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giovedì 4 giugno 2009

Baffone & Baffino

Si rompe il sodalizio fra Massimo D'Alema e Claudio Velardi, attuale assessore regionale al Turismo della Campania. Dalle pagine del suo blog, l'ex assistente di D’Alema ha detto che non sarebbe andato a votare. Parole suonate come una bestemmia per D'Alema, oggi a Napoli per il suo tour elettorale. In un incontro del Pd all'hotel Ramada, l'ex premier si è detto «sconcertato» ed è ricorso a un velenoso sarcasmo: «Un uomo politico che fa l’assessore, che lavora nelle istituzioni e dice che non si deve votare, per coerenza innanzitutto deve dimettersi - ha detto D'Alema - Mi pare ovvio. Essendo una persona seria, non ho dubbi che lo ha già fatto, o lo sta facendo». Dal suo blog Velardi ritorna sul tema. “ Io sono stato nominato assessore per promuovere il turismo e i beni culturali della regione, attività che svolgo con grande impegno e anche con primi – credo - confortanti risultati. Non mi sono mai ritenuto parte di una coalizione politica: l’ho detto decine di volte. Dall’inizio del mio mandato ho dichiarato che avrei lavorato con spirito totalmente libero, senza condizionamenti di sorta, solo per dare una mano alla mia terra: e così ho sempre operato. Antonio Bassolino – e non altri - mi ha nominato assessore, e solo lui dispone delle mie deleghe. Può rientrarne in possesso in qualsiasi momento, se ritiene che sto facendo male il mio lavoro. Da cittadino, mi sono semplicemente posto un problema comune – temo - a molti potenziali elettori del Pd e del centrosinistra, che non si riconoscono nelle attuali scelte dell’opposizione. Cosa devono fare, questi elettori? Continuare a votare, come ormai fanno da tanto tempo, per il “meno peggio”? Io ho detto la mia. Non andrò a votare, perché vorrei – da ex e aspirante elettore del Pd - il meglio, non il “meno peggio”. Altri la pensano diversamente, e andranno alle urne. A fine settimana si faranno i conti. Nel frattempo – dico a D’Alema - è bene non sprecare una parolina – “dimissioni” - che potrebbe tornare utile per il dibattito politico nel Pd, il giorno dopo le elezioni.”

martedì 28 aprile 2009

I 60 anni di D'Alema visti dal KGB

Un documento riservato ritrovato negli archivi sovietici. 20 anni fa il KGB aveva interrogato vari esponenti - allora giovani - della sinistra italiana per avere un parere su D'Alema: era un bravo comunista? O stava già diventando un socialdemocratico? Rivelazioni sconvolgenti presentate alla festa di compleanno per i 60 anni di D'Alema. Con un piccolo aiuto da Dziga Vertov. Mockumentary a cura della Bocciofila Mitrohkin.



SECONDA PARTE

TERZA PARTE

venerdì 13 marzo 2009

D’Alema, la cecità del PDL

"Gli insulti e dinieghi" con i quali il Pdl ha accolto la proposta di una tantum del segretario Pd, Dario Franceschini, sono un "segnale di cecità". A dirlo, a margine della registrazione del programma di un'emittente televisiva locale a Napoli, è Massimo D'Alema. A giudizio dell'ex premier la proposta di Franceschini "serve, e serve innanzitutto alle famiglie più povere del Paese. Poi serve a rafforzare un sentimento di solidarietà che in questo momento così difficile è indispensabile". D'Alema cita Obama e la sua tassa sui grandi patrimoni per garantire assistenza sanitaria a chi perde il lavoro. E ribadisce: "Il fatto che la proposta di Franceschini, semplice, di un contributo modesto, sia stata accolta, tranne che da Bossi, con insulti e dinieghi è un segnale di cecità. Poi si dice che l'opposizione non propone nulla e protesta" (Agi).

