Pd, Walter Veltroni, lo dice ai giornalisti a margine della manifestazione organizzata dai democratici a piazza Santi Apostoli. Veltroni ricorda che la Costituzione "è stata scritta in un momento drammatico" e spiega che va innanzitutto "difesa". Quindi, aggiunge, "può certamente essere modificata, ma nel rispetto dei suoi principi fondamentali e certamente non per trasferire il potere legislativo nelle mani di uno solo". La Costituzione si può modificare ma non è possibile stravolgerla. Lo ha detto Oscar Luigi Scalfaro alla manifestazione del Pd in difesa della Carta, rivolgendo un appello "alla coscienza di tutti i parlamentari: non abbiamo detto che la Carta non si può toccare, vogliamo aggiornarla, però non è possibile che sia stravolta". Il presidente emerito della Repubblica ha ricordato anche che quando fu approvata dall'Assemblea costituente ci furono soltanto 62 voti contrari su 556 e che dunque occorre una maggioranza ampia per modificarla e, a questo proposito, ha citato il 60% di italiani contrari alle modifiche proposte dal precedente Governo Berlusconi. Soprattutto, Scalfaro ha ribadito che "non si possono toccare i valori di fondo, i diritti primari della persona, i diritti inviolabili dell'uomo" che nella Costituzione vengono sanciti, e ha citato l'articolo 4, "il diritto al lavoro che in questo momento di crisi è un principio enorme". (Apcom)

Veltroni, lettera a Repubblica
Non ci sto, la linea del Pd è chiara
"Sosterremo il diritto di ciascuno di esprimere la volontà sulla fine della propria vita"

domenica 8 febbraio 2009

Veltroni: Berlusconi si inchini alla Costituzione su cui giura

Serve un chiarimento, anzi, una riforma della Costituzione. Lo chiede il presidente del Consiglio, che muovendo da quanto accaduto sul caso Englaro chiede a gran voce "un chiarimento sulla lettura della Carta costituzionale". E lo fa osservando, ad esempio, che "la responsabilità del giudizio sui requisiti di necessità e urgenza per la decretazione sia del governo e che il giudizio su questo fatto sia già attribuito al Parlamento che esamina l'esistenza di questi requisiti come primo atto nella Prima Commissione". "Ora andremo a fare delle riforme - ha proseguito il premier poco prima di lasciare Cagliari - e può darsi che andremo subito a chiarire il dettato della Carta". Lasciando intendere che senza strumenti legislativi come i decreti il governo si svuota delle sue funzioni e può addirittura "andarsene a casa", Berlusconi scandisce che dopo una riflessione occorrerà vedere "se dovremo arrivare a quelle riforme della Costituzione che sono necessarie perché la Carta è una legge fatta molti anni fa sotto l'influenza della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come a un modello da cui prendere molte indicazioni". Dura replica del segretario del Pd, Walter Veltroni, alle critiche del Premier."Berlusconi - afferma Veltroni- dimentica di aver giurato fedeltà alla Costituzione italiana. La Costituzione è nata grazie al sacrificio di milioni di italiani che contrastarono chi aveva cancellato il ruolo del Parlamento e messo gli oppositori in condizione di non poter esprimere le proprie idee. Berlusconi si deve inchinare davanti alla Costituzione e davanti al sacrificio di quegli italiani. (Apcom)

Siamo col Presidente della Repubblica

mercoledì 4 febbraio 2009

Sommese: morte inspiegabile, era fuori dai giochi della politica

«Una famiglia stimata, una persona fuori dai giochi della politica. Per tutti noi si tratta di una morte inspiegabile». A tracciare un ricordo del consigliere comunale ucciso a Castellammare di Stabia è Pasquale Sommese, consigliere regionale del Pd molto votato nella zona del Vesuviano. «Era stato manager della Sector - ricorda - ma quando la ditta fallì aprì un negozio di abbigliamento. Si avvicinò alla politica per prendere il posto del fratello». «Politicamente non era vicino a me - dice - due anni fa al congresso cittadino presentò una lista autonoma opposta alla mia e da allora ha assunto posizioni autonome nel partito segnalandosi peraltro per certe tesi culturalmente berlusconiane, a differenza del fratello Giovanni che era organico alla Margherita. Lui no. Lui stesso - prosegue Sommese - non faceva mistero di certe sue simpatie berlusconiane pur stando nel Pd» (Il Mattino.it)

