Bufera nel Partito democratico per le dichiarazioni di Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani, che chiedeva una gestione collegiale del partito in vista delle prossime primarie. Al termine di una fitto batti e ribatti e' giunta la precisazione dello stesso Bersani ("assicuriamo la nostra piena collaborazione") e poi una dichiarazione del segretario Dario Franceschini: "Classifichiamo la cosa come uno scivolone e chiudiamola li'. Una cosa e' coinvolgere i candidati nella gestione del partito sino all'elezione del segretario alle primarie del 25 ottobre, come ho fatto dal primo momento e continuero' a fare. Un'altra cosa e' dire, come ha fatto Penati, che in seguito al primo voto dei circoli il partito non ha piu' un segretario. In un momento cosi' difficile, nel Paese e in Parlamento, serve piu' senso di responsabilita'". Penati aveva affermato: Occorre "prendere atto che i 2/3 del partito non hanno dato il loro consenso a Franceschini. Questo pone una riflessione circa il problema di una gestione collegiale del partito da qui alle primarie e nella rappresentanza esterna". Bersani nella sua nota aveva pero' rimarcato: "Sgombriamo il campo da ogni equivoco piu' o meno interessato. Franceschini, come e' ovvio e come e' giusto, e' a pieno titolo il segretario del Pd cosi' come prevede lo statuto, e ha la nostra piena collaborazione come e' stato fin qui". Il terzo concorrente alla segreteria, Ignazio Marino, era stato severo: "Se Bersani pensa di essere il segretario del partito, perche' arrivare fino al 25 ottobre? Se pensa che il segretario sia gia' stato eletto con il voto dei circoli e' grave, soprattutto perche' offende il popolo delle primarie". (Agi)
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mercoledì 30 settembre 2009
Franceschini, il caso è già chiuso
Bufera nel Partito democratico per le dichiarazioni di Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani, che chiedeva una gestione collegiale del partito in vista delle prossime primarie. Al termine di una fitto batti e ribatti e' giunta la precisazione dello stesso Bersani ("assicuriamo la nostra piena collaborazione") e poi una dichiarazione del segretario Dario Franceschini: "Classifichiamo la cosa come uno scivolone e chiudiamola li'. Una cosa e' coinvolgere i candidati nella gestione del partito sino all'elezione del segretario alle primarie del 25 ottobre, come ho fatto dal primo momento e continuero' a fare. Un'altra cosa e' dire, come ha fatto Penati, che in seguito al primo voto dei circoli il partito non ha piu' un segretario. In un momento cosi' difficile, nel Paese e in Parlamento, serve piu' senso di responsabilita'". Penati aveva affermato: Occorre "prendere atto che i 2/3 del partito non hanno dato il loro consenso a Franceschini. Questo pone una riflessione circa il problema di una gestione collegiale del partito da qui alle primarie e nella rappresentanza esterna". Bersani nella sua nota aveva pero' rimarcato: "Sgombriamo il campo da ogni equivoco piu' o meno interessato. Franceschini, come e' ovvio e come e' giusto, e' a pieno titolo il segretario del Pd cosi' come prevede lo statuto, e ha la nostra piena collaborazione come e' stato fin qui". Il terzo concorrente alla segreteria, Ignazio Marino, era stato severo: "Se Bersani pensa di essere il segretario del partito, perche' arrivare fino al 25 ottobre? Se pensa che il segretario sia gia' stato eletto con il voto dei circoli e' grave, soprattutto perche' offende il popolo delle primarie". (Agi)
domenica 6 settembre 2009
Franceschini serve…
Nell’attesa delle primarie Dario Franceschini serve ai tavoli come un semplice militante alla Festa nazionale del Pd a Genova. Il candidato alla leadership democratica ha portato ai tavoli trofie al pesto e fritture agli avventori del ristorante allestito nella kermesse, indossando la t-shirt dei volontari.
