''L'iscrizione al Partito democratico di Beppe Grillo e' da considerarsi priva di ogni valore. Infatti la Commissione nazionale di Garanzia del nostro partito, con una decisione che produce i suoi effetti sull'intero territorio nazionale, ha giustamente stabilito che Grillo con il suo movimento politico ha ispirato posizioni totalmente contrarie e ostili alla linea e all'azione politica del Pd. Pertanto la sua iscrizione e' del tutto incompatibile con l'adesione al Partito democratico. Sappiamo che le regole possono a volte apparire fredde, ma a Grillo ricordiamo che rappresentano, in democrazia, una garanzia per tutti''. E' quanto dichiara Tino Iannuzzi, segretario regionale della Campania del Pd.
sabato 18 luglio 2009
Non tesserato
''L'iscrizione al Partito democratico di Beppe Grillo e' da considerarsi priva di ogni valore. Infatti la Commissione nazionale di Garanzia del nostro partito, con una decisione che produce i suoi effetti sull'intero territorio nazionale, ha giustamente stabilito che Grillo con il suo movimento politico ha ispirato posizioni totalmente contrarie e ostili alla linea e all'azione politica del Pd. Pertanto la sua iscrizione e' del tutto incompatibile con l'adesione al Partito democratico. Sappiamo che le regole possono a volte apparire fredde, ma a Grillo ricordiamo che rappresentano, in democrazia, una garanzia per tutti''. E' quanto dichiara Tino Iannuzzi, segretario regionale della Campania del Pd.
martedì 14 luglio 2009
Pd: Follini, Di Pietro mandante di Grillo ora chiudere con Idv
"Se Beppe Grillo irrompe sulla scena congressuale del Pd ci sono due modi per ribattere. Il primo consiste nel dire che non e' una cosa seria. Grillo non ha nulla a che vedere con noi, e perfino la sua dichiarazione di candidatura suona piu' come un dileggio che come una proposta. Per guidare una comunita' politica occorre in qualche modo farne parte, condividerne idealita' e progetti. Un comico che sulle ali della sua notorieta' si offre come leader di un partito che non ama e a cui non crede fa fare un altro scivolone alla politica. Si tratta di una pantomima e ha fatto bene l'intera dirigenza del Pd a ricordare che ci apprestiamo a celebrare un congresso e non un happening. Il secondo consiste, facendo un passettino piu' avanti, nel mettere al bando di noi stessi ogni concessione, ogni ammiccamento, ogni indulgenza a quella demagogia triviale di cui Grillo e' campione nazionale. E qui forse il discorso si fa piu' impegnativo, meno scontato. Gia', perche' Beppe Grillo puo' permettersi di presentarsi insalutato ospite alle nostre assise perche' noi contro quella demagogia forse non ci siamo spesi abbastanza. La realta' e' che siamo ancora alle prese con le propaggini di Di Pietro. E' stata la innaturale alleanza con l'Idv che ci ha messo nelle condizioni di dover subire un certo numero di intrusioni e condizionamenti nella nostra breve vita di partito. E se ora di punto in bianco spunta Grillo, altro non e' che l'ennesima testa di un Idra populista dalle cui spire non siamo riusciti finora a liberarci. Riproporre da parte mia per l'ennesima volta la fine dell'alleanza con Di Pietro puo' sembrare quasi un tormentone. Ma il fatto e' che nel frattempo lui l'alleanza l'ha rotta davvero. Quella pagina di pubblicita' contro il lodo Alfano nel giorno del G8, e poi quella risposta tra i denti data all'appello appello per la tregua di Napolitano rendono drammaticamente evidente la distanza che corre tra noi e lui. In fondo Grillo affacciandosi alle soglie del nostro congresso non fa altro che vestire di nuove parole questo vecchio e fin troppo conosciuto fantasma. A questo punto, almeno per me, dare una risposta statutaria a Grillo significa anche dare una risposta politica ai suoi mandanti. Piu' sara' chiara, meglio sara'. E se magari ci costera' qualcosa, vorra' dire che abbiamo fatto un investimento lungimirante". Il Riformista di domani pubblichera' questo corsivo di Marco Follini dal titolo 'Tonino mandante di Grillo'. (Agi)Pd, la sfida di Bersani parte dal call center
lunedì 13 luglio 2009
PD, Beppe Grillo si candida alla segreteria
