Bufera nel Partito democratico per le dichiarazioni di Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani, che chiedeva una gestione collegiale del partito in vista delle prossime primarie. Al termine di una fitto batti e ribatti e' giunta la precisazione dello stesso Bersani ("assicuriamo la nostra piena collaborazione") e poi una dichiarazione del segretario Dario Franceschini: "Classifichiamo la cosa come uno scivolone e chiudiamola li'. Una cosa e' coinvolgere i candidati nella gestione del partito sino all'elezione del segretario alle primarie del 25 ottobre, come ho fatto dal primo momento e continuero' a fare. Un'altra cosa e' dire, come ha fatto Penati, che in seguito al primo voto dei circoli il partito non ha piu' un segretario. In un momento cosi' difficile, nel Paese e in Parlamento, serve piu' senso di responsabilita'". Penati aveva affermato: Occorre "prendere atto che i 2/3 del partito non hanno dato il loro consenso a Franceschini. Questo pone una riflessione circa il problema di una gestione collegiale del partito da qui alle primarie e nella rappresentanza esterna". Bersani nella sua nota aveva pero' rimarcato: "Sgombriamo il campo da ogni equivoco piu' o meno interessato. Franceschini, come e' ovvio e come e' giusto, e' a pieno titolo il segretario del Pd cosi' come prevede lo statuto, e ha la nostra piena collaborazione come e' stato fin qui". Il terzo concorrente alla segreteria, Ignazio Marino, era stato severo: "Se Bersani pensa di essere il segretario del partito, perche' arrivare fino al 25 ottobre? Se pensa che il segretario sia gia' stato eletto con il voto dei circoli e' grave, soprattutto perche' offende il popolo delle primarie". (Agi)
Visualizzazione post con etichetta Bersani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bersani. Mostra tutti i post
mercoledì 30 settembre 2009
Franceschini, il caso è già chiuso
Bufera nel Partito democratico per le dichiarazioni di Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani, che chiedeva una gestione collegiale del partito in vista delle prossime primarie. Al termine di una fitto batti e ribatti e' giunta la precisazione dello stesso Bersani ("assicuriamo la nostra piena collaborazione") e poi una dichiarazione del segretario Dario Franceschini: "Classifichiamo la cosa come uno scivolone e chiudiamola li'. Una cosa e' coinvolgere i candidati nella gestione del partito sino all'elezione del segretario alle primarie del 25 ottobre, come ho fatto dal primo momento e continuero' a fare. Un'altra cosa e' dire, come ha fatto Penati, che in seguito al primo voto dei circoli il partito non ha piu' un segretario. In un momento cosi' difficile, nel Paese e in Parlamento, serve piu' senso di responsabilita'". Penati aveva affermato: Occorre "prendere atto che i 2/3 del partito non hanno dato il loro consenso a Franceschini. Questo pone una riflessione circa il problema di una gestione collegiale del partito da qui alle primarie e nella rappresentanza esterna". Bersani nella sua nota aveva pero' rimarcato: "Sgombriamo il campo da ogni equivoco piu' o meno interessato. Franceschini, come e' ovvio e come e' giusto, e' a pieno titolo il segretario del Pd cosi' come prevede lo statuto, e ha la nostra piena collaborazione come e' stato fin qui". Il terzo concorrente alla segreteria, Ignazio Marino, era stato severo: "Se Bersani pensa di essere il segretario del partito, perche' arrivare fino al 25 ottobre? Se pensa che il segretario sia gia' stato eletto con il voto dei circoli e' grave, soprattutto perche' offende il popolo delle primarie". (Agi)
lunedì 28 settembre 2009
Il Pd preferisce Bersani
Vico Equense - Anche gli iscritti del Circolo PD “Carlo Fermariello”, nella serata di ieri, hanno votato a maggioranza la mozione di Bersani e di Amendola per le segreterie nazionale e regionale. Al termine di una serata nella quale si è dato ampio spazio al dibattito, le urne hanno dato questo responso:Per la segreteria nazionale
Mozione Bersani: voti 88
Mozione Franceschini: voti 47
Mozione Marino: voti 16
Per la segreteria regionale
Mozione Amendola: voti 85
Mozione Impegno: voti 54
Mozione Vittoria: voti 16
domenica 20 settembre 2009
Salsa rubra...