giovedì 3 settembre 2009
Pd, Franceschini: Bassolino sindaco? Caso chiuso
Il leader nazionale del Pd Dario Franceschini, tornato in Campania ad una settimana dalla polemica con il governatore Antonio Bassolino, a Salerno ha tracciato la strategia da seguire su tutti i fronti. A partire dal lavoro. Franceschini, prima di soffermarsi con la stampa, ha incontrato gli operai dell’Alcatel per comprendere appieno le problematiche e a Benevento, sul tetto del provveditorato, gli insegnanti che "in modo pacifico e non violento, come devono giustamente fare gli educatori, stanno chiedendo giustamente che si accendano i riflettori sulla situazione drammatica dei precari della scuola, perché penso che ci sia bisogno di una politica, al di là della maggioranza e dell’opposizione che non si occupi d’altro, che si occupi delle famiglie che non ce la fanno con i loro redditi e dei lavoratori che rischiano a migliaia di perdere il posto, delle imprese che rischiano di dover chiudere e che non hanno alcuna forma di protezione sociale – ha spiegato -. È un’emergenza vera e girare la testa, come sta facendo il governo, occupandosi d’altro è irresponsabile”. Franceschini ha poi parlato del congresso di ottobre: “Gli elettori del partito democratico si aspettano un rinnovamento della politica: il rinnovamento non cade mai dal cielo e non si fa con l’entusiasmo dei rinnovati: va guadagnato giorno dopo giorno”. E quando si parla di rinnovamento, il riferimento va al governatore della Campania Antonio Bassolino che non ha preso molto bene le dichiarazioni sul suo dover fare un passo indietro. “Io sono rispettoso e lo resterò delle competenze territoriali, ma sono anche stanco di un modo di fare politica in cui le risposte dei politici sono sempre incomprensibili, in politichese e senza mai ascoltare un sì o un no netto – ha aggiunto Franceschini -. Mi è stata chiesta un’opinione e io l’ho detta: penso che in Campania ci sia bisogno di voltare pagina. Del resto mi pare che l’argomento sia chiuso perché sembra che Bassolino abbia dichiarato che non intende candidarsi a sindaco, quindi…”. E l’alleanza con l’Udc, alias De Mita, per l’avvicendamento alla Regione Campania? “Le alleanze per noi saranno decise regione per regione, in base alla reale condivisione del programma. Questa è la linea con cui mi sono presentato e continuerò a sostenere: vogliamo vincere, e per vincere occorre costruire delle alleanze, ma non si può in nessun modo tornare a quella stagione in cui le alleanze non erano fatte intorno a dei programmi veri, ma solo mettendo sigle, sigline, tutto quanto c’era purchè fosse contro l’avversario. Io penso che nessuno voglia tornare ad una stagione in cui le alleanze erano fatte da Mastella a Diliberto, da Pecoraro Scanio a Dini”. (Cinzia Ugatti Velino/Velino Campania) Scuola, Franceschini con i precari sul tetto
Benevento - Il leader del Pd Dario Franceschini solidarizza con i lavoratori che da giorni stanno manifestando sul terrazzo dell'ufficio scolastico provinciale, per protestare contro i tagli del decreto Gelmini. "Fatti concreti non passerelle", si legge sugli striscioni. (Foto Stefano Renna/AGNFOTO - Repubblica Napoli)
mercoledì 2 settembre 2009
E Bersani pensa a Franceschini per sostituire Errani
La voce, tra conferme e smentite, circola con insistenza da qualche giorno. Ma per ora è rimasta ben chiusa dentro i confini regionali. Dopotutto il congresso del Partito Democratico non è ancora stato celebrato e quindi è un po’ difficile pensare al futuro. Fatto sta che Pier Luigi Bersani, sentendosi ormai ad un passo dalla segreteria, avrebbe già pensato a un’offerta per concedere l’onore delle armi allo sconfitto Dario Franceschini: la poltrona di governatore dell’Emilia Romagna. Fantapolitica? Forse. Visto che per ora la discussione all’interno del partito si è occupata di «alleanze larghe» e «primarie di coalizione». Di certo c’è che l’attuale presidente Vasco Errani ha scelto di schierarsi nella battaglia congressuale al fianco dell’ex ministro. E questo potrebbe fruttargli, dopo due mandati in Regione, una chiamata a Roma. Tra l’altro, nonostante Romano Prodi abbia benedetto una sua ricandidatura, la legge impedisce una nuova elezione dopo due legislature