La news del giorno è la candidatura di Beppe Grillo alle primarie del Pd. Lo annuncia lo stesso Grillo con un post sul suo blog. "Il 25 ottobre - scrive il comico - ci saranno le primarie del PDmenoelle. Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candidero'". "Dalla morte di Enrico Berlinguer - continua il post pubblicato sotto una foto di un irridente Carlo Marx che nel fotomontaggio pare avere un netta somiglianza con lo stesso Grillo - nella sinistra c'e' il Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini". "Io mi candido - ribadisce - sarò il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo paese, per offrire un'alternativa al nulla". Repubblica – immediatamente - precisa che per potersi candidare alla primarie del partito democratico è necessario innanzitutto essere iscritti al partito. Quindi sono i dirigenti del Pd che devono accettare la richiesta di Beppe Grillo. Ma non solo. Servono anche un minimo di 1.500 e un massimo di 2.000 firme raccolte tra gli iscritti. Le firme devono essere distribuite in cinque regioni diverse di tre circoscrizioni elettorali (sul modello delle Europee: Centro, Sud, isole..). Il passaggio successivo è raccogliere nelle assemblee dei circoli del Pd il sostegno degli iscritti. Alla fine ad essere ammessi sono i primi tre che superano almeno il 5% su base nazionale e comunque tutti quei candidati (fino a un massimo di sei) che superano comunque il 15%. Per votare alle consultazioni primarie invece non c'è bisogno di avere la tessera del partito. Tecnicalità a parte, temo che il nuovo caso terrà banco per un bel po’, comunque si metta la questione.«Non serve un commissario liquidatore»
Pittella: «Grillo? Il Pd ha bisogno di ben altro». Nota del partito: «Bisogna essere iscritti e in regola con requisiti»
domenica 24 maggio 2009
Grillo: Con Di Pietro se fa pulizia nel partito
Beppe Grillo potrebbe pensare di intraprendere un percorso comune con il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. A condizione che si faccia "pulizia" all'interno del partito. Il comico genovese, a margine della manifestazione “Lotta per i diritti”a Napoli, non lesina parole di apprezzamento nei confronti dell'ex pm. "Di Pietro sta facendo delle cose importanti, ma sa che deve ripulire il partito, specialmente in Campania. Deve avere il coraggio di mollare definitivamente alcune persone". Secondo Grillo Di Pietro è "rimasto un agricoltore dentro. Vuole tenere tutti con se, è attaccato alla zolla, ma se decide di fare pulizia andremo insieme". Beppe Grillo ha poi precisato che il suo appoggio all'Italia dei Valori viene dimostrato principalmente per la stima che ha per alcuni candidati di partito come l'ex magistrato Luigi De Magistris, Carlo Vulpio e Sonia Alfano. (Apcom)
lunedì 9 marzo 2009
Balene inamovibili …
Dal Corriere del Mezzogiorno Paolo Macry dice che a leggere le cronache napoletane, sembra di essere tornati ai tempi della Balena Bianca. La quale, pur avendo elementi identitari forti (libertà, cattolicesimo, atlantismo), comprendeva un arcipelago di correnti, notabili e perfino culture. E, in rappresentanza di interessi numerosi e trasversali, aveva dato vita a un sistema di potere che — direbbe Andreotti — si autoalimentava. Era inamovibile e (se colpe ha avuto) impunita. Ebbene, quali sono le differenze, rispetto alla coalizione che dal 1993 governa Napoli? Nessuna. Come il ceto democristiano, la sinistra napoletana invecchia sulle proprie poltrone. I suoi uomini non cambiano mai, malgrado il periodico inserimento di tecnici accorsati e jolly fantasiosi. Sempre per rimanere in tema di partiti, da Repubblica, Beppe Grillo lancia le liste civiche a lui vicine. "I partiti sono morti. Noi siamo l'unico vero virus che attraversa la nostra Italietta scomparsa: forse perderemo oggi, ma le nostre idee sono quelle che vinceranno in futuro". Poi se la prende con Berlusconi … anche il segretario del Pd Dario Franceschini, nel corso di in mezz'ora su Raitre, attacca il la proposta del premier di un nuovo piano per l'edilizia. «C'è assolutamente bisogno di far ripartire l'economia e le imprese, rimettere in moto gli artigiani, perchè gli italiani non avendo soldi non spendono più - ha detto il leader democratico - . Ma la proposta del governo è senz'altro uno sbaglio, una specie di cementificazione dell'Italia e per di più campata in aria».