Dal Pil al Quars non cambia nulla
La Campania era e resta ultima
Partecipazione, diritti e redditi: una regione ai margini del Paese
Bersani a Fassino: basta scontri interni
«Amendola? Non lo stimo solo io. Si rinnova restando uniti»«Occorre lavorare per l’unità e il rinnovamento. E quindi soppesare le parole ed evitare scontri interni». Pierluigi Bersani, anticipa al Mattino, alcuni temi del suo tour campano. Stamani a Salerno, nel pomeriggio ad Avellino e in serata a Napoli, alla festa nazionale di Sinistra e Libertà per discutere di Mezzogiorno con il governatore della Puglia Nichi Vendola. Alleanze, programmi: gli argomenti principali. Anche se all’ex ministro per lo Sviluppo economico e candidato alla guida del Pd preme soprattutto mandare un messaggio a chi sostiene il segretario uscente: abbassare i toni dello scontro sul congresso di ottobre altrimenti si corre il rischio di spaccare il partito. In particolare ce l’ha con Piero Fassino, coordinatore nazionale della mozione Franceschini, che appena tre giorni fa a Napoli, ha spedito attacchi pesanti contro il governatore Bassolino ed Enzo Amendola, candidato alla segreteria regionale per la mozione Bersani («È sostenuto dai potentati che per anni hanno governato la Campania», aveva detto l’ultimo segretario ds). «Manterrò rigorosamente la linea che mi sono dato fin dall’inizio: non voglio dire una parola contro nessuno. Rispetto tutti quelli che mi hanno portato fin qui, Fassino compreso, ma - spiega Bersani - mi piacerebbe che tutti quanti tenessero questo profilo. Il problema nostro non è criticar l’altro, ma ciascuno deve dire che cosa vuole fare. Poi saranno gli elettori a decidere. Mi auguro, però, che in questo dibattito le parole vengano soppesate». E su Amendola: «Ho grandissima stima di lui e non mi pare di essere il solo». Sulla stagione di Bassolino, invece, invita a guardare prima a una piattaforma comune: «Occorre rinnovamento ma con uno sforzo comune e responsabilità condivise. Vogliamo mandare avanti forze ed energie fresche, nuove. E farlo su una piattaforma che abbia un senso politico e sociale. Rilanciando una piattaforma meridionalistica. E agganciare a questo un tema di coalizioni e di rinnovamento della classe dirigente». Di nomi per la successione di Bassolino a palazzo Santa Lucia non ne farà perché «ora è il momento di fare politica». E in Campania pensa ad alleanze larghe: «Faremo a livello nazionale un appello largo a tutte le forze che stanno all’opposizione. Naturalmente, su un programma molto chiaro. Mi auguro il massimo di estensione di queste alleanze compreso l’Udc e naturalmente anche in Campania». «Una regione tutt’altro che persa», aggiunge subito dopo. (Adolfo Pappalardo il Mattino)
Pd, i circoli hanno iniziato a votare Bersani in testa seguito da Franceschini
martedì 15 settembre 2009
Pd, dopo il cameriere arriva il cantante…
Se Dario Franceschini serve ai tavoli, Pierluigi Bersani, alla festa del PD di Reggio Emilia, canta…
mercoledì 9 settembre 2009
Il candidato Bersani rilancia Bassolino
Chiedo rispetto per tutti coloro che hanno portato fin qui il PdSi chiama Sabato Novi. È il fuori programma che raccoglie caldi applausi e alla fine chiarisce gli umori della platea Pd venuta alla Mostra d´Oltremare per ascoltare il candidato segretario Pierluigi Bersani. Novi è un tecnico dell´Atitech, ottiene il microfono per cinque minuti, parla della situazione della sua azienda, si accalora contro il piano di salvataggio di Gianni Lettieri, che prevederebbe «una ristrutturazione del salario come se fossimo al primo ingresso, dopo 22 anni di lavoro», invoca l´intervento di Comune e Regione, ma minaccia anche il partito: «Non andrò sui tetti, farò