Franceschini: "Se Berlusconi vince europee potrà fare cose inimmaginabili"

giovedì 12 marzo 2009

D’Alema boccia Veltroni poi elogia Franceschini

Il duello con l’ex segretario del Pd Walter Veltroni «è una gigantesca stupidaggine, ma nel corso del primo anno il partito è stato diretto in moto tale che ci ha portato a sconfitte e quindi c’è stato un ricambio». Massimo D’Alema, ospite di Faccia a faccia su Radiotre, valuta così la guida del Pd fino all’elezione di Dario Franceschini. Nella trasmissione l’ex ministro degli Esteri poi esprime parole di apprezzamento per Franceschini: «Dopo una crisi grave che è culminata nella sconfitta in Sardegna c’è stato un ricambio, la segreteria del partito è fatta di persone nuove e mi sembra che Franceschini stia lavorando bene. Ha dato un profilo più chiaro alla nostra opposizione, è riuscito a lanciare proposte giuste ed efficaci come l’assegno ai disoccupati. Si sta muovendo bene e c’è un clima più sereno nel partito, il che dimostra che non siamo condannati a polemiche vecchie». Parole che suscitano la replica di Giuseppe Fioroni, per il quale è «ingrato e ingeneroso» attribuire a Veltroni la responsabilità delle sconfitte elettorali del Pd. Mentre Tonini cita Fedro e commenta: «D’Alema non riesce a trattenersi dal tirare il calcio dell’asino contro Veltroni». (Il Mattino)

Pd: una tassa 'una tantum' sui redditi alti per aiutare i poveri e le famiglie in difficoltà

domenica 1 marzo 2009

Il governatore si riprende il partito

Undici mesi dopo l´esilio giù dal palco del Plebiscito di Veltroni, Bassolino è di nuovo sulla tribuna di una manifestazione del Pd. Chiuso lo scontro con Roma, lanciato via web al lombardo Civati l´invito per un dialogo con le nuove generazioni del nord, uscito dall´angolo dei rifiuti, il governatore torna al centro della scena. Pronto per le prossime partite. La prima è la segreteria provinciale. Non si dovranno attendere le elezioni. La guida del partito napoletano verrà scelta ad aprile. È d´accordo D´Alema. È d´accordo Morando. Il commissario sarà a Napoli fino alla compilazione delle liste, per governare la ressa e fermare la rissa intorno ai collegi che ancora si possono considerare blindati. Poi lascerà, e il Pd si darà un segretario alla vigilia della campagna elettorale. A larga maggioranza, già si dice. Dunque pure con il gradimento di Bassolino. Discorso che s´intreccia con l´ultimo rush verso le primarie. Il termine per le candidature è lunedì 9. Un giorno chiave è mercoledì 4, quando i Verdi terranno un esecutivo nazionale per decidere se entrare alle Europee nella lista Sinistra. È la condizione base perché Sd e vendoliani sostengano a Napoli l´uscente Di Palma alle primarie. Altrimenti tireranno fuori un´alternativa. In questo caso la giunta uscente avvertirebbe il bisogno di difendere il lavoro svolto con un altro candidato. È pronto Guglielmo Allodi, che condivide l´esigenza di «primarie vere e partecipate» espressa da Bassolino. In rete ha dei sostenitori, ai quali darà una risposta - non è un caso - proprio mercoledì. Così come dentro il Pd si racconta di altre pressioni su Nicola Oddati. Nicolais incontra domani Franceschini a Roma per sentirsi ribadire la fiducia che gli fu espressa da Veltroni, poi vola in Canada. L´ultima volta che era lì, a Napoli spuntò una candidatura contro di lui per la segreteria. (an. car. da la Repubblica Napoli)

Primarie, da Facebook la candidatura di Allodi

giovedì 26 febbraio 2009

Pd, tesserati a quota 66mila sabato convention con D’Alema

La prima tappa del programma di Enrico Morando è vicina alla conclusione. Il tesseramento è ormai completato e sono sessantaseimila i napoletani, tra città e provincia, che hanno sottoscritto l’adesione al Pd. Anche i circoli sono stati costituiti in quasi tutti i comuni e le municipalità di Napoli e restano da celebrare gli ultimi congressi per eleggere i coordinatori. «Stiamo procedendo secondo i programmi», dice Morando. Restano da risolvere i casi in cui il tesseramento è stato sospeso, come a Torre Annunziata, Visciano, Casamarciano, Nola. La seconda tappa è la conferenza programmatica. È stata convocata per sabato prossimo e sarà conclusa da Massimo D’Alema. Il programma è sul sito del partito (www.pdnapoli.it) e poggia sul concetto della Città metropolitana per cui, scrive il commissario, la Provincia dovrà «essere la sede di scelte strategiche sul futuro dell’area» demandando ai municipi «l’attività amministrativa a partire da quella ordinaria amministrazione che appare oggi così drammaticamente carente». Partendo dalla premessa di Napoli per «vocazione naturale» capitale del Mezzogiorno, Morando traccia le linee di sviluppo della provincia fissando sei direttrici organizzative e otto obiettivi. «È il nostro programma, il programma del Pd, al quale il candidato presidente potrà attingere. E lo stesso vale per le altre forze politiche: non pretendiamo che il nostro sia il programma dell’intera coalizione», ha detto il commissario. Solo dopo la conferenza programmatica e le primarie, sarà affrontata la questione della segreteria. Resta da capire se il nuovo segretario provinciale sarà eletto prima o dopo le elezioni di giugno. (p.mai. il Mattino)