consecutive e, soprattutto, lo impedisce lo statuto del Pd. Insomma ci sono tutti gli elementi per pensare che Errani non sarà il prossimo candidato governatore. Ecco allora spuntare l’«idea» Franceschini. Un’ipotesi che l’entourage del segretario-candidato smentisce seccamente perché, spiegano, «sarà lui a vincere il congresso e non certo Bersani». E comunque, aggiungono, «per accettare un esilio dorato in Emilia Romagna il risultato deve essere disastroso». Ma i «difensori» di Dario dimenticano un illustre precedente. Nel 2004, infatti, Sergio Cofferati era all’apice del successo e in molti lo consideravano il candidato naturale alla segreteria dei Ds. Eppure Massimo D’Alema riuscì a convincerlo a correre per il comune di Bologna. Quella del promoveatur ut amoveatur è una «specialità» del lìder Maximo. E stavolta, ad aiutare, ci sarebbe anche la giustificazione del congresso. Tra l’altro, nei mesi scorsi, era circolata un’altra voce poi messa subito a tacere: la possibilità di candidare Walter Veltroni alla Regione Lazio. Insomma Bersani e i dalemiani starebbero preparando esili dorati per i loro avversari. E forse non è un caso che Antonio Bassolino, dato in pole position per tornare a ricoprire il ruolo di sindaco di Napoli, ieri abbia declinato l’invito: «È una discussione surreale che mi fa anche un po’ sorridere». Dopotutto, per uno che ha scelto di schierarsi con Bersani, l’obiettivo è Roma. (di nic. imb. da il Tempo)Veltroni punge Bersani: vuole aprire all’Udc
lunedì 31 agosto 2009
Franceschini insiste: via Bassolino
Antonio Bassolino sembra essere diventato un’autentica ossessione per Dario Franceschini, se è vero che il segretario nazionale del Pd, alla festa del partito a Piacenza, torna, imbeccato da Michele Serra, a sbarrare al governatore, che aveva replicato in napoletano al leader («pure ‘e púlice tenono ‘a tosse», aveva affermato il numero di Palazzo Santa Lucia) la strada verso Palazzo San Giacomo. «Mi è stata fatta una domanda a Napoli – dice Franceschini -, mi hanno messo un microfono davanti alla bocca e ho avuto giusto il tempo, pochi secondi, per rispondere e ho detto di no. Ma bisogna finirla di parlare in politichese. Una ricandidatura di Bassolino sarebbe sbagliata. Se dovessi rimanere segretario del partito dirò di no, vorrei che gli altri esprimessero la loro idea con la stessa chiarezza. Il rinnovamento con l’entusiasmo dei rinnovati io non l’ho mai visto». Ma lo scontro a distanza anima la polemica all’interno del Pd campano. «Il congresso non può ridursi ad un referendum interno al Pd campano sull’operato di Bassolino e per certi versi delle Iervolino – afferma il consigliere regionale Pietro Mastranzo -. Siamo tutti consapevoli che la stagione dei sindaci e dei governatori ha fatto il suo tempo e che, nel bene e nel male, una fase di governo del centrosinistra in Regione e al Comune di Napoli si va concludendo e che attiene alla responsabilità del governatore mostrare di voler praticare quel rinnovamento spesso predicato concordando democraticamente con i partiti della coalizione e con i consiglieri quei provvedimenti da approvare per provare a vincere le prossime consultazioni elettorali; cosi come la Iervolino, con le stesse modalità, dovrebbe definire un nuovo patto di fine consiliatura per recuperare la fiducia dei napoletani ed allargare il consenso elettorale». E ancora: «Lo stesso senso di responsabilità va chiesto pure al segretario nazionale Franceschini il quale invece di contrastare il governo Berlusconi sulle questioni della Campania e del Mezzogiorno, si avventura nelle questioni napoletane solo per difendere qualche suo candidato, alle elezioni o al congresso». Anche perché, è la posizione di Mastranzo, «pur nella diversità delle opinioni e delle proposte per noi bindiani il congresso rappresenta un grande momento di confronto dentro al partito e nelle diverse forme della società per eleggere una nuova classe dirigente del Pd e proporre un progetto politico chiaro, credibile e condiviso con gli alleati per contrastare il governo Berlusconi che ha tradito il consenso preso in Campania favorendo gli interessi leghisti». (di Mario Pepe da il Roma)
venerdì 28 agosto 2009
Ancora su Bassolino ri-sindaco...