martedì 3 febbraio 2009
Celebrità sul web, il blog di Grillo al settimo posto nella classifica Forbes
Beppe Grillo tra le star secondo il Forbes: nel classificare le venticinque personalità più conosciute dal popolo di internet, la rivista americana colloca anche il comico genovese, unico italiano, al settimo posto. La scalata di Grillo grazie al blog di cui è protagonista e che utilizza per intervenire a gamba tesa nelle vicende politiche italiane. A guidare la top 25, giunta al terzo anno, è ancora Perez Hilton, alias Mario Lavandeira, seguito da Michael Arrington. Medaglia di bronzo per Kevin Rose, fondatore di digg.com. «Il suo nome è sconosciuto a molti americani, ma Grillo è molto conosciuto in Italia - spiega Forbes - Anche se ha studiato da ragioniere, la sua fama è legata alla comicità e alla televisione. Nel 2005 ha iniziato a condividere i suoi pensieri politici su un blog, ora disponibile in italiano, inglese e giapponese, che è uno dei più letti e questo lo rende una vera web-celebrità». Soddisfatto Grillo: «È la dimostrazione della forza della rete, che è fantastica, sono felice. Dimostra anche - aggiunge - che siamo più vivi che mai, mentre vorrebbero farci passare per scomparsi dalla scena dell’informazione tradizionale. La cosa meravigliosa poi - spiega Grillo - è che questo risultato incredibile è stato raggiunto con pochissimi mezzi, il lavoro di quattro o cinque persone che ringrazio, pochissimi investimenti: non certo quelli pazzeschi di altri. Questo rende tutto più fantastico e clamoroso» (Il Mattino)
sabato 3 maggio 2008
Grillo: nessuno tocchi Travaglio
Anche Beppe Grillo che fino a ieri non era intervenuto sul caso Annozero rompe il silenzio dal suo blog: «I giornalisti che ancora danno dignità a questo Paese con la loro voce vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola. Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la sua vita per noi per amore di verità Grillo prende spunto da una lettera di Sonia Alfano, figlia di Beppe Alfano, ucciso per mano della mafia la notte dell'8 gennaio 1993, colpito mentre era alla guida della sua auto in via Marconi a Barcellona Pozzo di Gotto. «In Italia - scrive Grillo - ci sono stati giornalisti coraggiosi finiti ammazzati come Beppe Alfano ucciso con tre pallottole, di cui una in bocca. I giornalisti coraggiosi rimasti sono pochi, sono un facile bersaglio. Prima vengono diffamati, poi isolati, anche dalla loro categoria, e spesso sono uccisi. Dopo la loro morte l'informazione di regime li sotterra con grande velocità. Un po' si vergogna, ma in fondo è soddisfatta. In Italia per scrivere la verità o per applicare la legge bisogna essere eroi».Censura di regime (Antonio Di Pietro)
venerdì 2 maggio 2008
Annozero
sabato 26 aprile 2008
V2 – Day
«Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, la continuità di quei valori dei combattenti che hanno anche lasciato la vita per una nazione libera, o quasi. Non siamo diventati una nazione libera». Così Beppe Grillo ha esordito dal palco in piazza San Carlo, a Torino, del V2-Day. «Dedichiamo questa giornata all’altra piazza», ha aggiunto Grillo, riferendosi alla manifestazione organizzata nella vicina piazza Castello dalle associazioni dei partigiani. Da questa mattina sono numerose le persone in fila per firmare 3 referendum promossi dal comico genovese: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, l’abolizione della legge Gasparri e l’abolizione del finaziamento pubblico all’editoria. Il comico ha attaccato duramente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Abbiamo un presidente che dorme- ha detto- il referendum per cambiare la legge elettorale si doveva fare prima delle elezioni, non dopo. Siamo andati a votare delle elezioni incostituzionali». Grillo, citando i referendum, ha ricordato: «Non esiste e non può esistere un Ordine. Chiunque deve essere libero di scrivere. Perchè mai ci deve essere un Ordine dei giornalisti e non un Ordine dei poeti?». Grillo ha poi urlato: «Basta con le cose del passato, se vogliamo un Paese giovane e dinamico dobbiamo dire basta».martedì 22 aprile 2008
V2 Day, Venerdì 25 aprile
Piano di Sorrento - Piazza D. Cota dalle ore 10 alle ore 21
Castellammare di Stabia - Corso Giuseppe Garibaldi dalle ore 10 alle ore 20
sabato 12 aprile 2008
I nominati …
Napolionline - la citta vista da dentro - sabato 12 aprile 2008
martedì 1 aprile 2008
"E chi se ne frega?!"