lo sciopero della fame nella sede di quello che è il mio partito». Applauso fragoroso. Quasi una giocata di anticipo su Bersani, che poco dopo dirà: «A che serve andare a Ballarò se poi non riesci più a distribuire un volantino davanti alle fabbriche?» D´altro canto in mattinata Bersani aveva visitato altre realtà industriali in crisi nella zona torrese-stabiese, accompagnato dall´ex assessore regionale alle attività produttive Andrea Cozzolino, che ora è eurodeputato e che guida il comitato elettorale. Ci era scappato anche il caffè con Antonio Bassolino, nel bar interno di Palazzo Santa Lucia. Un Bassolino legittimato: «Chiedo rispetto – ha detto Bersani – per tutti coloro che ci hanno portato fin qui, e che ci aiuteranno a far girare la ruota». In sala anche Rosa Russo Iervolino, che sceglie Bersani ma non ancora Enzo Amendola, avversario nella contesa regionale di quel Leonardo Impegno che presiede il suo Consiglio comunale. Sui giovani comunque Bersani demolisce l´idea di rinnovamento di Franceschini: «Sono contro i giovani cooptati come simbolo, dobbiamo invece promuovere una classe dirigente che già c´è, i giovani che hanno già una esperienza sul territorio». L´inclusione al posto dell´epurazione. Uno di quei giovani è Amendola, anche lui stufo di «questa discussione interminabile sulla apertura o chiusura di un ciclo». Qualche conto da saldare col passato comunque resta: «Partito liquido o solido? All´epoca mi sembrava molto liquido sui territori, e assai solido a Roma quando si trattava di decidere i candidati». Ovazione anche qui. Da una sala gremita. Mancavano solo gli ex popolari di area Fioroni, che di fatto non si sono ancora schierati. Mentre Bruno Cesario e Pasquale Sommese hanno approfittato per ribadire il loro pieno appoggio a Franceschini. Quanto a Bassolino, soddisfatto della giornata, ha mandato anche un messaggio a Berlusconi sui rifiuti. Il premier aveva in una dichiarazione magnificato la costruzione dell´impianto di Acerra in otto mesi, Bassolino gli ricorda che «il cantiere fu aperto in mezzo a mille proteste nell´estate 2004», che è stato completato anche con i 25 milioni della Regione Campania e comunque, «quanti guai politici e giudiziari ho passato per aver contribuito alla realizzazione dell´impianto». (di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)
martedì 8 settembre 2009
Arriva Bersani, nel Pd si litiga
E venne il giorno di Bersani. L´ex ministro arriva oggi a Napoli, ed è l´ultimo della terna di candidati alla segreteria nazionale che viene a prendere contatto diretto con il clima campano del Pd. Ignazio Marino è stato a Casal di Principe. Enrico Franceschini ha già girato in lungo e in largo la regione in due occasioni (e ieri Sergio D´Antoni era a Napoli a incontrare lavoratori di Pomigliano). Ora tocca al terzo uomo (alle 17 alla Mostra d´Oltremare e alle 19.30 a Caserta, Grand Hotel Vanvitelli), peraltro accreditato dei favori del pronostico: oltre a Bassolino, all´area Letta e a quella Bindi, su Bersani veleggia anche il sindaco di Salerno Enzo De Luca, gli ex popolari di rito Fioroni, vale a dire Salvatore Piccolo, e oscilla Pasquale Sommese, con Franceschini per il nazionale, ma con il bersaniano Amendola per la segreteria regionale. Un quadro che spiega anche la polemica di ieri tra due ex compagni di squadra. All´epoca di Veltroni, Tonino Amato e Sommese avevano dato vita insieme a una formazione interna, ma oggi Amato è con Franceschini e spara a zero: «Stiamo dando alla gente un´impressione di stato confusionale del partito in Campania. Mi chiedo che fine abbiano fatto tutte le voci critiche che pure si erano sollevate in tutti questi anni. Si ha l´impressione di