Continua senza tregua il dibattito su Bassolino ri-sindaco. Ne approfitta Dario Franceschini venuto ieri a Napoli per dare una scrollata al partito campano, decretando praticamente la incompatibilità fra lui e Bassolino. Da un lato la metafora delle stagioni politiche: «Si inizia con la primavera, non con una riproposizione dell´autunno». Dall´altro il no alla candidatura di Bassolino in Comune: «Sarebbe sbagliato. Se verrò confermato segretario manterrò questa posizione». Il governatore in soffitta, insomma. In serata la replica piccata del bassoliniano Michele Caiazzo. «Spiace che chi attualmente è segretario nazionale del più grande partito di opposizione e si ricandida faccia dichiarazioni incaute, strumentali e di cattivo gusto — dice Caiazzo —. Innanzitutto è prematuro parlare delle elezioni al Comune di Napoli e uno che fa il segretario nazionale di un partito dovrebbe saperlo. Adesso abbiamo davanti a noi le elezioni regionali e come Pd e come centro sinistra, dobbiamo avanzare un nuovo progetto di governo per la Regione Campania». E termina: «Chi invece di parlare di progetti alimenta guerre personali, credendo così di prendere qualche voto in più alle primarie del 25 ottobre, dimostra per intero la propria inadeguatezza a svolgere il ruolo di segretario nazionale del Pd». Se Franceschini boccia l’ipotesi senza indugi, Iervolino dice invece di non avere «nulla in contrario» se Bassolino si ricandida a sindaco di Napoli. Non fossse altro, perché la decisione verrà presa dalle primarie, «quindi non spetta a me decidere se Antonio vorrà o potrà ricandidarsi ». La sindaca mette però un punto fermo: «Io, comunque, vado avanti fino a fine mandato, quindi fino al 2011, se me lo permetteranno, e non intendo dimettermi in anticipo». Come dire: il governatore della Campania può anche decidere di rimettersi in gioco per la poltrona più alta di Palazzo San Giacomo, ma non potrà fare affidamento su dimissioni anticipate della sindaca.
martedì 25 agosto 2009
Risposte...
Leggo da Repubblica che il 27 agosto Dario Franceschini sarà a Napoli, Castellammare di Stabia e Benevento. Con lui il candidato regionale Leonardo Impegno. Che intanto risponde alle richieste di un suo potenziale elettore, Nicola Corrado. Quest´ultimo aveva posto tre problemi: la non proliferazione delle liste, una indicazione per il candidato alla Regione e una nuova legge elettorale regionale. «Questioni serie, le condivido – dice Impegno -. Lavorerò per evitare la proliferazione delle liste della mozione Franceschini e per promuovere un ampio e inequivocabile rinnovamento, anche generazionale». Quanto al nome per Santa Lucia, Impegno rimanda alle primarie: «Sono il metodo attraverso il quale una nuova classe dirigente può farsi avanti». Infine ecco Impegno si dice d´accordo «nella critica all´attuale legge elettorale regionale» invita «il mio amico Nicola Corrado» a portare questi temi nel confronto congressuale, «insieme ai tanti giovani che lo stimano e lo seguono fin dai tempi in cui, insieme, organizzavamo i campeggi studenteschi contro la camorra».
venerdì 14 agosto 2009
Gabbie salariali: Franceschini, solita retromarcia di Berlusconi
"La retromarcia di Berlusconi non è mai una notizia, le fa tutti i giorni. Lui ha parlato di gabbie salariali esattamente il 9 agosto, in questa intervista del 'Mattino' in cui ha detto: 'quanto alle gabbie salariali, tutti condividono l'esigenza di rapportare retribuzioni al costo della vita e al territorio. Legare i salari ai diversi livelli di costo della vita tra Nord e Sud risponde ai criteri di razionalità economica e di giustizia'. Naturalmente lui si smentisce con una facilita' totale". Cosi' il segretario del Pd Dario Franceschini, intervistato da Sky Tg 24. "Io - aggiunge il leader del Pd - resto al merito: le gabbie salariali sarebbero un ritorno all'indietro, sono state in vigore nel nostro Paese dal 1946 alla fine degli anni Sessanta, vorrebbe dire regolamentare gli stipendi per legge. Se esiste un problema, che in parte esiste, di differenza di costo della vita, ogni correttivo va affidato alla negoziazione e alla contrattazione tra le parti e non sicuramente a norme di legge. E' solo una boutade estiva della Lega, finalizzata come al solito a cavalcare un problema reale dando una risposta sbagliata, che e' quello che la Lega fa sempre". (Agi)Il Pd regola i conti con Pasquino Espulsi dal partito i suoi sostenitori