"Esprimo sdegno e profondo dolore per il barbaro agguato eseguito con modalità che appaiono di stampo camorristico, che ha stroncato con inaudita violenza la vita di Antonio Tommasino, consigliere comunale del Pd di Castellammare di Stabia. A nome mio e del Pd regionale esprimo commossa solidarietà e vicinanza alla famiglia colpita da questo agghiacciante e gravissimo crimine. Occorre una ferma ed immediata risposta da parte dello Stato. E’ necessario che la magistratura e le forze dell’ordine assicurino con la massima rapidità alla giustizia gli autori di questo delitto che suscita tanto allarme, sconcerto e dolore". Lo dichiara Tino Iannuzzi, segretario regionale del Pd della Campania.

"Un agguato efferato, una pagina di orrore della camorra". Walter Veltroni commenta così l'assassinio di Gino Tommasino. Il segretario del Pd, che ha espresso "solidarietà e affetto alla famiglia" del politico, ha sottolineato: "Stroncare la camorra, metterla in condizione di non fare più assassinii, di non pesare più nella vita del Paese, deve essere un compito di tutte le forze politiche". (Adnkronos)

lunedì 2 febbraio 2009

“Vota il migliore e peggiore politico 2008”

Circa 300.000 persone appartenenti alla web community di EcoTv (Sky906) durante il mese di gennaio hanno partecipato al sondaggio “Vota il migliore e peggiore politico 2008”. Secondo i votanti peggior politico 2008 è risultato essere Walter Veltroni (31%) che precede Silvio Berlusconi (28%) e Giulio Tremonti (19%). Tra le donne primo posto per Anna Finocchiaro (21%) seguita da Mariastella Gelmini (19%) e Giovanna Melandri (16%). Miglior politico 2008 è invece risultato essere Massimo D’Alema (28%) che precede Nichi Vendola (23%) ed Antonio Di Pietro (18%). Tra le donne primo posto per Emma Bonino (33%) seguita da Rosy Bindi (21%) e Grazia Francescato (18%). Classifiche con dati ufficiali e percentuali sono consultabili sul sito www.ecotv.it "Quella di bruciare un leader dietro l'altro è una delle cattive abitudini del centrosinistra: credo che una leadership abbia bisogno di tempo per affermarsi, come è successo nel resto d'Europa e nel mondo a grandi protagonisti politici". Così dice Veltroni in una intervista pubblicata sul numero di febbraio del mensile free press Pocket. "Blair ha impiegato anni a costruire il New labour prima di vincere, Lula è diventato presidente alla quarta candidatura - aggiunge Veltroni (Apcom) -. Comunque, per noi, deciderà il Congresso del prossimo autunno".

domenica 1 febbraio 2009

Si riparte ...

Uolter riparte con il bus democratico in vista delle elezioni europee sperando che vada un po’ meglio dell’ultima volta. Immediatamente Rosy Bindi ai microfoni di Radio dem chiarisce la sua posizione sulla collocazione europea del Pd. «Dobbiamo trovare una traduzione regolamentare alla formula “con il Pse, non nel Pse”». «Io non chiedo a nessuno di entrare nelle altre case Europee - aggiunge Bindi - non possono chiedere a me, che non sono stata mai socialdemocratica, di diventarlo con il Pd». Sul versante locale – continua - il pressing nei confronti di Nicolais. Ma il diretto interessato resiste. Nel suo futuro l’ex ministro non vede la candidatura alla presidenza della Provincia. L’ex segretario del Pd appare irremovibile. Nei giorni scorsi ha detto no a Walter Veltroni e Goffredo Bettini che lo sollecitavano a scendere in campo. Ha detto no al commissario Enrico Morando. L’altra sera ha detto no anche a Piero Fassino, con il quale ha avuto un lungo incontro a Montecitorio.