sabato 21 febbraio 2009

Altri tempi ...

Il segretario regionale dell'Udeur Antonio Fantini, ha ricevuto oggi una informazione di garanzia emessa dalla procura di Napoli. Secondo quanto trapelato, il provvedimento è stato firmato nell'ambito di un nuovo filone d'indagine dell'inchiesta, avviata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere e poi trasmessa a Napoli per competenza territoriale, che lo scorso anno portò al coinvolgimento dell'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella e del presidente del consiglio regionale della Campania Sandra Lonardo Mastella. Sugli sviluppi dell'inchiesta gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo. Sul versante Piddino, interviene Massimo D’AlemaCorriere del Mezzogiorno - «Compagni, Morando è da riconfermare». Massimo D'Alema fa esplodere il botto, poi corregge un po' il tiro: «Questa, naturalmente, è soltanto una mia opinione, ma io non ho cariche nel partito e soprattutto non nomino commissari. Mi sono spinto solo perché mi sembra urgente e inderogabile che il Pd napoletano abbia una guida democraticamente legittimata rempiendo il vuoto di oggi». Il percorso romano, quindi, non cambia, ma le possibilità che Morando sfondi sono davvero risicate, soprattutto perché molti sono d'accordo con quanto ha detto Massimo Villone: «Il commissario è stato mandato a Napoli quando i poteri locali avevano già vinto la partita e il risultato non poteva essere cambiato».

venerdì 20 febbraio 2009

Siamo amici ...

Tremila anime in cerca di leader. Da Repubblica le incertezze regolamentari della kermesse romana del PD. Infatti l'Assembleona non ha un presidente perché Prodi non è mai stato sostituito. Finora ha svolto questo compito - ha "coordinato", si dice nell'ambiguo gergo del potere - Anna Finocchiaro, e neanche troppo male: ma stavolta la faccenda è un po' più complicata, essendo proprio il presidente colui che stabilisce i tempi e i modi del percorso che dovrebbe portare alla scelta di un nuovo leader. Ipotesi su cui i costruttori del partito si sono concentrati per circa tre mesi, nella mega-iniziatica Commissione Statuto, ma come si vede senza risultati certi. Sempre da Repubblica D’Alema sgombra ogni dubbio e afferma. "Caro Walter, nessuno ha complottato la crisi nasce da una politica confusa". "A Veltroni riconosco una profonda autenticità di ispirazione. D'altro canto non è affatto vero che io e Veltroni litighiamo da 20 anni. Abbiamo avuto momenti di dissenso politico, e fasi di intensa collaborazione. Eppure, da anni non si parla di noi se non in termini di duello personale".

sabato 14 febbraio 2009

«Bersani? Con lui in molti più vicini al Pd»

Massimo D'Alema sostiene Pierluigi Bersani. Secondo l'ex ministro degli Esteri infatti la candidatura alla segreteria del Pd di Bersani non indebolisce il partito rispetto alle vicine elezioni amministrative ed europee. «Conosco diverse persone - ha detto D'Alema interpellato a margine di un incontro con il mondo economico a Bologna - che, anzi, si sentono più vicine al Partito Democratico proprio perché Bersani si è candidato». Quanto alle perplessità espresse dal vicesegretario Pd Franceschini, secondo il quale Bersani avrebbe fatto meglio a scegliere un altro momento per candidarsi, D'Alema spiega che è una «discussione tra Franceschini e Bersani». «Io sono una terza persona» è stata la risposta. Interpellato sulla candidatura Bersani, D'Alema ha risposto di ritenere che «al momento in cui ci sarà il congresso si valuteranno le proposte, le candidature. Adesso non è il momento di esprimere queste valutazioni». Valutazioni che comunque - ha detto ancora - «sono variamente interpretabili, non mi pare che sia questo il problema». Ma si stanno facendo meno tessere?, ha chiesto un giornalista. «Non perché si è candidato Bersani - ha ironizzato D'Alema - . Io non sono un dirigente del Partito Democratico e non conosco i dati». (Corriere della Sera.it)