Una lettera ai candidati con il politologo: «Cancellati»
mercoledì 12 agosto 2009
Primarie Pd, Bersani stacca Franceschini
Ma soltanto l'8% dell'intero elettorato italiano dichiara che parteciperàUn vantaggio di diciannove punti. Pierluigi Bersani è il favorito numero uno nella corsa alla segreteria del Partito democratico. Secondo il sondaggio effettuato da Ipr Marketing per il quotidiano "Il Riformista", l'ex ministro dello Sviluppo gode infatti del 54% dei consensi. Il segretario attuale, Dario Franceschini, si ferma al 35%. Nessuna speranza, sempre per i sondaggisti dell'istituto diretto da Antonio Noto, per Ignazio Marino: supera appena la doppia cifra fermandosi all'11%. Ai sostenitori della prima mozione che, secondo le rilevazioni Ipr, sono per lo più over 35, dipendenti e pensionati, il dato di Bersani mette evidentemente le ali ai piedi. A frenare gli entusiasmi di tutti ci pensa, però, il dato sull'affluenza. Soltanto l'8% dell'intero elettorato italiano, infatti, dichiara che parteciperà all'elezione del nuovo segretario. Secondo i sondaggisti, una percentuale che riflette lo scarso interesse che le primarie hanno in questo momento sul popolo del centrosinistra. (Corriere della Sera)
Verdi, lite su tessere e linea del partito «Escluso se non vuoi andare a sinistra»
lunedì 10 agosto 2009
Gabbie…
Continua il dibattito sulle gabbie salariali e sulla questione meridionale. "Uno show mediatico. Nulla di più": dal segretario del Pd, Dario Franceschini, arriva un giudizio senza appello contro il piano per il Mezzogiorno di Berlusconi. A cominciare proprio dall’idea di differenziare le retribuzioni fra Nord e Sud: "Le gabbie salariali sono state accantonate alla fine degli anni 60 e riesumate dalla Lega per difendere il Nord. Confindustria e sindacati le hanno già bocciate. Mi stupisco che Berlusconi le rilanci. L’idea è vecchia e superata. Inoltre, si lascerebbero immutati gli stipendi del Nord mentre quelli del Sud diminuirebbero". «Le gabbie salariali per il Sud hanno avuto la loro ragione d’essere in un’altra epoca. La crisi economica oggi impone la ricerca di soluzioni per creare reddito aggiuntivo piuttosto che comprimere quello che c’è già». È una bocciatura senza appello quella che arriva da Amedeo Lepore, docente di storia economica a Bari e consigliere di amministrazione dello Svimez, sull’idea lanciata dal premier Berlusconi per una differenziazione dei salari tra le regioni d’Italia. Lepore ha ricoperto incarichi istituzionali nel comune di Napoli ed è uno dei più ascoltati consiglieri sulle tematiche del Sud dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
mercoledì 5 agosto 2009
Pd: Franceschini e Fassino incontrano candidati segretari regionali
“Queste prime settimane di dibattito congressuale confermano che il Congresso del Pd offre l'opportunita' per mettere a disposizione del Paese un progetto per affrontare la crisi e aprire una stagione nuova nella vita dell'Italia. E l'impegno della nostra mozione e' di tenere al centro del Congresso l'Italia, i suoi problemi e il suo futuro''. Lo ha detto Dario Franceschini intervenendo alla riunione dei candidati Segretari Regionali della mozione che si e' svolta oggi presso la sede del Comitato elettorale. La riunione e' stata introdotta dal Coordinatore nazionale della mozione Piero Fassino che ha sottolineato ''l'attenzione, la simpatia e il consenso che la candidatura di Dario e la nostra mozione stanno raccogliendo in ogni regione, dimostrando che l'esito del Congresso e' del tutto aperto e che iscritti ed elettori ne saranno davvero protagonisti''. In particolare, ha aggiunto Fassino, ''la candidatura di Franceschini conferma ogni giorno di piu' il suo carattere espansivo, profilandosi come la scelta che meglio corrisponde al rilancio di un Pd largo, aperto e plurale