"Michele Santoro fa ancora un uso criminale della tv". Lo dice Silvio Berlusconi nel corso della videochat con il Corriere ieri a Milano: "L'uso criminoso di una televisione pubblica pagata con i mezzi di tutti consiste nell'attaccare gli avversari senza dare a questi avversari la possibilità di una replica, cosa che lui continua impunemente a fare anche adesso." Nella puntata di ieri di Annozero si è visto Beppe Grillo, alla domanda: decidendo di non votare alle politiche non favorisci Silvio Berlusconi? E lui: "E chi se ne frega?!". Comodo, troppo comodo. Lui in Sicilia fa votare per sabato 22 marzo 2008
2001: Odissea nel cemento
Dal sito di Beppe Grillo riprendiamo questa nota, che conferma con un agghiacciante diagramma la devastazione in atto e le sue cause. Con Postilla Anno 2000: i Comuni possono spendere i soldi delle licenze edilizie SOLO a fronte di investimenti.
Anno 2001, ottobre: i Comuni sono autorizzati a spendere i soldi delle licenze edilizie per fare quello che gli pare, grazie al nuovo Testo Unico sull’edilizia.
Arriva il boom edilizio.
Anno 2000: 159.000 abitazioni costruite.
Anno 2007: 298.000 abitazioni costruite e 38.000 ampliamenti di abitazioni.
Le licenze raddoppiano in 7 anni, il territorio italiano viene cementificato da palazzine, nano grattacieli, hangar, seconde, terze, quarte ville, parcheggi, garage. I Comuni raddoppiano gli incassi senza alcun obbligo di destinazione d’uso. Hanno la licenza di uccidere il territorio.
Il territorio comunale, lo dice la parola stessa, è patrimonio “comune” dei cittadini che lo abitano. Appartiene a loro. Il bosco, il prato, la vista panoramica, un posto per passeggiare o far giocare i propri figli, il parco, i giardini o, anche, un semplice spazio vuoto per vedere l’orizzonte. Chiarito che il territorio è dei cittadini e non del sindaco fasciato a festa e dei suoi assessori che sono SOLO dipendenti comunali facciamoci qualche domanda. Dove sono finiti i soldi delle licenze edilizie concesse senza più l’obbligo di investimento? Nuovi servizi, asili, piste ciclabili, trasporti pubblici non si sono visti. Farei un’indagine, Comune per Comune. Quanto ancora si può cementificare il paesaggio italiano? Si può solo tornare indietro, decementificare. Il turismo sta morendo di cemento. Quali sono le maggiori imprese edili che hanno ottenuto le licenze? I costruttori comandano ormai più del sindaco Moratti e del sindaco Topo Gigio, devono uscire dai consigli comunali. Sono lì, anche se non sono stati eletti. Il processo infernale messo in moto dal Testo Unico del 2001 va fermato. Bisogna riportare le lancette al 2000. Meno cemento, meno soldi per i partiti, i veri padroni dei Comuni. I cittadini devono presentarsi in consiglio comunale per chiedere i motivi dello scempio edilizio e documentare l’incontro con una telecamera. Il Bel Paese è nostro, riprendiamocelo.