mercoledì 7 gennaio 2009

Dopo le tarantelle … il giallo

Dopo le tarantelle giungono gli sfoghi ... Il rimpasto a Palazzo San Giacomo del Sindaco Iervolino ha creato divisioni e malumore all’interno del Pd, altri sono addirittura contro come Ferrero (Prc) e Fava (Sd). A mettere pace ci dovrà pensare il commissario Enrico Morando - non appena giungerà in Città - dopo le dimissioni di Gino Nicolais. Gennaro Mola l’unico assessore non riconfermato si sfoga con il Corriere del Mezzogiorno. «Non credo si sia trattato di una bocciatura — tenta di argomentare — poiché la sindaca Iervolino mi ha chiesto di continuare a collaborare con lei. Non penso si sia trattato di una promozione, perché evidentemente non lo è. Ritengo di essere semplicemente vittima di quelle particolari vicende politiche che non sempre possono essere comprese». Sul caso Napoli, invece, non si tira indietro Massimo D’Alema che a Matrix dice: «Ad Antonio Bassolino voglio bene, ha fatto molto in questi 15 anni. Ma a Napoli e alla Campania ora serve un profondo rinnovamento perché c’è una classe dirigente che ha esaurito la sua spinta propulsiva». Un ragionamento che vale anche a livello nazionale, tanto che D’Alema torna a ripetere che la politica ha bisogno di «un forte rinnovamento generazionale». Con la sola eccezione di Berlusconi, che con ogni probabilità si sarà prodigato con gli scongiuri. «Lui - ironizza D’Alema - è un caso a parte, si è eternato ed è destinato a perdurare nel tempo. È immortale». Sull’intera vicenda, in fine, spunta anche il giallo delle registrazioni segrete …

martedì 16 dicembre 2008

D'Alema esprime il suo pensiero sul partito democratico in tempi non sospetti

Spopola sul web il D'Alema anti Pd. Il motivo per cui il video riscuote tanto successo è che in quei 46 secondi D'Alema demolisce completamente l'ipotesi del Partito democratico, che allora era ancora molto lontana dal realizzarsi. Oggetto dei suoi strali è l'incerto profilo identitario del futuribile Pd: «Ci mettiamo un po' di ambientalismo - dice sarcastico l'allora premier - perché va di moda. Poi ci mettiamo un po' di sinistra... un po' di Blair, perché è abbastanza lontano... Poi siamo anche un po' eredi del cattolicesimo democratico..., poi ci mettiamo un po' di giustizialismo che è di moda ed abbiamo fatto un nuovo partito».

giovedì 11 dicembre 2008

Na tazzulell' e cafè ...

Un pacco di Natale con i prodotti delle terre confiscate alle mafie. E´ il regalo che Massimo D´Alema, presidente della Fondazione Italianieuropei, ha ricevuto nel corso di una breve sosta alla Bottega dei saperi e dei sapori della legalità e che gli è stato consegnato dal presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Ad accoglierli nella bottega, a quasi un anno dalla sua inaugurazione, Geppino Fiorenza, referente campano di Libera: l´associazione ha aperto da un anno a Napoli una bottega dove vengono venduti prodotti realizzati nelle terre confiscate alla criminalità organizzata. Lo stesso Fiorenza ha mostrato uno spot, realizzato dai ragazzi e che rientra nell´iniziativa "Cento Spot" contro le mafie. All´uscita D´Alema e Bassolino hanno preso un caffé insieme al bar di Palazzo Santa Lucia, sede della Regione, trattenendosi a colloquio per una decina di minuti.

mercoledì 10 dicembre 2008

D´Alema affronta il "caso Napoli"