in grado di costruire e guidare un centrosinistra vincente''. ''Significativa e' anche la qualita' dei Segretari regionali candidati dalla mozione Franceschini: accanto infatti a personalita' riconosciute e radicate - ha concluso Fassino - presentiamo donne e uomini di una nuova generazione a conferma della nostra volonta' della di costruire un partito moderno, nuovo, aperto alla societa'. Appare in questo senso strumentale la polemica nei confronti di candidati che ricoprono incarichi parlamentari: se si vuole far decollare davvero un partito federale servono segretari regionali che - per personalita', esperienza e ruolo istituzionale - assicurino direzioni regionali autorevoli e capaci di effettiva autonomia''. (Asca)
mercoledì 29 luglio 2009
Patrimonio Ds deve finire nel nuovo partito
Non ha senso che esistano le Fondazioni per salvare il patrimonio dei Ds, prima della fusione con la Margherita. Ne è convinto il segretario del Pd, Dario Franceschini, candidato alle primarie di ottobre. Durante il dibattito su "Il partito nuovo: una promessa mantenuta?" promosso dalla Fondazione Scuola di Politica a Bertinoro, Franceschini si rivolge agli ex Ds: "Ovviamente al netto dei debiti pagati, tutto il patrimonio e le risorse devono finire nel Partito democratico, perché il Pd l'abbiamo fatto tutti insieme, non ci sarebbe una ragione né giuridica né politica. Il Pd è un soggetto giuridicamente nuovo, non ha ereditato né attivi né passivi".Franceschini, Rutelli, la Binetti ecc., non vogliono un Pd di sinistra, ma vogliono acquisire i beni del vecchio Pci poi in possesso dei Ds e ora proprietà di una Fondazione che custodisce anche una tradizione. Insomma vogliono i beni (case del popolo e altro) costruiti con sacrifici da quei comunisti che non facevano ferie per lavorare. Un po’ di coerenza e di onestà politica non guasterebbe al Pd di oggi e di domani.
mercoledì 24 giugno 2009
sabato 30 maggio 2009
PD: Franceschini in tour a Napoli senza Bassolino
Dal Cnr di via Pietro Castellino a via Scarlatti (nei quartieri collinari della città) e poi in viaggio sul metrò dell'arte che dal Vomero porta alla centralissima Piazza Dante. Una breve pausa per una pizza e poi via, lungo i vicoli dei Decumani, quello superiore di via Tribunali e quello inferiore di via San Biagio de' Librai. Dario Franceschini ha scelto di fare un tour in mezzo alla gente di Napoli per dare sostegno elettorale ai candidati del partito alle prossime elezioni, in primis Luigi Nicolais, lo scienziato ed ex ministro di Prodi che corre per la presidenza della Provincia di Napoli. Con lui, per tutta la mattinata e fin quasi alle tre del pomeriggio, lo stesso Nicolais ed i vertici del Pd campano e partenopeo: il sindaco Iervolino, il segretario regionale Iannuzzi, i deputati Armato e Cesario (poi raggiunti da Pina Picierno), i consiglieri regionali Sommese e Casillo, la deputata europea Pagano, gli assessori regionali Cascetta e Valiante. Non si è visto Antonio Bassolino che, pure, lo ha atteso al suo arrivo a Napoli e si è trattenuto a colloquio con lui per meno di dieci minuti prendendo un caffè in un hotel vicino alla stazione centrale dove il leader del Pd e' arrivato via Tav. Un colloquio quasi riservato, quello fra il governatore ed il segretario. Il primo da quando Franceschini e' a capo del partito. Colloquio su cui il segretario glissa ripetutamente nonostante le domande dei giornalisti sui temi affrontati con il governatore. Com'è andata con Bassolino? ''Come doveva andare?''. E' la prima volta che vi incontrate. Vero? ''Ma, nella vita...''. Cosa vi siete detti? ''Devo darvi i contenuti del colloquio?''. Ci dica, almeno, e' stato cordiale? ''Ci mancherebbe altro!''. Il segretario del Pd cammina salutando la gente che incrocia, stringendo mani e fermandosi a parlare. La gente si avvicina ma non troppo. Qualcuno gli regala un corno rosso in segno di buon auspicio. Da un'enoteca gli offrono un bicchiere di spumante ed improvvisano un brindisi. Non tutti lo riconoscono. Un ragazzo chiede ad un amico chi sia a trascinarsi dietro un corteo di cronisti fotografi, operatori e quando gli rispondono che è Franceschini commenta fra l'ironia dei suoi amici: ''Chi? Il calciatore?''