un tentativo di normalizzazione del partito per riprodurre poi, a giochi fatti, le stesse faide interne. Ho l´impressione che si siano messe a tacere le differenze politiche per meri calcoli di opportunità». Una filippica contro l´ammassamento di forze sotto le bandiere di Bersani. Ma la censura arriva fino a Sommese che, pur di recuperare l´Udc, si è spinto a ipotizzare l´offerta di candidatura di De Mita nelle primarie per la scelta del candidato alla Regione. «Su quali temi convergono in Campania i programmi del Pd e dell´Udc? – si chiede Amato – È giusto inseguire De Mita, addirittura per le primarie?». Dal fronte bassoliniano ecco invece Michele Caiazzo mettere tutti sull´avviso: «Sarebbe necessario posticipare le elezioni dei segretari provinciali e dei coordinatori di circolo a dopo le elezioni regionali. In tal modo dirigenti nazionali e regionali e iscritti potrebbero, dopo il congresso del 25 ottobre, dedicare tutte le proprie energie alla competizione elettorale». Scadenza quest´ultima che agita anche il centrodestra. Ieri il coordinamento regionale del Pdl ha allestito il programma della festa regionale, che si terrà a Scafati il 12 e 13 settembre (interverranno anche Mara Carfagna e De Mita, e Berlusconi via telefono), e si è dato mandato a formare entro settembre i gruppi unici al Comune di Napoli e alla Regione, in tempo per la convention di Napoli, dal 2 al 4 ottobre, nella quale si dovrebbe designare il candidato governatore. E ieri un ministro come Gianfranco Rotondi è arrivato a dire plausibile una presidenza De Mita: «Lo fece anche Giscard d´Estaing nella sua regione dopo essere uscito dall´Eliseo». A ogni modo, spiega Rotondi, «i sondaggi direbbero in primo luogo Carfagna. Poi, se lei continua a essere scettica, Cosentino». Ma attenzione, «se la situazione entra in stallo, allora sarà Berlusconi a decidere, magari accondiscendendo a una richiesta per la Campania da parte di Casini». (di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)
lunedì 7 settembre 2009
Arriva Bersani, area Franceschini contro Piccolo
Continua il dibattito interno al Pd in vista della stagione congressuale e dei prossimi appuntamenti elettorali. Dopo il tour di Dario Franceschini, è il turno di Pier Luigi Bersani: il candidato alla segreteria nazionale sarà a Napoli martedì per incontrare Enzo Amendola, in corsa per la segreteria regionale, con cui si recherà anche a Caserta. Una seconda visita - a Salerno, Benevento e Avellino e di nuovo a Napoli per la festa di Sinistra e libertà - è invece in programma il 19 settembre. Intanto ieri la senatrice Teresa Armato ha replicato a Salvatore Piccolo (foto) che ha lasciato intendere di essere pronto ad appoggiare la mozione Bersani: «È davvero sbalorditivo che, per mascherare incoerenze e cambi di posizione, si affermi che non c’è molta differenza tra le due mozioni - dice la Armato - Il messaggio di Franceschini sul tema dell’innovazione a favore di una classe dirigente è chiaro e netto, così come la concezione del partito e delle alleanze». Intanto, in vista delle Regionali, il coordinatore nazionale del Partito socialista Marco Di Lello chiarisce: «Bene l’apertura di D’Alema, ma le alleanze si fondano su un programma, non su formule algebriche». «Occorre ripartire da un programma chiaro e condiviso e su quello costruire una nuova coalizione - aggiunge Di Lello - perché, se da un lato, e meno male, si è conclusa la stagione dell’autosufficienza del Pd è altrettanto vero che non si può tornare a una coalizione di undici sigle che litiga su tutto». (Il Mattino)
venerdì 4 settembre 2009
Lettera agli iscritti del Partito Democratico