Postilla
Consumo di suolo e crescita smisurata degli investimenti immobiliari sono facce della stessa medaglia. Mediatori e complici a volte obbligati e a volte compiacenti i sindaci, incapaci di gestire i bilanci senza svendere il territorio comune (il futuro dei loro figli). Mentre s’impoverisce il patrimonio comune si accrescono i patrimoni privati, senza neppure che si riesca a tosare in modo adeguato la rendita parassitaria. Fino a quando la politica lascerà queste verità in esclusiva a Beppe Grillo?
domenica 24 febbraio 2008
“Non vado a votare e ne sono orgoglioso”
“Sono venuto a chiedere scusa a una regione martoriata dalla storia, per quello che è stato fatto a questa terra qui, per i vari Berlusconi e Veltroni, e Bassolino e Iervolino e Mussolini”. Così esordisce Beppe Grillo in una affollata conferenza stampa a margine del «Monnezza day» organizzato dai meetup grillini e da alcune associazioni a Napoli per protestare contro la gestione dell’emergenza rifiuti in Campania ed educare alla differenziata spinta. “Non vado a votare e ne sono orgoglioso” – continua - in riferimento alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile. “Mi sento umiliato perchè non si può scegliere un partito, non si può esprimere una preferenza e non si può scegliere un programma perchè sono uguali: Veltroni e Berlusconi vogliono le stesse cose”, ha concluso.
Napolionline - la citta vista da dentro - domenica 24 febbraio 2008
martedì 19 febbraio 2008
Beppe Grillo continua a levare voti a sinistra
Tra i 30 e i 45 anni, uomo, di sinistra, ma senza esperienza di militanza politica. È l'identikit del «grillino» tipo, esce da una ricerca dell'Swg, una società di sondaggi considerata vicina al centrosinistra, sull'universo dei sostenitori del comico-guru genovese. Sotto la lente d'ingrandimento dell'istituto di ricerca sono finiti i partecipanti dei «meetup», gli incontri dei sostenitori di Beppe Grillo nelle varie città italiane: ne è uscito uno spaccato di italiani insoddisfatti della politica tradizionale, che usano la rete per comunicare e informarsi. Il grosso degli «attivisti» di Grillo sono uomini: le donne sono circa un terzo. Quanto al lavoro, ci sono piccoli imprenditori e liberi professionisti, impiegati e dirigenti d'azienda, alcuni operai. Una significativa maggioranza, nel passato ha votato a sinistra. I temi intorno ai quali si mobilitano sono la difesa dell'ambiente, lo sviluppo di energie ecosostenibili, la lotta all'inquinamento da traffico, lo sviluppo della democrazia della rete, la richiesta di una pubblica amministrazione efficiente, il sostegno a circuiti economici alternativi. Tutti temi che nascono da altrettante campagne o parole d'ordine di Grillo. L'obiettivo diffuso nel movimento «grillino», emerge dalla ricerca Swg, è quello di «risvegliare le coscienze dei cittadini». Ma gli effetti pratici prodotti sulla politica dai «meetup», segnala la ricerca, sono «scarsi»: tranne il caso di Napoli contro la privatizzazione dell'acqua, nessuna delle iniziative della base «grillina» ha avuto successo. La prossima iniziativa è “Il giorno del rifiuto”, che si terrà sabato 23 febbraio in piazza Dante a Napoli, ci sarà anche Beppe Grillo. martedì 12 febbraio 2008
Monnezza ...