. C'e' anche chi lo riconosce e lo incita a fare di più: ''Onorevole, perche' non ci sono più i circoli e le sedi di partito? Perche' non esiste piu' la vera militanza?'' gli chiede uno studente universitario. Mentre un elettore di Rifondazione gli stringe la mano e gli dice: ''Complimenti per la lingua tagliente. Ma servono fatti e non chiacchiere. Non faccia come Bassolino''. Lungo via San Gregorio Armeno (la strada dei pastori), prima di arrivare nella sede della Comunità di Sant'Egidio per un veloce incontro con gli immigrati, una signora si ferma davanti alla folla e domanda chi sia a provocare tanto clamore: ''Franceschini? Se era Berlusconi gli davo un bacio!''. (Asca)
giovedì 14 maggio 2009
mercoledì 29 aprile 2009
Di Pietro il PD è finito
Franceschini stiamo al 94% … ''Io sono all'89%, e il Pd risulta essere al 94% ...''. Lo dice a Porta a porta il leader del Pd, Dario Franceschini, inventandosi scherzando un fantomatico sondaggio in polemica con le previsioni annunciate per il Pdl da Silvio Berlusconi. Franceschini non risponde a Bruno Vespa che gli chiede dove fissi l'''asticella'' di un risultato utile. Per Antonio Di Pietro – invece - il progetto di un grande Partito democratico è già finito''. Il leader dell'Italia dei Valori annuncia, in un'intervista a Il Giornale di essere pronto a sacrificare, dopo le elezioni europee, il suo partito ''per costruire qualcosa di più grande'' in cui ''anche persone con una storia diversa dalla mia possano sentirsi a casa loro''. La strategia dell'ex pm è chiara. ''Dopo le europee - spiega - se andranno come spero'', se l'Idv supererà l'8% ''lancerò un segnale forte: cancellerò il mio cognome dal simbolo del partito'' per fare ''una cosa seria. Una costituente''. Insomma, continua, ''darò un altro scossone all'albero'' e ''faccio io il grande partito che al Pd non è riuscito''. Questo perchè, sono ancora parole di Di Pietro, ''serve un grande partito progressista che sostenga una proposta di governo credibile''. In questo nuovo progetto, il leader dell'Idv intende ''mettere in lista persone normali, evitare voti inquinati'' perchè vuole ''tenere il partito immacolato''. Di Pietro non ha dubbi, fare questa scelta significa ''mettere in gioco'' l'Italia dei valori. ''Sacrifico - continua - quel che mi è più caro, per costruire qualcosa di più grande. Vorrei che anche persone con una storia diversa dalla mia si potessero sentire a casa loro. Il progetto di un grande Pd è già finito. E non certo perchè Di Pietro mette o toglie il nome dal simbolo!''.
giovedì 2 aprile 2009
Franceschini: "Orrido se Berlusconi fa le nomine a casa sua"
"Faccio fatica a commentare indiscrezioni, però, se fossero vere, troverei orrido che le nomine della Rai siano decise a casa del presidente del consiglio, proprietario di tre reti concorrenti, con un incontro tra esponenti politici, persone con ruoli in Rai e alla presenza del premier". Il segretario del Pd, Dario Franceschini, commenta così l'incontro svoltosi ieri a Palazzo Grazioli che avrebbe affrontato tra gli altri temi anche le future nomine a viale Mazzini. "Gli assetti futuri della Rai - sostiene il leader del Pd - vanno decisi dal consiglio di amministrazione nella sua autonomia e su scelte basate sulla competenza, sulla professionalità e sul pluralismo delle idee". "Il governo ha fatto totale marcia indietro sul piano casa - ha poi detto il leader Pd - ora il piano casa così come lo avevano pensato, non c'è più. Berlusconi telefoni ai capi di governo a cui lo ha inviato e chieda di riavere indietro quello che gli ha inviato il 23 marzo scorso». Infine Franceschini ha detto di non aver ancora deciso se partecipare alla manifestazione di sabato della Cgil: "La manifestazione è sabato - ha concluso il segretario del Partito democratico - oggi è mercoledì". (L’Unità)
martedì 31 marzo 2009
Berlusconi è un uomo vecchio