Cara iscritta, caro iscritto,in questi giorni il nostro congresso comincerà a vivere in tutti i circoli. È il primo congresso del Pd, un congresso davvero fondativo. Abbiamo tutti la responsabilità di costruire uno strumento utile all’Italia e agli interessi e ai valori che vogliamo rappresentare. Il compito dei candidati è quello di dire con chiarezza se ci sia qualcosa da correggere di ciò che abbiamo fatto fin qui e che cosa ci sia da correggere per guardare avanti e dare nuova forza al nostro grande progetto. Le candidature non sono contrapposizioni; sono diverse proposte che si sottopongono agli iscritti e ai cittadini elettori. Loro decideranno, e tutti ci rimetteremo alle loro decisioni. Per questo la discussione può essere serena, chiara e vera. Un partito, infatti, è una comunità di protagonisti. Alla fine del nostro percorso congressuale dovremo dire parole chiare e nuove all’Italia e avviare un ciclo politico che porti ad una alternativa di governo. Questo è il nostro compito, questa è la nostra responsabilità. Comunque la pensiate, voglio salutarvi tutti con grande amicizia e solidarietà e augurarvi (e augurarci) buon lavoro. (Pier Luigi Bersani)
mercoledì 2 settembre 2009
E Bersani pensa a Franceschini per sostituire Errani
La voce, tra conferme e smentite, circola con insistenza da qualche giorno. Ma per ora è rimasta ben chiusa dentro i confini regionali. Dopotutto il congresso del Partito Democratico non è ancora stato celebrato e quindi è un po’ difficile pensare al futuro. Fatto sta che Pier Luigi Bersani, sentendosi ormai ad un passo dalla segreteria, avrebbe già pensato a un’offerta per concedere l’onore delle armi allo sconfitto Dario Franceschini: la poltrona di governatore dell’Emilia Romagna. Fantapolitica? Forse. Visto che per ora la discussione all’interno del partito si è occupata di «alleanze larghe» e «primarie di coalizione». Di certo c’è che l’attuale presidente Vasco Errani ha scelto di schierarsi nella battaglia congressuale al fianco dell’ex ministro. E questo potrebbe fruttargli, dopo due mandati in Regione, una chiamata a Roma. Tra l’altro, nonostante Romano Prodi abbia benedetto una sua ricandidatura, la legge impedisce una nuova elezione dopo due legislature consecutive e, soprattutto, lo impedisce lo statuto del Pd. Insomma ci sono tutti gli elementi per pensare che Errani non sarà il prossimo candidato governatore. Ecco allora spuntare l’«idea» Franceschini. Un’ipotesi che l’entourage del segretario-candidato smentisce seccamente perché, spiegano, «sarà lui a vincere il congresso e non certo Bersani». E comunque, aggiungono, «per accettare un esilio dorato in Emilia Romagna il risultato deve essere disastroso». Ma i «difensori» di Dario dimenticano un illustre precedente. Nel 2004, infatti, Sergio Cofferati era all’apice del successo e in molti lo consideravano il candidato naturale alla segreteria dei Ds. Eppure Massimo D’Alema riuscì a convincerlo a correre per il comune di Bologna. Quella del promoveatur ut amoveatur è una «specialità» del lìder Maximo. E stavolta, ad aiutare, ci sarebbe anche la giustificazione del congresso. Tra l’altro, nei mesi scorsi, era circolata un’altra voce poi messa subito a tacere: la possibilità di candidare Walter Veltroni alla Regione Lazio. Insomma Bersani e i dalemiani starebbero preparando esili dorati per i loro avversari. E forse non è un caso che Antonio Bassolino, dato in pole position per tornare a ricoprire il ruolo di sindaco di Napoli, ieri abbia declinato l’invito: «È una discussione surreale che mi fa anche un po’ sorridere». Dopotutto, per uno che ha scelto di schierarsi con Bersani, l’obiettivo è Roma. (di nic. imb. da il Tempo)Veltroni punge Bersani: vuole aprire all’Udc
domenica 30 agosto 2009