La Campania chiama Veltroni, e oggi arriva D´Alema. «Venga qui a Napoli, scenda giù nel territorio per una verifica, come si faceva una volta», l´invito rivolto due giorni fa al segretario del Pd da Antonio Valiante, vicepresidente della giunta regionale, voce di quel pezzo di partito pronto a sfidare la linea tenuta da Roma sul "caso Napoli". È proprio Valiante, stamattina, a sedere intorno alla stessa tavola rotonda a cui è stato invitato pure Massimo D´Alema, che arriva da presidente della Fondazione Italianieuropei nella città in cui fu capolista alle elezioni politiche, otto mesi fa, quando coi rifiuti in strada guidò il Partito democratico a toccare il 30 per cento, sottolineando ogni volta possibile «le eccellenze della regione» e «l´autonomia delle scelte dei cittadini campani». Ovvio che quella di oggi non potrà essere una giornata riservata ai soli impegni ufficiali, a neppure ventiquattr´ore di distanza dalla pubblicizzata telefonata di ieri con Veltroni, seguita da una nota del partito in cui si parla di risposta unitaria agli attacchi strumentali sulla questione morale. E la risposta unitaria concordata tra i due leader, ora, è «procedere sulla strada dell´innovazione». L´agenda ufficiale di Massimo D´Alema è composta da 4 appuntamenti. Il primo, in mattinata, è rappresentato dall´iniziativa della Cgil: "Da Barcellona all´Unione per il Mediterraneo: il partenariato e la cooperazione nel nuovo contesto della crisi finanziaria internazionale. Il ruolo dei sindacati in Europa", il tema del convegno alla sala delle assemblee del Banco di Napoli, via Toledo, la stessa strada in cui D´Alema insediò in primavera il suo comitato elettorale. Nel pomeriggio, D´Alema terrà prima la riunione del comitato scientifico della Fondazione e successivamente prenderà parte al convegno "Il Mezzogiorno di Ernesto De Martino", all´istituto degli studi filosofici, con gli interventi di Massimo Adinolfi, Massimo De Carolis, Marcello Massenzio, Marino Niola, Francesco Paolo Casavola, Beppe Vacca. Il più politico tra gli appuntamenti arriva in serata, ma non a Napoli. All´hotel Vanvitelli di San Marco Evangelista (Caserta), D´Alema ha fissato un incontro pubblico con gli iscritti del Partito democratico. (An. Car. da la Repubblica Napoli)

Greganti: «Siamo al "si salvi chi può", è peggio del '93»

sabato 6 dicembre 2008

Pd tra questione morale, pianisti e … regali

Il Pd «non si sottrae all'esame» sulla questione morale «che nasce spesso da un improprio rapporto di commistione tra affari e politica e da processi troppo lenti di rinnovamento delle classi dirigenti». Di fronte alle bufere giudiziarie sulle giunte di Napoli e Firenze, il segretario del Pd Walter Veltroni esprime appoggio «convinto» ai sindaci Iervolino e Domenici. E convoca a Roma la prossima settimana i segretari Pd delle due città.

Il Pd promette di voler dare la guerra ai pianisti e dice sì al sistema di identificazione che sta per entrare in funzione alla Camera: «Tutti i deputati del Pd non si avvarranno della facoltà di sottrarsi alla nuova procedura di identificazione del voto e intendono invece aderire senza riserve al nuovo sistema di votazioni la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo mese di febbraio», scrive il capogruppo Soro a Fini.

Il consiglio di Massimo D'Alema «a Veltroni come a tutti» per un libro sotto l’albero di Natale è Biblioteca laica: «Lo consiglio a tutti - dice - perché è un bel libro, ci aiuta a ritrovare nella nostra cultura le radici importanti della nostra democrazia e della nostra libertà».

«Veltroni? «Dovrebbe scomparire», poiché «fa promesse che non può mantenere». Berlusconi? Se non ci fosse l’Italia sarebbe «nel caos». Sono alcuni dei passaggi dell’intervista di Klaus Davi a Licio Gelli per Klauscondicio, nella quale l’ex maestro venerabile afferma anche che la loggia P2 «aveva l’Italia in mano». «Se cadesse Berlusconi - dice - sarebbe un caos per il Paese perché il Governo non avrebbe più una struttura partitica e in Italia non c’è un leader».