Beppe Grillo parteciperà al «Monnezza Day» a Napoli il 23 febbraio insieme a esperti e medici per il rilancio della raccolta differenziata e per la salute dei cittadini. È lo stesso comico genovese ad annunciare la sua presenza a Napoli, attraverso il blog. Per il «giorno del rifiuto», in piazza Dante, ci saranno anche Franca Rame, Alex Zanotelli e Paul Connet Un loculo aperto nel cimitero di Frattamaggiore ha fatto da location per un video finito su Youtube. Alcuni ragazzi organizzano una macabra messa in scena. Uno di loro si sdraia nella tomba e finge di essere morto, un altro gli si avvicina con un lumino. Il quadretto si completa quando davanti al loculo passa una signora. Che guarda sorpresa, poi prosegue come se nulla fosse. Il video.
venerdì 25 gennaio 2008
Il centrosinistra è morto, la lottizzazione non esiste e noi?
Piccolo giro tra i giornali. Cominciando dall’editoriale di Repubblica. Dove Ezio Mauro va sul tragico”Muore il centrosinistra” e poi decisamente si schiera sull’ipotesi di un governo istituzionale guidato da Marini. In una lunga intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, l’assessore alla sanità Montemarano dice che la lottizzazione in Regione Campania non esiste. “Non ho mai scelto qualcuno perché era della Margherita o dei Ds. Le mie scelte le compio sulla base professionale a me nota”. Grillo scende in campo, “da oggi il blog fa politica attiva con un sito dedicato al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione”. I grillini correranno soli. Proprio come il Pd di Veltroni. Infine Franca Rame, sempre su Repubblica. “Cosa pensano i responsabili della caduta di Prodi, che tornando Berlusconi a Palazzo Chigi la classe operaia andrà in fabbrica con la Ferrari, i pensionati sverneranno a Sanremo e i precari avranno contratti d’oro che erediteranno i loro figli e i figli dei loro figli? E se non andasse così? E se si peggiorasse come è più che probabile?”
giovedì 13 dicembre 2007
Grillo al Senato
venerdì 16 novembre 2007
“I grillini stabiesi”
Castellammare di Stabia - Il primo meetup de “I grillini stabiesi” rappresenta, almeno nelle intenzioni degli organizzatori, “uno strumento per attivare il senso civico, democratico e partecipativo di tutti gli stabiesi”. “Impegnarsi per migliorare la città ed il Paese, tenendo informati gli stabiesi sulle tematiche relative al territorio”: queste le intenzioni degli amici del satiro genovese che sull’onda del v-day stanno mettendo in campo una serie di iniziative ed incontri. “I nostri gruppi di discussione – spiegano i fan di Grillo tramite un comunicato stampa – sono nati in seguito alle tematiche poste all’attenzione di tutti da Beppe Grillo. Noi portiamo avanti gli argomenti più disparati: dalla sicurezza all’ambiente, dalla giustizia alla politica. In tutta Italia esistono 446 gruppi, per un totale di 65.298 membri e Napoli, con 2632 iscritti, ha il gruppo più ampio. Finalmente anche a Castellammare è arrivato un luogo apartitico e democratico di discussione sui temi più scottanti, sia a livello nazionale che locale. Siamo nati con l’intento di essere parte attiva nel processo di cambiamento generale e siamo convinti che solo tutti insieme riusciremo ad abbattere barriere appositamente create per allontanare i cittadini dalla politica, ma non siamo contro le istituzioni a cui, anzi, vogliamo ridare lustro”.
lunedì 24 settembre 2007
Grillo: "Parlamentari condannati, giudicate i capi-partito"

Dal suo blog li chiama i 'magnifici 23'. Beppe Grillo torna all'attacco dei parlamentari condannati in via definitiva e chiamati, in base all'attuale legge elettorale, a rappresentarci. E si chiede: "Chi li ha eletti? I segretari di partito, non i cittadini a cui e' stato negato il voto di preferenza con un piccolo golpe. Una dozzina di persone ha deciso per tutti. Si chiama oligarchia, non democrazia". Tra gli oligarchi per Grillo il primo e' Silvio Berlusconi, "con 10 condannati netti, ha il 40% del totale". Seguono Bossi con 3 condannati e, a pari merito, Casini e Fini con 2 condannati. Vi e' infine un gruppo formato da RNP,PRI, Nuovo Psi, Margherita, DS e Dc- Psi con 1 condannato. Ieri sera da Jesolo Grillo ha anche denunciato l' "accanimento" mostrato dalla Rai nei suoi confronti.