"Per Bersani e per Stabia"
Castellammare di Stabia - Venerdì, alle 18.30, presso la sala Annibale Ruccello del Cinema Montil, in via Bonito 10, si è incontrato un gruppo di iscritti e simpatizzanti del PD e rappresentanti della società civile stabiese che si riconoscono sia nella candidatura a Segretario nazionale del partito di Pier Luigi Bersani, sia in quella di Enzo Amendola a Segretario regionale. L´incontro è stato finalizzato a sviluppare le tematiche politiche contenute nella mozione Bersani e a illustrare le procedure congressuali che sfoceranno nelle primarie del 25 ottobre prossimo. Il gruppo ha espresso la necessità di dare vita ad un comitato di sostegno alle suddette candidature, delegando il Sig. Francesco Russo ad avviare la registrazione on-line del comitato stesso. Quest´ultimo, che assume la denominazione "Per Bersani e per Stabia" è un organismo aperto a tutti quanti vorranno prendervi parte, contribuendo al successo di Bersani e Amendola delle prossime primarie.Seguono firme
Francesco Russo, Annapaola Mormone, Sandro Turcio, Nino Longobardi, Francesco Di Martino, Costantino Aitra, Catello Chiacchio, Carmine Sollo, Ciro D'Auria, Antonio Varone, Anna Forte, Pietro Salvato, Fabio Salvato, Alfonso Muollo, Paolo Puzzella, Martina Rita Izzo, Teresa D'Auria,Vincenzo Izzo.
mercoledì 12 agosto 2009
Primarie Pd, Bersani stacca Franceschini
Ma soltanto l'8% dell'intero elettorato italiano dichiara che parteciperàUn vantaggio di diciannove punti. Pierluigi Bersani è il favorito numero uno nella corsa alla segreteria del Partito democratico. Secondo il sondaggio effettuato da Ipr Marketing per il quotidiano "Il Riformista", l'ex ministro dello Sviluppo gode infatti del 54% dei consensi. Il segretario attuale, Dario Franceschini, si ferma al 35%. Nessuna speranza, sempre per i sondaggisti dell'istituto diretto da Antonio Noto, per Ignazio Marino: supera appena la doppia cifra fermandosi all'11%. Ai sostenitori della prima mozione che, secondo le rilevazioni Ipr, sono per lo più over 35, dipendenti e pensionati, il dato di Bersani mette evidentemente le ali ai piedi. A frenare gli entusiasmi di tutti ci pensa, però, il dato sull'affluenza. Soltanto l'8% dell'intero elettorato italiano, infatti, dichiara che parteciperà all'elezione del nuovo segretario. Secondo i sondaggisti, una percentuale che riflette lo scarso interesse che le primarie hanno in questo momento sul popolo del centrosinistra. (Corriere della Sera)
Verdi, lite su tessere e linea del partito «Escluso se non vuoi andare a sinistra»
sabato 1 agosto 2009
Divorzio tra il Sud e il centrodestra
Parole chiare, quelle che Pier Luigi Bersani ha pronunciato a Camigliatello Silano intervenendo a un incontro con i giovani del Sud. Per il rilancio dell'economia del Sud, "invece di spostare i soldi da una posta all'altra del bilancio come i carri armati di Mussolini - ha affermato Bersani - facessero una cosa molto precisa e concreta: ripristinassero il credito di imposta per gli investimenti e per l'occupazione: una misura automatica, pulita, efficace da attuare. Questo sarebbe un primo passo per un piano per il Mezzogiorno, se no sono chiacchiere ancora una volta". In ogni caso, ha puntualizzato il candidato alla segreteria del Pd, tra il Meridione e il centrodestra è in atto "un divorzio. Noi lasciammo il nostro governo con risorse per il Mezzogiorno con una pianificazione unificata e con strumenti nuovi. Tutto questo - ha detto Bersani - è stato in gran parte spazzato via. Adesso tutto questo dà luogo ad una reazione. Il centrodestra, però, non può cantarsele e suonarsele perche' ci sono responsabilità di tutti quelli che hanno lavorato col centrodestra".