D’Alema: «Via Veltroni? Non sono io a chiederlo»

lunedì 1 dicembre 2008

Show di D'Alema da Crozza

Pd, D'Alema: "Serve un chiarimento ora mi impegnerò di più nel partito"

Se non è una candidatura alla segreteria del partito in vista del prossimo congresso, poco ci manca. "C'è bisogno di rilanciare, dare vigore alla proposta riformista del Pd", spiega in un'intervista al Tg1 Massimo D'Alema, e "anche io mi impegnerò di più". "Se posso fare una nota autocritica - aggiunge - credo forse di non aver fatto abbastanza fino ad oggi di quello che si poteva fare per il Pd". Per D'Alema "c'è bisogno di un chiarimento politico", ma "è importante che lo si faccia, discutendo con franchezza, con serenità". Poi, riferendosi probabilmente al putiferio scoppiato per i "pizzini" passati durante una trasmissione televisiva dal suo fedelissimo Nicola Latorre all'esponente del Pdl Italo Bocchino, l'ex ministro degli Esteri sottolinea: "Io non amo le polemiche e devo dire che, anzi, mi ha amareggiato una polemica personale, aspra, tanto più spiacevole perché condotta in mia assenza, visto che mi trovavo all'estero per una missione internazionale". (Repubblica)

martedì 28 ottobre 2008

Danno i numeri

Tutti avevamo previsto che la stima del numero di partecipanti alla manifestazione del Pd di sabato sarebbe stata diversa a seconda che a farla fossero gli organizzatori o la Questura. Ma non ci aspettavamo certo che sarebbe stata "così diversa". Walter Veltroni sabato pomeriggio saluta la folla e dice: siamo 2 milioni e mezzo. Poco dopo la Questura comunicherà: erano in 200.000. Quindi? Qualcuno fa un calcolo quasi scientifico e arriva a concludere "A giudicare dalle immagini dall'elicottero mostrate dal Tg3, e tenendo conto che il Circo Massimo misura 621 metri per 118 in totale, e che in 1mq entrano pigiate come l'uva 4 persone adulte in piedi, io direi che alla manifestazione del PD c'erano al massimo 400.000 persone". Stronca la discussione sui numeri Luca Sofri: "In occasioni come queste la gente semplicemente può essere tanta o poca: sabato era tanta, punto". E va oltre Andrea Romano, che su il Riformista scrive: "È una robusta dose di tonificante quella che la grande manifestazione di ieri ha consegnato nelle mani della leadership del PD. Più esattamente, è un aumento di capitale sottoscritto da un popolo che si mostra ancora una volta più generoso dei propri dirigenti". Come non condividere?

L'atteggiamento di Silvio Berlusconi nei confronti della manifestazione del Pd è stato "sprezzante" e dunque "non appropriato al leader di un Paese civile come l'Italia e conferma che vuole comandare e non discutere". Lo ha detto Massimo D'Alema a margine del convegno 'Governare con la paura'. Il presidente della Fondazione Italianieuropei ha criticato anche l'atteggiamento del premier sulla legge elettorale per le Europee: "Pretende di cambiare le regole senza il confronto con l'opposizione, un atteggiamento molto discutibile e grave".

sabato 25 ottobre 2008

D'Alema: I ragazzi hanno ragione, consiglio di ascoltarli

Gli studenti che protestano contro il Dl Gelmini hanno ragione e vanno ascoltati. Lo ha detto Massimo D'Alema (Pd) intervistato dal Tg3. "Credo che questi ragazzi abbiano ragione a protestare contro quella che viene enfaticamente chiamata riforma Gelmini ma in realtà sono dei provvedimenti che tagliano i fondi per la scuola, la ricerca e l'università. Consiglierei di ascoltarli", ha osservato D'Alema. Secondo D'Alema, inoltre, Le parole sulla scuola pronunciate, e poi precisate, da Silvio Berlusconi aiutano la manifestazione del Pd perché hanno convinto anche coloro che erano scettici rispetto all'iniziativa. "Sì - dice D'Alema - il presidente del Consiglio si è impegnato a creare un clima nel quale anche chi aveva dubbi ha capito che è giusto che l'opposizione scenda in piazza".