Veltroni: "Con la green economy un milione di posti di lavoro"

martedì 20 gennaio 2009

Walter, Don Antonio e le tessere ...

Da Norberto Gallo l’intervento in video di Veltroni alla Mostra D’ Oltremare. Invece su Repubblica Napoli Conchita Sannino scrive della solitudine di don Antonio. L’unica cosa che va bene, la riporta il Corriere della Sera, nonostante la bufera sulla Iervolino, nonostante le polemiche su Bassolino, si registrano quasi 70 mila iscritti: più di un sesto del totale. Non male per una federazione, appunto quella partenopea, dilaniata da liti interne e scontri con Roma e commissariata. Qualcuno, nella sede capitolina del Pd, insinua che quelle cifre potrebbero essere «un po' forzate in maniera strumentale per avere più forza nel braccio di ferro che oppone Napoli ai vertici nazionali del partito».

«Bassolino vada avanti, ma cambi squadra e contenuti»

Veltroni incoraggia Bassolino a continuare, nonostante una postilla sibillina: «purchè ci sia innovazione». Il leader Pd è in visita a Napoli, la piazza probabilmente più turbolenta per il partito, a picco nei sondaggi dopo le bufere giudiziarie a Potenza, Pescara e sotto il Vesuvio. Il governatore Antonio Bassolino - spiega dunque Veltroni nel discorso ai suoi in assemblea pubblica - deve andare avanti, in sella alla Regione Campania, ma «a condizione» che da parte sua, però, ci sia «una forte innovazione nella squadra e nei contenuti». Una frase tutta da interpretare visto che il rimpasto in giunta è già avvenuto un anno fa in pieno terremoto rifiuti. «Per quel che riguarda il Pd - ha ribadito Veltroni - si continuerà a governare in Regione, a condizione che ci siano segni visibili, di squadra e di contenuti. Se ci sono bene, se no si trarranno le conclusioni necessarie».«Basta con gli ex Ds e gli ex Margherita. Ora ci sono i militanti del Pd che costituiscono la risorsa per costruire l’alternativa alla destra», dice. Veltroni aggiunge che il pluralismo del partito è una cosa positiva, ma «un conto è il pluralismo delle idee un conto è quello delle correnti, che anzi pregiudica l’apertura di un grande dibattito nel partito». «Se un cittadino - prosegue tra gli applausi Veltroni - si presenta ad un circolo, nessuno si azzardi a chiedergli ’con chi staì, perchè lui il problema lo ha già risolto stando con il Pd». Veltroni ha quindi invitato a dire «basta» alla logica dell’appartenenza ai due partiti fondatori, cioè Ds e Margherita, che attanaglia il partito. «Il partito - conclude - sia utile ai cittadini. Noi invece siamo troppo autoreferenziali, e abbiamo preso questo difetto dai partiti fondatori. Parliamo poco dei problemi dei cittadini». Fallisce tra i fischi del pubblico il tentativo di tre persone di contestare Walter Veltroni durante il suo intervento all’assemblea del Pd a Napoli. Veltroni interrotto per un paio di minuti ha potuto riprendere il proprio discorso e concluderlo. Quando il segretario del Pd ha spiegato la necessità del partito di «girare pagina», da un lato del Teatro Mediterraneo un uomo ha cominciato a gridare chiedendo le «dimissioni» delle giunte di centrosinistra. A quel punto un’altra persona, al centro della sala, alzatasi, ha apostrofato Veltroni: «Sei il segretario, dacci la linea». Il brusio della sala è aumentato progressivamente e Veltroni stava per rispondere quando un terzo uomo ha gridato: «Vattene». Questo ha fatto scattare la reazione del pubblico che ha fischiato. «Vai tu da Berlusconi» ha gridato un militante al disturbatore. Un applauso ha zittito definitivamente i tre consentendo a Veltroni di concludere il discorso. (R.w. Corriere del Mezzogiorno.it)