giovedì 9 luglio 2009
Pronto Antò …
Telefonata riparatrice tra Bersani e Bassolino. Il candidato alla segreteria del PD si è fatto due conti, il tesseramento (i dati li ha diffusi proprio ieri l’Ansa) non supererà quota 600 mila iscritti. Con questi numeri quali sono le regioni che pesano di più? Guarda un po’ la Campania in cui si parla di 70-100 mila tessere. A Napoli in gennaio erano già 66 mila. Bersani l’altro ieri aveva detto che in Campania è necessario un ricambio della classe dirigente nel partito e nelle istituzioni. La notizia fa il giro, Bassolino s’arrabbia. E siccome i voti sono voti, il risultato, il giorno dopo e dopo la telefonata, è questo comunicato: «Le mie parole — afferma Bersani — sono rivolte ad una esigenza di avanzare con un rinnovamento delle classi dirigenti secondo uno stile che riconosca e rispetti le generazioni precedenti, che a loro volta dovranno accompagnare le nuove. Questo è il mio pensiero, al di là delle varie interpretazioni». Insomma è colpa dei giornalisti campani che non hanno capito nulla. Dunque incassata la rettifica, Bassolino non si sottrae a nessuna domanda durante un’intervista televisiva negli studi del gruppo Tv Luna. Compresa quella su Bersani. A cui dichiara il suo appoggio «senza ma e senza se».
Pozzano, il tunnel senza uscita
«Lavori in corso» da ben 27 anni
Progetto dell'82. Il governo: «Tempi imprevedibili»
Per il traforo del monte Bianco bastarono 6 anni (Corriere del Mezzogiorno)
«Lavori in corso» da ben 27 anni
Progetto dell'82. Il governo: «Tempi imprevedibili»
Per il traforo del monte Bianco bastarono 6 anni (Corriere del Mezzogiorno)
mercoledì 8 luglio 2009
PD: Bersani, Bassolino? Dopo congresso nuova classe dirigente
"Subito dopo il congresso dobbiamo mettere in campo una classe dirigente nuova". Pier Luigi Bersani risponde così, in un'intervista sul web, quando gli viene chiesto che ruolo avrà Antonio Bassolino. "Credo in generale, e anche in particolare, che dobbiamo andare a una fase nuova in Campania. A un ricambio di classe dirigente. E questo -spiega- va messo in un meccanismo che comprende sia gli organismi dirigenti del partito che le elezioni". (Adnkronos)Bersani: «Voglio un partito che funzioni, come l'Avis o una bocciofila»
giovedì 25 giugno 2009
venerdì 12 giugno 2009
Bersani o Serracchiani?