Tagli alla scuola, la Regione ricorre alla Consulta

Castellammare di Stabia - sciopero ITIS (R.Elia)

mercoledì 22 ottobre 2008

Un energumeno tascabile

Massimo D'Alema definisce il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta un "energumeno tascabile" perchè con la sua "virulenta campagna contro tutto ciò che è pubblico rischia di colpire beni pubblici essenziali e di fare di tutta l'erba un fascio". Il presidente della Fondazione Italiani europei parla durante un'iniziativa in vista della manifestazione del 25 ottobre e sottolinea che "gli abusi vanno colpiti ma non i diritti di civiltà", quindi D'Alema aggiunge: "noi difendiamo la dignità della funzione pubblica". Immediata la risposta di Brunetta: il titolare del dicastero della Pubblica amministrazione risponde duramente, attraverso una nota diffusa dal suo ufficio stampa: "Alle volgarità razziste del deputato D'Alema non replico. Evidentemente la mancanza di potere - conclude Brunetta - gli ha fatto perdere la testa". (Apcom)

Il Pd al Senato presenta mozione contro Cosentino: si dimetta da sottosegretario

domenica 21 settembre 2008

Scrittori e docenti in campo per Napoli

Nasce Italianieuropei: investimento sulla città

«Non siamo una corrente del Pd, né un nuovo partito. Vogliamo fornire un contributo culturale per far tornare Napoli capitale del Sud». Con queste parole Massimo D’Alema «battezza» il laboratorio partenopeo della sua Fondazione, Italianieuropei, in partnership con Mezzogiorno Europa di Andrea Geremicca. Unico il direttore, Ivano Russo. L’obiettivo è ambizioso, lo stesso ex ministro degli Esteri lo ammette. Ma per centrarlo, annuncia, sono già in cantiere una serie di iniziative: a febbraio, ad esempio, si terrà in città un convegno su Europa e Mediterraneo. Perché su questi temi, insiste il leader del Pd, «Napoli deve essere di nuovo un punto di riferimento». E ancora la Fondazione collaborerà con le Università per realizzare «un network intellettuale nel Meridione». Il tutto, spiega D’Alema, «non nella logica della competizione ma del lavorare insieme perché con Italianieuropei facciamo un investimento sulla città». Il compito è affidato al comitato scientifico a cui hanno già aderito l’economista Luca Meldolesi, lo storico Matteo Pizzigallo, l’architetto Uberto Siola, Roberta Carlotto, direttrice del Mercadante, il componente del Csm Vincenzo Siniscalchi, lo stesso Geremicca, il sociologo Franco Cassano, gli scrittori Pedrag Matvejevic ed Emanuele Greco, l’intellettuale Michele Ciliberto, il filosofo Roberto Esposito, il rettore dell’Università di Benevento Filippo Bencardino. Tanti i volti noti nella sala dell’hotel Royal Continental, che ha ospitato anche il brindisi in onore della Fondazione: del comitato promotore c’erano, tra gli altri, il presidente dell’Autorità portuale Francesco Nerli, il coordinatore dell’associazione Red Enzo Amendola, il presidente del teatro Trianon Samuele Ciambriello, il giornalista Paolo Gambescia, il dirigente del dipartimento comunicazione del Comune di Napoli Enzo Lipardi, il presidente della Mostra d’Oltremare Raffaele Cercola. E ancora l’assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta, il filosofo salernitano prestato alla politica Alfredo D’Attorre, l’europarlamentare Gianni Pittella, Alfredo Mazzei, il vicecommissario alle bonifiche Claudio Cicatiello. Tra i presenti, inoltre, l’architetto Nicola Pagliara, il direttore generale di Bagnolifutura Mario Hubler, l’imprenditore Enzo Giustino, il leader dell’Acen Ambrogio Prezioso, gli assessori comunali Enrico Cardillo e Nicola Oddati, gli assessori regionali Andrea Cozzolino e Mariano D’Antonio, l’assessore al Turismo di Palazzo Matteotti Giovanna Martano, i consiglieri regionali del Pd Michele Caiazzo e Ugo Carpinelli, Nino Bocchetti, Amedeo Lepore dello Svimez, il giudice Alfredo Guardiano, i parlamentari Pasquale Ciriello ed Eugenio Mazzarella, il filosofo Biagio De Giovanni, il manager del Pascale Mario Santangelo, il consigliere provinciale Laura Santangelo, la senatrice Anna Maria Carloni, il sacerdote Carlo De Angelis, parroco di Miano, e Massimo Lo Cicero, docente di Economia. Alla fine, come previsto, è arrivato anche il governatore Antonio Bassolino, giusto in tempo per la stretta di mano con l’amico D’Alema. (ger.aus. il Mattino)