"Berlusconi è un uomo vecchio dentro e quando si è vecchi dentro non si può fare nulla per ringiovanire". Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, incontrando la stampa estera. "Non si può fare un congresso - ha aggiunto - solo pronunciando slogan vecchi quando il mondo è pieno di leader giovani e dinamici". ''Berlusconi - ha proseguito Franceschini - ieri ha detto che si candiderà con una candidatura di bandiera per le europee. Trovo sia una vergogna perché è l'unico capo di governo europeo che sarà in giro a fare comizi nei prossimi mesi, l'unico dei 27 che chiederà un posto da cui dovrà dimettersi perché obbligato per legge''. Il leader del Pd ha anche proposto un paragone: "Ma voi ve l'immaginate Sarkozy e Angela Merkel che si candidano per le europee, anzichè occuparsi della crisi?". "Lancio una sfida a Berlusconi - ha detto ancora Franceschini - a fare con me tre dibattiti: uno davanti a mille disoccupati, un altro davanti ad insegnanti e studenti e un altro davanti agli imprenditori". Franceschini, nel corso della conferenza stampa, ha definito il premier un uomo "che non guarda al futuro". "Berlusconi è come se avesse lo sguardo sempre rivolto al passato" ha aggiunto Franceschini.Un congresso di Amici
giovedì 12 marzo 2009
D’Alema boccia Veltroni poi elogia Franceschini
Il duello con l’ex segretario del Pd Walter Veltroni «è una gigantesca stupidaggine, ma nel corso del primo anno il partito è stato diretto in moto tale che ci ha portato a sconfitte e quindi c’è stato un ricambio». Massimo D’Alema, ospite di Faccia a faccia su Radiotre, valuta così la guida del Pd fino all’elezione di Dario Franceschini. Nella trasmissione l’ex ministro degli Esteri poi esprime parole di apprezzamento per Franceschini: «Dopo una crisi grave che è culminata nella sconfitta in Sardegna c’è stato un ricambio, la segreteria del partito è fatta di persone nuove e mi sembra che Franceschini stia lavorando bene. Ha dato un profilo più chiaro alla nostra opposizione, è riuscito a lanciare proposte giuste ed efficaci come l’assegno ai disoccupati. Si sta muovendo bene e c’è un clima più sereno nel partito, il che dimostra che non siamo condannati a polemiche vecchie». Parole che suscitano la replica di Giuseppe Fioroni, per il quale è «ingrato e ingeneroso» attribuire a Veltroni la responsabilità delle sconfitte elettorali del Pd. Mentre Tonini cita Fedro e commenta: «D’Alema non riesce a trattenersi dal tirare il calcio dell’asino contro Veltroni». (Il Mattino) Pd: una tassa 'una tantum' sui redditi alti per aiutare i poveri e le famiglie in difficoltà
lunedì 9 marzo 2009
Balene inamovibili …
Dal Corriere del Mezzogiorno Paolo Macry dice che a leggere le cronache napoletane, sembra di essere tornati ai tempi della Balena Bianca. La quale, pur avendo elementi identitari forti (libertà, cattolicesimo, atlantismo), comprendeva un arcipelago di correnti, notabili e perfino culture. E, in rappresentanza di interessi numerosi e trasversali, aveva dato vita a un sistema di potere che — direbbe Andreotti — si autoalimentava. Era inamovibile e (se colpe ha avuto) impunita. Ebbene, quali sono le differenze, rispetto alla coalizione che dal 1993 governa Napoli? Nessuna. Come il ceto democristiano, la sinistra napoletana invecchia sulle proprie poltrone. I suoi uomini non cambiano mai, malgrado il periodico inserimento di tecnici accorsati e jolly fantasiosi. Sempre per rimanere in tema di partiti, da Repubblica, Beppe Grillo lancia le liste civiche a lui vicine. "I partiti sono morti. Noi siamo l'unico vero virus che attraversa la nostra Italietta scomparsa: forse perderemo oggi, ma le nostre idee sono quelle che vinceranno in futuro". Poi se la prende con Berlusconi … anche il segretario del Pd Dario Franceschini, nel corso di in mezz'ora su Raitre, attacca il la proposta del premier di un nuovo piano per l'edilizia. «C'è assolutamente bisogno di far ripartire l'economia e le imprese, rimettere in moto gli artigiani, perchè gli italiani non avendo soldi non spendono più - ha detto il leader democratico - . Ma la proposta del governo è senz'altro uno sbaglio, una specie di cementificazione dell'Italia e per di più campata in aria».
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