rad0EA3D.tmp
Publish at Scribd or explore others:
sabato 14 febbraio 2009
«Bersani? Con lui in molti più vicini al Pd»
Massimo D'Alema sostiene Pierluigi Bersani. Secondo l'ex ministro degli Esteri infatti la candidatura alla segreteria del Pd di Bersani non indebolisce il partito rispetto alle vicine elezioni amministrative ed europee. «Conosco diverse persone - ha detto D'Alema interpellato a margine di un incontro con il mondo economico a Bologna - che, anzi, si sentono più vicine al Partito Democratico proprio perché Bersani si è candidato». Quanto alle perplessità espresse dal vicesegretario Pd Franceschini, secondo il quale Bersani avrebbe fatto meglio a scegliere un altro momento per candidarsi, D'Alema spiega che è una «discussione tra Franceschini e Bersani». «Io sono una terza persona» è stata la risposta. Interpellato sulla candidatura Bersani, D'Alema ha risposto di ritenere che «al momento in cui ci sarà il congresso si valuteranno le proposte, le candidature. Adesso non è il momento di esprimere queste valutazioni». Valutazioni che comunque - ha detto ancora - «sono variamente interpretabili, non mi pare che sia questo il problema». Ma si stanno facendo meno tessere?, ha chiesto un giornalista. «Non perché si è candidato Bersani - ha ironizzato D'Alema - . Io non sono un dirigente del Partito Democratico e non conosco i dati». (Corriere della Sera.it)
Com'è unito il PD
Bassolino: bene l’accordo sugli ammortizzatori; Bersani: dove trovate i soldi?L'accordo sugli ammortizzatori rappresenta "un risultato importante che ci consente di mettere in campo in tempi giusti risposte concrete alla crisi". Così il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. "Le Regioni, in sinergia col Governo, possono ora svolgere un ruolo più incisivo nel sostenere i lavoratori e le imprese colpite dalla recessione e investire nuove risorse per gli ammortizzatori sociali - ha aggiunto il governatore campano - Con le risorse nazionali e con i fondi europei gestiti dalle Regioni saremo al fianco di tanti lavoratori del Nord e del Sud, giovani e meno giovani, stabili e precari, occupati in imprese grandi, medie e piccole, garantendo loro un sostegno al reddito più congruo e l'accesso ad attività formative e di orientamento". Una questione definita "cruciale" che in Campania è stata affrontata varando un pacchetto anticrisi che prevede investimenti per 100 milioni di euro a valere sul fondo sociale europeo."L'accordo di ieri - ha proseguito Bassolino - ci consente di compiere passi avanti sulla questione del Fondo per le Aree Sottoutilizzate, sbloccando investimenti importantissimi per le Regioni meridionali e sul problema della nettizzazione degli investimenti europei nei conteggi del Patto di stabilità per gli anni 2008 e 2009. Su questi due fronti - ha concluso - è fondamentale che nei prossimi giorni si dia piena attuazione agli impegni assunti". Il Governo deve dire, in Parlamento, come finanzierà l'accordo con le Regioni sugli ammortizzatori sociali: lo ha affermato Pierluigi Bersani, ministro ombra del Pd per l'Economia, secondo cui "il Governo deve tirar fuori quei 5,35 miliardi di euro che si è impegnato a tirar fuori, e forse non solo quelli; e noi aspettiamo che venga in Parlamento per dire come esattamente finanzierà questo accordo". Per Bersani, che ha parlato a margine di una iniziativa a Firenze, è stato fatto "un lavoro forse non sufficiente nelle quantità ma che ora puntualmente dal Parlamento va verificato". Il ministro ombra ha quindi lodato l'impegno delle Regioni nei negoziati: "Dovrei fare i complimenti a chi ha condotto le trattative dal lato delle Regioni, perché sono riusciti a far capire che si sono raccontate un sacco di chiacchiere, e che le Regioni faranno la loro parte". (Apcom)
sabato 7 febbraio 2009
Bersani, ho fatto una cavolata
"La volta scorsa ho fatto una grandissima cavolata a non candidarmi alle primarie". Ci furono pressioni enormi, "sarei andato a chiedere i voti ai segretari delle federazioni mettendoli in imbarazzo perché il partito aveva fatto un'altra scelta. Mi rimaneva la possibilità di mettermi alla testa di una lista di consumatori.". Troppo poco per puntare al vertice. Ma gli errori non si ripetono. Bersani esce allo scoperto e si candida a prossimo leader del PD. Quello di Bersani è un vero e proprio atto d’accusa: “Ho deciso di espormi da subito perché sento il disamore dei nostri elettori, la mancanza di una prospettiva. Hanno bisogno di un punto di riferimento, altrimenti se ne vanno.” La risposta di Veltroni è “disarmante”, frutto di un disorientamento che investe l’intero partito: “Ci sarà il tempo del congresso e delle candidature, per ora bisogna occuparsi del Pd per portarlo alle elezioni”. A Panorama l'ex ministro dice: “Adesso vi spiego come sarà il mio Pd”
Iscriviti a:
Post (Atom)